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“So’ Magnotta”, il bidello e la lavatrice. Un film sullo scherzo telefonico più famoso d’Italia

Si intitola “Semplice cliente” il doc di Alessio De Leonardis che ricostruisce le vicende che hanno visto coinvolto suo malgrado Mario Magnotta. Anteprime sold out a L’Aquila e a Roma
3 minuti di lettura

“No, so’ Magnotta”, “Mi vogliono appioppare la roba”, “M’iscrivo ai terroristi”. L’Italia si divide, anagraficamente e geograficamente, in due: chi conosce la storia di Mario Magnotta e lo scherzo telefonico più famoso d’Italia. E chi no. E sia per i primi che per i secondi è in arrivo un film, Semplice cliente realizzato dal regista Alessio de Leonardis (Ghiaccio, Sogni di rock n roll).


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Il 22 novembre inizia il tour del film in giro per l’Italia, si parte dall’Aquila ovviamente patria del bidello Mario Magnotta (“tre anteprime già tutte sold out come quasi al completo è quella del 5 dicembre a Roma” spiega il regista) e poi ad accompagnare il documentario in varie piazze. Sull’anteprima aquilana de Leonardis non si sbilancia: “Chi ha avuto la fortuna di accaparrarsi il biglietto avrà delle sorprese, ripercorreremo lo scherzo. Ci sarà da divertirsi”.

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“No, so’ Magnotta”, “Mi vogliono appioppare la roba”, “M’iscrivo ai terroristi”. L’Italia si divide, anagraficamente e geograficamente, in due: chi conosce la storia di Mario Magnotta e lo scherzo telefonico più famoso d’Italia. E chi no. E sia per i primi che per i secondi è in arrivo un film, Semplice cliente realizzato dal regista Alessio de Leonardis (Ghiaccio, Sogni di rock n roll).


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Il 22 novembre inizia il tour del film in giro per l’Italia, si parte dall’Aquila ovviamente patria del bidello Mario Magnotta (“tre anteprime già tutte sold out come quasi al completo è quella del 5 dicembre a Roma” spiega il regista) e poi ad accompagnare il documentario in varie piazze. Sull’anteprima aquilana de Leonardis non si sbilancia: “Chi ha avuto la fortuna di accaparrarsi il biglietto avrà delle sorprese, ripercorreremo lo scherzo. Ci sarà da divertirsi”.

Ma riavvolgiamo il nastro per chi non conosce lo scherzo telefonico più celebre d’Italia che in quasi quarant’anni ha generato siti, pagine social, un fumetto Magnotta Wars (che viene ripubblicato in occasione dell’uscita del film), parodie (tra le ultime quella di Edoardo Ferrario), ma soprattutto un passaparola che ha trasformato il caso Magnotta nel primo fenomeno virale italiano, prima che esistessero Internet, i social e ogni forma di condivisione online. Era il 1987 e tre amici, Raffaele Panarelli – considerato il “basista”, colui che ebbe l’idea – Maurizio Videtta e Antonello De Dominicis, ex allievi dell’istituto dove Magnotta era bidello, per passare il tempo decidono di fargli uno scherzo. Lo scherzo era telefonico, gli si faceva credere che acquistando sei anni prima una lavatrice si era impegnato ad acquistare un altro elettrodomestico (una lavatrice o un frigorifero) alla scadenza dei sei anni. Lo scherzo andò avanti per un mese e venne registrato su delle audiocassette, che cominciarono a passare di mano in mano tanto che – si narra – finirono persino sulla barca dell’avvocato Agnelli.

"Semplice cliente", in un doc la storia di Mario Magnotta e lo scherzo più famoso d'Italia

"Io sono romano e fin dagli inizi degli anni Novanta anche se ero un ragazzino conoscevo la storia di Mario Magnotta – racconta il regista – io avevo un fratello più grande che mi aveva fatto sentire la cassetta, una volta che l’aveva portata a casa per ridere con gli amici. Col tempo mi sono reso conto che era nato un citazionismo “magnottiano”, che le persone ormai citavano le frasi di Mario come si fa con i film di Carlo Verdone. È dal 2016 che vorrei raccontare questa storia attraverso un film, quest’anno la crisi del cinema che non ha permesso di far partire progetti più impegnativi mi ha riportato a questa idea”.

Maurizio Videtta e Antonello De Dominicis 

“In quasi quarant’anni nessuno ne aveva ancora fatto un film, alcuni ci hanno provato e non ci sono riusciti – spiega il regista – per me fondamentale era ottenere l’autorizzazione di Romina, la figlia. La prima volta che l’ho chiamata non mi ha fatto neppure parlare, mi ha detto ‘se chiami per mio padre ti dico subito di no’. Poi però l’ho convinta, sono stato onesto, le ho spiegato che volevo raccontare la storia anche dal suo punto di vista di adolescente che si è vista cadere addosso tutta questa notorietà, che se per il padre è stata fonte di divertimento, per lei è stata invece di grande sofferenza. Io la capisco, anche io ho una figlia femmina e le figlie sono sempre molto protettive nei confronti dei padri. Per lei era un dolore vedere che suo padre era stato preso in giro”. Invece grazie al film Romina Magnotta e gli autori dello scherzo si sono incontrati dopo quarant’anni e nel film c’è una scena al cimitero di fronte alla tomba di Mario, un momento vero di grande emozione.

Romina Magnotta 

Il film inizia con uno spezzone di I fatti vostri con Fabrizio Frizzi dove il bidello era andato ospite. “In tempi in cui non c’era neppure Internet Mario Magnotta è diventato virale, quanto il termine virale non esisteva, eppure a differenza di tanti che diventano virali oggi lui non era costruito – dice il regista – era esattamente come lo vedevate. Oggi ci si inventa qualsiasi cosa per attirare l’attenzione, lui era l’opposto. Quella notorietà involontaria però non lo aveva veramente cambiato. Ho voluto iniziare con l’ospitata da Frizzi per far capire subito che tipo di impatto la sua storia aveva avuto. Quando Antonello e Maurizio erano poi andati a dirgli che si trattava solo di uno scherzo lui non ci aveva creduto e ancora anni dopo gli diceva ‘ma quand’è che mi fate un altro scherzo?”.

Un film molto divertente ma con note nostalgiche anche perché la morte di Mario Magnotta è avvenuta pochi mesi prima del terremoto dell’Aquila del 2009. “Volevo che il film fosse divertente, ma portasse anche una riflessione – dice De Leonardis – Il terremoto tornava non tanto perché ce lo volessi infilare io a forza, persino gli aquilani vorrebbero andare avanti e parlare di altro. Eppure questa coincidenza temporale ha fatto sì che Romina perdesse nel giro di poco tempo prima il papà e poi la casa. Fa effetto che la casa di Magnotta, dove in passato sono stati fatti anche dei tour, è ancora ad oggi inagibile. Io ho forzato la mano e ho girato in quelle stanze dove tutto ha avuto inizio. Con quella telefonata”.

Tra gli intervistati oltre ai protagonisti dello scherzo e alla figlia Romina c’è anche una generazione di “esperti” di ogni genere: Stefano Venturi, creatore della pagina Facebook dedicata; Manuel Mele, fondatore del sito magnotta.it; Ivan Tamburrini, esperto di social media e fondatore del gruppo Figli di Magnotta. E ancora Alessandro Napoleoni, organizzatore di eventi live e discoteche negli anni 2000 e persino Mirko Rocci, fisico della materia. "Quando fai un documentario ti documenti, io ho ascoltato centinaia di persone che avevano cose da dire su questa storia, poi naturalmente ho fatto una scelta. È un film fatto di pancia, mi auguro che i fan riconoscano che abbiamo scavato in questa storia e ci trovino delle chicche e per gli altri che possa empatizzare con il personaggio di Mario Magnotta e la sua umanità”.

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