Paolo Virzì è considerato, assieme a Riccardo Milani, l’unico erede legittimo della grande stagione della commedia italiana. E anche i grandi di quel tempo (Risi, Monicelli, Scola, Comencini) giravano di tanto in tanto film inequivocabilmente, dolorosamente “seri”. Cinque secondi è un film serio, che non vi strapperà nessuna risata. Valerio Mastandrea interpreta Adriano Sereni, un avvocato che si è rifugiato in un casale di campagna per stare lontano dal mondo. Sta affrontando un lutto terribile, del quale la moglie lo ritiene colpevole al punto di trascinarlo in tribunale. Sarà proprio durante un’udienza che scopriremo il significato del titolo Cinque secondi: e non sarà una scoperta allegra.
Il film, scritto assieme a Francesco Bruni e a Carlo Virzì, è intenso e coinvolgente finché si concentra sul dramma di Adriano; convince meno quando l’uomo sembra ritrovare la forza di vivere frequentando un gruppo di ragazzi che …
Paolo Virzì è considerato, assieme a Riccardo Milani, l’unico erede legittimo della grande stagione della commedia italiana. E anche i grandi di quel tempo (Risi, Monicelli, Scola, Comencini) giravano di tanto in tanto film inequivocabilmente, dolorosamente “seri”. Cinque secondi è un film serio, che non vi strapperà nessuna risata. Valerio Mastandrea interpreta Adriano Sereni, un avvocato che si è rifugiato in un casale di campagna per stare lontano dal mondo. Sta affrontando un lutto terribile, del quale la moglie lo ritiene colpevole al punto di trascinarlo in tribunale. Sarà proprio durante un’udienza che scopriremo il significato del titolo Cinque secondi: e non sarà una scoperta allegra.
Il film, scritto assieme a Francesco Bruni e a Carlo Virzì, è intenso e coinvolgente finché si concentra sul dramma di Adriano; convince meno quando l’uomo sembra ritrovare la forza di vivere frequentando un gruppo di ragazzi che stanno cercando di riportare in vita una vigna nella tenuta adiacente.
Questi ragazzi, capeggiati da una “contessina” incinta dal carattere assai ruvido, sembrano una comune hippy uscita da un film degli anni ’60 e il loro inserimento nella storia di Adriano appare lievemente forzato. Resta la sincerità di fondo con la quale Virzì e soci raccontano il percorso di redenzione di un padre disperato, e resta la bravura di Mastandrea che affronta un personaggio ispido e immerso nel dolore con grande e sofferta partecipazione.
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Cinque secondi
di Paolo Virzì
Voto: tre stelle su cinque