Ariana Grande e Wicked 2: “La celebrità oscurava il mio lavoro, il cinema mi ha guarito”
di Arianna FinosLa magia verde è tornata. Wicked: For Good è arrivato al cinema e, mentre Ariana Grande torna sotto i riflettori con una Glinda cresce anche la preoccupazione dei fan per il suo evidente dimagrimento, diventato tema di discussione durante la lunga stagione promozionale e dopo il suo recente stop dalla vita pubblica. La cantante trentaduenne ha inoltre lasciato intendere che il tour Eternal Sunshine del 2026 potrebbe essere l’ultimo prima di una pausa molto lunga dalla musica: un bisogno di rallentare, ha spiegato, dopo anni segnati da pressioni, tournée e un’attenzione costante sul suo corpo.
Dentro Wicked, però, Ariana Grande brilla. Il musical è uscito con Universal e con la seconda parte del dittico di Jon M. Chu, dopo i 750 milioni di dollari incassati dal primo film. Un fenomeno pop-culturale nato dall’alchimia tra l’amicizia — dentro e fuori lo schermo — tra Grande ed Erivo, canzoni ormai classiche e un marketing travolgente. Questo secondo capitolo è più intenso e ancora più s…
La magia verde è tornata. Wicked: For Good è arrivato al cinema e, mentre Ariana Grande torna sotto i riflettori con una Glinda cresce anche la preoccupazione dei fan per il suo evidente dimagrimento, diventato tema di discussione durante la lunga stagione promozionale e dopo il suo recente stop dalla vita pubblica. La cantante trentaduenne ha inoltre lasciato intendere che il tour Eternal Sunshine del 2026 potrebbe essere l’ultimo prima di una pausa molto lunga dalla musica: un bisogno di rallentare, ha spiegato, dopo anni segnati da pressioni, tournée e un’attenzione costante sul suo corpo.
Dentro Wicked, però, Ariana Grande brilla. Il musical è uscito con Universal e con la seconda parte del dittico di Jon M. Chu, dopo i 750 milioni di dollari incassati dal primo film. Un fenomeno pop-culturale nato dall’alchimia tra l’amicizia — dentro e fuori lo schermo — tra Grande ed Erivo, canzoni ormai classiche e un marketing travolgente. Questo secondo capitolo è più intenso e ancora più saturo di musica e danza. E al centro c’è anche la storia dell’amore conteso: il principe Fiyero, interpretato da Jonathan Bailey, fresco del titolo di uomo più sexy del mondo secondo People.
Ariana Grande porta sullo schermo una Glinda completamente diversa, il personaggio attraversa traumi, responsabilità politiche, solitudini inaspettate. E nell’incontro con la stampa internazionale a cui abbiamo partecipato, l’attrice racconta questo viaggio attraverso creatività, identità, ferite infantili, fama, sorellanza artistica e della riscoperta della recitazione come bussola interiore, il film come processo di guarigione personale. E, sì, la vera magia del film è stata mostrare una strada di mattoni d’oro che porta al cinema e lascia indietro la musica: “Mi è mancato tantissimo recitare. Amo la recitazione e sento che ho così tanto da imparare. Sono grata per queste opportunità… spero di continuare”.
Ariana inizia con ciò che rende Glinda speciale, ovvero il dualismo: “La cosa più magica di lei è che tiene in equilibrio luce e oscurità in silenzio, per tutto il tempo. Nel secondo film questo viene molto più in superficie”. Sotto la facciata scintillante, dice, c’è un mondo emotivo fragile: “La sua luce non può esistere senza l’oscurità appena sotto la superficie. Le sue insicurezze, il bisogno disperato di validazione esterna, il desiderio che tutti la apprezzino. Deve venire da qualche parte”. Per costruirla l’attrice è tornata alle origini del personaggio: “Ho pensato molto alla sua infanzia, alle convinzioni che le sono state proiettate addosso e a cui si è aggrappata per tutta la vita, e a come questo l’ha spinta a creare questa facciata, questa “bolla di privilegio”. intorno a sé”. In Wicked For Good, quella bolla scoppia: “Nel secondo film la vediamo fare un vero lavoro sulle ombre, in tempo reale, reagendo ai vari dolori che le capitano. È bellissimo interpretare qualcuno che ha così tanta luce e così tanta oscurità”.
Ariana Grande "assalita" da un fan, Cynthia Erivo lo blocca sul red carpet di Wicked
Il legame con Cynthia Erivo, che recentemente l’ha “salvata” dall’assalto di un fan sul tappeto rosso, è uno dei temi più toccanti: “È stato un privilegio lavorare con lei. La amo e la rispetto tantissimo, come partner di scena e come essere umano”. Nel film, Glinda ed Elphaba vivono due tipi di solitudine complementari: “Nella seconda parte vivono una solitudine molto simile, anche se si manifesta in modi completamente diversi. Elphaba è letteralmente sola nel bosco, senza la sua migliore amica. Glinda invece è circondata da persone che le dicono che è amata, che sta facendo del bene… e per un po’ ci crede anche lei. Ma è incredibilmente sola”. La sorellanza nasce prima del set, da una chiamata: “Prima ancora di incontrarci, abbiamo fatto una videochiamata. Le ho detto: ‘Qualunque cosa tu abbia bisogno, io ci sono. Non c’è niente di cui non possiamo parlare. Deve essere sempre noi contro il problema, mai noi una contro l’altra. C’è una differenza tra sentire e ascoltare davvero. E noi siamo riuscite ad ascoltarci. È stato bellissimo”.
Ariana riflette sul proprio rapporto con la creatività. “Questo progetto ha guarito il mio rapporto con la creazione. Mi ha praticamente riprogrammata dall’interno”. Confessa una verità dolorosa sulla fama: “Per molto tempo la mia celebrità forse era più forte del lavoro che facevo, o del mio mestiere. Io amo recitare, amo il mio lavoro. Sentirmi vista per il mio lavoro, dopo così tanto tempo, è stato curativo”. Recitare Glinda le ha ridato un’energia che credeva perduta: “Mi sono innamorata di nuovo del processo creativo, in un modo che non provavo da tanto. È stato come riaccendere una scintilla”. Diventare “buona” fa male in Wicked For Good, Glinda affronta le proprie responsabilità. “Lei ha sempre desiderato ‘la magia’, forse per motivi sbagliati. E si ritrova spinta verso la vera bontà vivendo eventi traumatici uno dopo l’altro, fino a dover guardare in faccia la propria complicità nel regime”. È un percorso doloroso, ma liberatorio: “È straziante… e delizioso. La vediamo finalmente rompersi e scegliere di diventare davvero buona, o almeno iniziare quel capitolo, prendendo a calci il fondoschiena del Mago. È molto appagante da vedere”.
La benedizione di Kristin Chenoweth, che ha reso immortale Glinda nel musical, è stata fondamentale, ma Ariana si è allontanata da tutto ciò che conosceva: “C’è uno spostamento quando passi dall’essere fan a interpretare il ruolo. Devi lavare via tutto e dire la verità. Ho studiato molto prima del primo provino, leggendo tra le righe, capendo chi fosse davvero”. La vecchia Hollywood è una terra che la giovane interprete conosce “Judy Garland è una delle mie preferite. E poi Barbra Streisand. Io sono proprio una ragazza dal cuore Vecchia Hollywood”. Tra le sue esperienze più emotive, la performance agli Academy Awards: “Cantare Somewhere Over the Rainbow… Quando in prova ho sentito la voce di Judy Garland dire “there’s no place like home”, sono scoppiata a piangere. È stata un’esperienza irripetibile”.