✕

Gloria Guida: “A Dorelli talvolta avrei sbattuto la porta. I film? Meglio qualche doccia in meno”

Gloria Guida, 70 anni il 19 novembre

 

Ascolta l'audio

L’attrice compie 70 anni il 19 novembre. Il rapporto con il marito, l’amore per la figlia, la perdita della madre, le commedie sexy. “Paura della morte? Mi impressiona di più vedere andar via quelli che hanno fatto parte della mia vita”
3 minuti di lettura

Gloria Guida, sono 70. Auguri.

«Lei dice che c’è da essere felici?». (Ride)

E’ un bel traguardo.

«Sì, ma il tempo è volato via. Gli anni se ne sono andati a una velocità che mi lascia senza fiato. Dai 40 in poi hanno messo il turbo. Come diavolo è successo? Tutto questo mi provoca stupore, malinconia. Ma dentro di me la Gloria di sempre mi dice “sii felice, l’importante è stare bene in salute”. Del resto, la saggezza è un regalo della maturità, no? Come vede, sto cercando di trovare il lato buono della faccenda».

Ci dica cosa farà nel giorno del compleanno.

«Una cosa semplice. Il mio Johnny (Dorelli, ndr) ormai esce poco, ha 87 anni e sta molto in poltrona, però di testa è lucidissimo, sempre il solito birbone. Così, restiamo in casa: pranzo in famiglia. Da Bologna arriva mio fratello Giampaolo e ci sarà la mia amica del cuore, Franca. Non ho voglia di cucinare, ho ordinato tutto: lasagne buone ma bell’e fatte, sulle p…

Gloria Guida, sono 70. Auguri.

«Lei dice che c’è da essere felici?». (Ride)

E’ un bel traguardo.

«Sì, ma il tempo è volato via. Gli anni se ne sono andati a una velocità che mi lascia senza fiato. Dai 40 in poi hanno messo il turbo. Come diavolo è successo? Tutto questo mi provoca stupore, malinconia. Ma dentro di me la Gloria di sempre mi dice “sii felice, l’importante è stare bene in salute”. Del resto, la saggezza è un regalo della maturità, no? Come vede, sto cercando di trovare il lato buono della faccenda».

Ci dica cosa farà nel giorno del compleanno.

«Una cosa semplice. Il mio Johnny (Dorelli, ndr) ormai esce poco, ha 87 anni e sta molto in poltrona, però di testa è lucidissimo, sempre il solito birbone. Così, restiamo in casa: pranzo in famiglia. Da Bologna arriva mio fratello Giampaolo e ci sarà la mia amica del cuore, Franca. Non ho voglia di cucinare, ho ordinato tutto: lasagne buone ma bell’e fatte, sulle polpette al limone sono in dubbio se comprarle o farle io. Vediamo. Per la torta, mi sono regalata un millefoglie con i pezzettoni di cioccolato. Avevo voglia di coccolarmi un po’. Sa, questo compleanno cade in un periodo in cui per la prima volta mi sono sentita orfana».

Cosa è successo?

«Ad aprile è morta mia madre. Voi direte: bè, sei diventata orfana a 70 anni. Certo, ma è un vuoto che mi sembra impossibile da colmare. Mi manca la nostra telefonatina alle cinque del pomeriggio, io sul terrazzo a bere un bicchiere di rosso e lei a Bologna raccontarmi le giornate, a farmi ridere. Mamma era capace di sdrammatizzare su ogni cosa, i suoi suggerimenti erano come pillole di tranquillanti. Ogni tanto mi viene l’istinto di prendere il cellulare e farle uno squillo. Questa estate, prima di partire per la Grecia dove andavo sempre con lei, non ho resistito e le ho mandato un messaggino: “Mammotta, mia mi manchi”. Scusi, ma dovevamo parlare di cose allegre?».

Di cose allegre, ma anche di bilanci. C’è qualcosa che non rifarebbe?

«Forse, se avessi fatto qualche doccia in meno sarebbe stato meglio».

Meglio per la carriera?

«Sì, avrei dovuto pretendere dei ruoli più complessi. Ma non rinnego il mio passato da attrice di commedie sexy: non sa quanto mi sia divertita, quanto mi abbiano fatto crescere e quanta gente interessante abbia incontrato».

Le femministe dure e pure, su quell’uso del corpo, avrebbero da ridire.

«Capisco. Ma quelle erano quasi delle favole. Non c’era nulla di spinto, di volgare. Era un prodotto per l’Italia che, a dispetto dei tempi, voleva sognare e divertirsi, sbirciando un po’».

I suoi ruoli hanno segnato l’immaginario di varie generazioni.

«Eccome! Per strada mi fermano anche i ragazzi per farmi i complimenti, perché vedono i miei film in tv, li passano continuamente. Anzi, non so bene su quale canale, ma per festeggiarmi ci sarà una maratona dedicata a me».

Una maratona di La minorenne, La novizia, Quell’età maliziosa…

«Una cosa del genere, credo».

Johnny Dorelli guarda ancora i suoi film?

«Certo. A parte se c’è l’Inter in tv, e a volte bofonchia “quel bacio l’hai dato per davvero”. Se gli dico “e tu che ne sai?”, mi risponde “me ne accorgo perché io mica li davo finti”».

La famosa rivalità dell’epoca tra lei, Barbara Bouchet, Edwige Fenech.

«Ma no. Ognuna aveva il suo spazio e il suo personaggio. Io ero più il genere liceale, Edwige la professoressa, Barbara la bionda straniera. Chissà come sarebbe andata se i produttori di allora avessero proposto un titolo con tutte noi protagoniste».

Il film che ricorda con più piacere?

«La casa stregata con Renato Pozzetto. Un vero signore, un attore generoso».

Tornando ai bilanci: la cosa più bella che le è capitata nella vita.

«Incontrare mio marito. Perché poi da lì è nata mia figlia».

Gloria Guida con Johnny Dorelli: la loro relazione iniziò nel 1979, le nozze nel 1991 

Come l’ha conquistata?

«Prima di tutto, era bello. Non sa quanto piaceva alle donne. E lui con le donne ci sapeva fare. Ma è il fascino, ad avermi colpito. Era galante. Usava un profumo che mi faceva impazzire. Non mi voleva mai dire quale fosse, poi l’ho scoperto: Hammam Bouquet di Penhaligon. E ci aggiungeva qualche altra essenza per avere una fragranza tutta sua. Da anni me ne spruzzo un po’ anch’io: mi sembra di avere Johnny tutto il giorno accanto».

Ce l’ha accanto da 46 anni.

«Perché ci piace ridere, fare le cose insieme. Vediamo spesso la tv uno accanto all’altro. Ci siamo visti Sinner, adesso c’è il Bologna che insegue l’Inter… Ma la vera ricetta per un matrimonio duraturo è lasciare la porta aperta. Spesso, tra due persone, si chiude».

È successo?

«No, abbiamo sempre lasciato uno spiraglio. Ma quando ho rinunciato a lavorare per stare con mia figlia piccola e lui, invece, nel pieno della carriera, a casa non c’era mai, più di una volta l’istinto sarebbe stato di chiudere la porta e sbattere anche il portone».

Che regalo le farà Dorelli?

«Sono anni che non ce ne facciamo più. Basteranno le bollicine».

Con l’avanzare dell’età cosa è cambiato?

«Piango. Mi commuovo. Mi succede persino guardando Pretty woman che so a memoria. Sono diventata una romanticona con la lacrima in tasca».

L’obiettivo per festeggiare felice anche gli 80 anni?

«Ce l’ho: trovare un regista che mi dia un ruolo interessante e mi riporti a recitare. Mi piacerebbe un film un po’ splatter, magari Tarantino. Ma si deve sbrigare, il tempo vola!». (Ride)

La spaventa la morte?

«Certo. Ma ciò che mi sconvolge è vedere mano a mano andare via le persone con cui ho passato un pezzo di vita. Dopo una certa età capita sempre più spesso. C’è poco da fare. Però non ci si abitua mai».

Leggi i commenti