Robert Redford: “Sto diventando vecchio ma senza troppe nostalgie”
di Silvia BizioPARK CITY (UTAH) – Ottant’anni compiuti a ottobre: ma quando sale sul palco per presentare al Sundance An inconvenient sequel del suo amico Al Gore il pubblico lo accoglie con le urla che si riservano in genere alle rockstar. Maglione da sci e sciarpa bianca, capelli biondi un po' scarmigliati: da 33 anni Redford non manca l'appuntamento con il festival da lui fondato tra le montagne innevate dello Utah.Questa edizione sta particolarmente a cuore all'eternamente giovane Redford, anche perché il festival ha creato una sezione dedicata ai film sul tema dell'ambiente, per cui Redford combatte da 40 anni. Al telefono dalla sua casa di Park City sceglie di parlare di politica e ambiente, ancor più che del nuovo film, The Discovery, diretto da Charlie McDowell, figlio di Malcolm e di Mary Steenburgen, in cui Bob interpreta un eccentrico scienziato inventore di una macchina che proverebbe l'esistenza della vita dopo la morte.
Cosa pensa di questi primi giorni della presidenza Trump?
"Provo …
PARK CITY (UTAH) – Ottant’anni compiuti a ottobre: ma quando sale sul palco per presentare al Sundance An inconvenient sequel del suo amico Al Gore il pubblico lo accoglie con le urla che si riservano in genere alle rockstar. Maglione da sci e sciarpa bianca, capelli biondi un po' scarmigliati: da 33 anni Redford non manca l'appuntamento con il festival da lui fondato tra le montagne innevate dello Utah.Questa edizione sta particolarmente a cuore all'eternamente giovane Redford, anche perché il festival ha creato una sezione dedicata ai film sul tema dell'ambiente, per cui Redford combatte da 40 anni. Al telefono dalla sua casa di Park City sceglie di parlare di politica e ambiente, ancor più che del nuovo film, The Discovery, diretto da Charlie McDowell, figlio di Malcolm e di Mary Steenburgen, in cui Bob interpreta un eccentrico scienziato inventore di una macchina che proverebbe l'esistenza della vita dopo la morte.
Cosa pensa di questi primi giorni della presidenza Trump?
"Provo un sentimento di lutto per il mio paese, anche perché Trump ci ha messi gli uni contro gli altri. Da ragazzino, a Los Angeles alla fine della guerra, ricordo un paese unito nello sforzo postbellico. È un ricordo meraviglioso. Oggi l'aria malsana della contrapposizione ci paralizza. Ma sono ottimista: questo paese riesce sempre a tirarsi su. È sopravvissuto a Nixon e al Watergate, sopravviverà anche adesso. Ogni volta che arriviamo al punto di rottura ritroviamo forza e unità".
Dunque il clima, tema fondamentale di politica nazionale e internazionale?
"Il cambiamento climatico è d'importanza epocale, ne parlo da 40 anni, anzi forse ho iniziato con troppo anticipo sui tempi... Ma ora è il momento giusto per parlarne, per metterlo in cima alla lista delle questioni. Col festival però ci siamo sempre impegnati in questo senso".
L'elezione di Trump la rende più "militante"?
"Certo, l'elezione ha creato un contro movimento, la gente è stata provocata e sta reagendo. Le manifestazioni di protesta in America e in giro per il mondo sono molto incoraggianti. Ma prima di giudicare voglio vedere cosa lui e la sua squadra diranno e faranno".
Ogni anno Sundance presenta qualche film che, rompendo le convenzioni, finisce dritto agli Oscar. Vede un film "breakout" quest'anno?
"Non ancora, ma sono sicuro che verrà fuori. È sempre così. L'anno scorso è toccato a Manchester by the sea e Captain Fantastic, quest'anno vedremo. Diamo tempo. Il punto è offrire l'opportunità ai giovani registi e autori indipendenti di trovare uno spazio per le storie originali e di rottura".
Recentemente è tornato a recitare con Jane Fonda. Com'è stato lavorare di nuovo con lei? Vi conoscete da oltre 40 anni.
(ride)"Ho detto a Jane: ti rendi conto di quanto stiamo diventando vecchi? Abbiamo cominciato nel 1966 nel film di Arthur Penn La caccia con Marlon Brando. Jane era mia moglie e fra noi si è subito creato un legame meraviglioso. Non ci siamo più persi. Poi l'ho voluta in A piedi nudi nel parco e ancora in Il cavaliere elettrico, e ora abbiamo girato Le nostre anime di notte di Ritesh Batra. La storia di due persone anziane che trovano l'amore quando si pensa che quella parte della vita sia finita. Una bella storia da raccontare".
Se ne parlerà come di una storia d'amore geriatrica.
(ride) "Ho 80 anni, non posso fingere che non sia così. Tutto quello che m'interessa è continuare a fare film e lavorare. È pura gioia. Finché c'è quella sono felice. I compleanni sono giorni che preferisco dimenticare guardando da un'altra parte. Evito la nostalgia, ma un po' è inevitabile".
Perché ha scelto "The Discovery"?
"Ho sviluppato una formula tanto tempo fa che seguo ancora quando scelgo un film. Ci devono essere tre elementi: la storia, i personaggi e l'emozione. E gli effetti speciali non devono sovrastarli ".
Com'è nata questa filosofia?
"La mia visione del mondo è cambiata quando, a 18 anni, sono venuto in Europa. Volevo viaggiare, uscire da questo paese e sperimentare modi diversi di vedere il mondo. Volevo raccontare storie attraverso la pittura, che amavo moltissimo. Più tardi, dopo aver imboccato la strada della recitazione, per i primi anni ho sofferto perché non ero sicuro di aver fatto la scelta giusta. Avevo paura di essere preso in considerazione più per il mio look che per la mia arte. Butch Cassidy è stato il primo film in cui ho veramente pensato di poter coniugare recitazione e arte".
Non pensa di tornare a dipingere?
"Sì, e recentemente più che mai perché, malgrado l'amore che ho per il cinema, confesso di essere un po' stufo. La verità è che sono una persona impaziente: trovo insopportabile stare seduto sul set ad aspettare, o ripetere la stessa scena una, due, venti volte... A questo punto della mia vita, a 80 anni, la pittura è la cosa che mi dà più soddisfazione perché non devo dipendere da nessuno. Sono solo con i miei schizzi, come una volta. Detto questo tornare sul set di tanto in tanto è molto piacevole. Mi piacerebbe girare un thriller, ma non troppo sanguinario, psicologico piuttosto. Quelli sì che terrorizzano".