“Father mother sister brother”, la recensione del nuovo film di Jim Jarmusch
di Alberto CrespiLiberiamoci subito di due ovvietà: il film di Jim Jarmusch non meritava assolutamente il Leone d’oro in un concorso veneziano dove c’era ben altro, ma non è colpa di Jarmusch se la giuria della Mostra è impazzita.
Cerchiamo quindi di vedere Father mother sister brother per quello che è: un esempio di cine-minimalismo, un film in cui non succede nulla ma che sotto traccia nasconde una riflessione acuta sui rapporti familiari, sul senso della perdita, sui lutti reali o incombenti.
Soprattutto su tutte quelle cose che, tra fratelli figli e genitori, ci saremmo potuti dire ma non abbiamo mai trovato il tempo e la forza di dire. Tre episodi: New Jersey, un fratello e una sorella vanno a trovare il vecchio padre strambo che vive in campagna da solo; Dublino, due sorelle prendono il tè con la madre scrittrice (si vedono una volta all’anno, e solo per questa “cer…
Liberiamoci subito di due ovvietà: il film di Jim Jarmusch non meritava assolutamente il Leone d’oro in un concorso veneziano dove c’era ben altro, ma non è colpa di Jarmusch se la giuria della Mostra è impazzita.
Cerchiamo quindi di vedere Father mother sister brother per quello che è: un esempio di cine-minimalismo, un film in cui non succede nulla ma che sotto traccia nasconde una riflessione acuta sui rapporti familiari, sul senso della perdita, sui lutti reali o incombenti.
Soprattutto su tutte quelle cose che, tra fratelli figli e genitori, ci saremmo potuti dire ma non abbiamo mai trovato il tempo e la forza di dire. Tre episodi: New Jersey, un fratello e una sorella vanno a trovare il vecchio padre strambo che vive in campagna da solo; Dublino, due sorelle prendono il tè con la madre scrittrice (si vedono una volta all’anno, e solo per questa “cerimonia”); Parigi, due gemelli - un ragazzo e una ragazza, piuttosto diversi fra loro - visitano per l’ultima volta l’appartamento vuoto dei genitori scomparsi.
Ci sono rimandi fra i tre capitoli (i ragazzi in skateboard, l’acqua da bere, alcuni marchi di auto e di orologi ricorrenti nel nome del product placement) e tutto si chiude su un magazzino che contiene gli oggetti accumulati in tre o quattro vite. Attori di gran nome: Cate Blanchett, Charlotte Rampling, Tom Waits, Adam Driver e la star tv Mayim Bialik, forse la migliore in campo.
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Father mother sister brother
di Jim Jarmusch
Voto: tre stelle su cinque