Lo schiaffo è un film tedesco, scritto e diretto dal 39enne Frédéric Hambalek e presentato in concorso al festival di Berlino. Ma racconta una piccola storia nella quale potrà riconoscersi chiunque abbia avuto, abbia o avrà una figlia adolescente. Marielle, una ragazzina come tante, insulta una compagna di scuola durante un litigio e quella le rifila un ceffone. La percossa ha un effetto stupefacente: la fanciulla comincia a “sentire” tutto ciò che fanno e dicono i suoi genitori anche in sua assenza, smascherando i loro piccoli e grandi segreti: il padre lavora in una casa editrice e ha problemi con i colleghi, la madre ha una tresca con un compagno di lavoro, e ora Marielle sa tutto! Infatti il titolo originale tedesco è Was Marielle weiss, letteralmente “ciò che sa Marielle”.
Il “dono” sconvolge la vita della famiglia, anche perché la ragazza comincia a usarlo per sfidare i genitori. E non è detto che il possibile rim…
Lo schiaffo è un film tedesco, scritto e diretto dal 39enne Frédéric Hambalek e presentato in concorso al festival di Berlino. Ma racconta una piccola storia nella quale potrà riconoscersi chiunque abbia avuto, abbia o avrà una figlia adolescente. Marielle, una ragazzina come tante, insulta una compagna di scuola durante un litigio e quella le rifila un ceffone. La percossa ha un effetto stupefacente: la fanciulla comincia a “sentire” tutto ciò che fanno e dicono i suoi genitori anche in sua assenza, smascherando i loro piccoli e grandi segreti: il padre lavora in una casa editrice e ha problemi con i colleghi, la madre ha una tresca con un compagno di lavoro, e ora Marielle sa tutto! Infatti il titolo originale tedesco è Was Marielle weiss, letteralmente “ciò che sa Marielle”.
Il “dono” sconvolge la vita della famiglia, anche perché la ragazza comincia a usarlo per sfidare i genitori. E non è detto che il possibile rimedio (uno schiaffo identico e speculare al primo) debba funzionare…
Lo schiaffo ha il difetto tipico dei film che sfidano la verosimiglianza del quotidiano per virare verso l’apologo: parte da un’idea stuzzicante, è quasi folgorante per mezz’ora poi comincia a girare su se stesso senza sapere bene dove andare a parare. Ma ha anche molti pregi a cominciare dalla prova dell’attrice che interpreta la mamma, la grande Julia Jentsch super premiata nel 2005 per il vigoroso dramma anti-nazista La rosa bianca.