Gli ultimi quattro film del regista greco Yorgos Lanthimos hanno tutti avuto per protagonista Emma Stone. E ogni progetto è stato più audace, più estremo e più folle. Una sfida per la protagonista e per il cineasta che con Povere creature! è entrato a pieno titolo nel mondo di Hollywood (quattro Oscar) sebbene continui a considerarsi un autore europeo, un outsider rispetto all’industria americana.
"Bugonia", il nuovo film con Emma Stone accusata di essere un'aliena - trailer
Con Bugonia, presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia e dal 23 ottobre in sala, l’asticella è salita ancora. Remake del film sudcoreano del 2003 Jigureul jikyeora! di Jang Joon-hwan, il film vede due cugini (Jesse Plemons e Aidan Delbis), ossessionati dalle teorie del complotto, rapire l’amministratrice delegata di una grande azienda farmaceutica (Stone), convinti che sia un’aliena d…
Gli ultimi quattro film del regista greco Yorgos Lanthimos hanno tutti avuto per protagonista Emma Stone. E ogni progetto è stato più audace, più estremo e più folle. Una sfida per la protagonista e per il cineasta che con Povere creature! è entrato a pieno titolo nel mondo di Hollywood (quattro Oscar) sebbene continui a considerarsi un autore europeo, un outsider rispetto all’industria americana.
"Bugonia", il nuovo film con Emma Stone accusata di essere un'aliena - trailer
Con Bugonia, presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia e dal 23 ottobre in sala, l’asticella è salita ancora. Remake del film sudcoreano del 2003 Jigureul jikyeora! di Jang Joon-hwan, il film vede due cugini (Jesse Plemons e Aidan Delbis), ossessionati dalle teorie del complotto, rapire l’amministratrice delegata di una grande azienda farmaceutica (Stone), convinti che sia un’aliena decisa a distruggere la Terra. E il primo gesto è rasarle i capelli per impedirle di comunicare con il suo pianeta.
ll titolo del film fa riferimento a un'antica credenza greca. Cosa può raccontarci di questa credenza e della sua metafora?
"Non so se si tratti di una vera e propria metafora. Stavo cercando un titolo per il film e sono sprofondato nel mondo delle api, tra storie e miti che le raccontano. Essendo greco sono inciampato in questa credenza dell’antica Grecia che sosteneva che le api nascessero dalle carcasse delle mucche o delle bufale. Il termine “bugonia” significa proprio “nascita da una bufala”. Mi è sembrato un titolo appropriato”.
I social media, la tecnologia, l’intelligenza artificiale nati per connetterci finiscono per impedirci di avere un vero dialogo diretto. Come artista è più spaventato o più intrigato dall’intelligenza artificiale?
"Sicuramente spaventato e non come artista, come essere umano. Non abbiamo idea di come andranno le cose. Spaventa che le persone che inizialmente sono state coinvolte nella creazione dell’intelligenza artificiale ora cerchino di metterci in guardia dai suoi pericoli. Ancora una volta sta a noi cercare di condurre questa realtà in una direzione che non sia pericolosa per l’umanità. Purtroppo c'è il costante desiderio, di chi ha soldi e potere, di fare tutto in fretta e prima degli altri, con la conseguenza che l’attenzione alla sicurezza viene meno. Mi fa paura che le persone che hanno il potere di gestire questa evoluzione non siano altrettanto preoccupate delle sue conseguenze”.
Cosa significa per lei attivismo? Pensa che un artista debba prendere posizione su temi politici?
"Credo che i veri attivisti siano persone che mettono tutte se stesse nella causa in cui credono e si spendono in qualsiasi orribile situazione stia accadendo. Ogni persona può contribuire in qualche modo e può essere a suo modo attivista: c’è l’attivismo femminista, che cerca di migliorare le condizioni delle donne nel mondo… E’ un tema infinito, del quale potremmo parlare per ore. Talvolta è vero però anche quello che dice Teddy nel film: che qualche attivista sia corrotto e cerchi di presentarsi come qualcuno a cui importa, mentre fondamentalmente tutto quello che fa è per il proprio profitto”.
Qual è la soluzione?
“Siamo diventati tutti indifferenti alla sofferenza degli altri. Succedono così tante cose in giro per il mondo: c’è la crisi dei rifugiati nel Mediterraneo, che è una questione che mi è molto familiare, persone che annegano tutti i giorni cercando una vita migliore per sé e le proprie famiglie... L’Europa fa di tutto per sbarazzarsi dei migranti. Poi c’è la questione più urgente: la tragedia di Gaza. Che non finisce con i nuovi accordi. Noi siamo complici, l’Europa in particolare ma anche gli Stati Uniti. Da anni assistiamo senza far nulla. I veri attivisti sono là. Essere un attivista può significare anche boicottare quelle realtà economiche, aziende o prodotti che sostengono attivamente Israele. Oppure mettersi in gioco per portare il cibo ai bambini che muoiono di fame. Chi gestisce le emergenze è un vero attivista”.