Shih-Ching Tsou, taiwanese che con La mia famiglia a Taipei esordisce in solitaria nel lungometraggio, è in realtà una veterana: è fedele collaboratrice di Sean Baker, il regista americano di Anora, e con lui aveva co-diretto Take out nel 2004. Tsou ha poi prodotto svariati film di Baker, che qui si sdebita firmando la sceneggiatura. Chi ha visto a suo tempo The Florida project, film di Baker del 2017, noterà subito che siamo di fronte (quasi) a un remake: sono in scena una madre single e le sue due figlie, un’adolescente turbolenta e una bimba di cinque anni, una specie di genio che diventa letteralmente il nostro sguardo di spettatori all’interno della trama.
È lei la bambina mancina, la Left-handed girl del titolo originale. Grazie …
Shih-Ching Tsou, taiwanese che con La mia famiglia a Taipei esordisce in solitaria nel lungometraggio, è in realtà una veterana: è fedele collaboratrice di Sean Baker, il regista americano di Anora, e con lui aveva co-diretto Take out nel 2004. Tsou ha poi prodotto svariati film di Baker, che qui si sdebita firmando la sceneggiatura. Chi ha visto a suo tempo The Florida project, film di Baker del 2017, noterà subito che siamo di fronte (quasi) a un remake: sono in scena una madre single e le sue due figlie, un’adolescente turbolenta e una bimba di cinque anni, una specie di genio che diventa letteralmente il nostro sguardo di spettatori all’interno della trama.
È lei la bambina mancina, la Left-handed girl del titolo originale. Grazie a lei seguiamo la quotidianità della sorella e della madre, e scopriamo che anche a Taiwan la mano sinistra è considerata “la mano del diavolo” (almeno dal nonno anziano, personaggio sgradevole e mezzo tonto come quasi tutti i maschi del film). L’approccio femminile della regista si sposa bene con la scrittura di Baker: non succede granché e al tempo stesso succede di tutto perché è dura la vita, per tre donne sole e tutt’altro che ricche, nel microcapitalismo che infuria a Taipei dove si lavora duro e i soldi non bastano mai. Le note di regia ci dicono che il film è stato completamente girato con un iPhone: se è così, il lavoro di post-produzione è straordinario perché la qualità visiva è altissima.
La mia famiglia a Taipei
Regia di Shih-Ching Tsou
Voto: tre stelle su cinque