Neri Parenti è lo storico regista delle commedie natalizie milionarie con Boldi-De Sica.
“Buen camino” di Checco Zalone è stato maltrattato dalla critica, ma ha fatto il record d’incassi di Natale.
«È sempre successo. Critico e spettatore fanno due mestieri diversi. Il critico guarda il film con un metodo, lo spettatore è una famiglia che va al cinema per piacere. A volte i critici vedono anche cose giuste, ma al pubblico non interessano. Zalone è stato bravo a farsi aspettare, a fermarsi, a cambiare passo: fare il tour a teatro, cambiare produttore, tornare con Nunziante, rimettersi in gioco. Tutto questo gli ha dato un nuovo stimolo».
Le stroncature la facevano soffrire?
«Se fai il film della vita soffri moltissimo per le critiche. Se fai evasione, alla fine te ne freghi: ti stroncano ma non succede niente. Se il pubblico vuole andare, va lo stesso. Cito una vecchia battuta: “Dopo aver letto una critica cattiva, mi consolo con il conto in banca”».
Neri Parenti è lo storico regista delle commedie natalizie milionarie con Boldi-De Sica.
“Buen camino” di Checco Zalone è stato maltrattato dalla critica, ma ha fatto il record d’incassi di Natale.
«È sempre successo. Critico e spettatore fanno due mestieri diversi. Il critico guarda il film con un metodo, lo spettatore è una famiglia che va al cinema per piacere. A volte i critici vedono anche cose giuste, ma al pubblico non interessano. Zalone è stato bravo a farsi aspettare, a fermarsi, a cambiare passo: fare il tour a teatro, cambiare produttore, tornare con Nunziante, rimettersi in gioco. Tutto questo gli ha dato un nuovo stimolo».
Le stroncature la facevano soffrire?
«Se fai il film della vita soffri moltissimo per le critiche. Se fai evasione, alla fine te ne freghi: ti stroncano ma non succede niente. Se il pubblico vuole andare, va lo stesso. Cito una vecchia battuta: “Dopo aver letto una critica cattiva, mi consolo con il conto in banca”».
La commedia italiana ha perso smalto?
«Più che altro non esiste più. Con le piattaforme, che puntano ai prodotti mondiali, la farsa italiana fatica a trovare spazio. Ma i film che funzionano sono commedie classiche, come quelle di decenni fa: Milani, Pio e Amedeo e Zalone. Alcune più farsesche, altre più sociali, ma gli ingredienti sono quelli».
Di “Buen camino” si sono criticate le battute “scorrette” su Olocausto e Gaza. Ai vostri tempi?
«C’erano critici che contavano le parolacce nei film e aprivano così gli articoli. Eravamo considerati scorretti e volgari. Per una battuta avremmo fatto di tutto. C’era molta più libertà, più eccesso».
Il segreto del successo di Zalone?
«È molto bravo. E ha saputo rifare Alberto Sordi in un’altra salsa. Un personaggio cinico, cattivo, che racconta gli italiani prendendoli con i loro difetti e qualità. La comicità funziona quando è così».
Questi incassi sono una sorpresa?
«Sì. E spero siano uno “stappo”: a volte un film di enorme successo riporta la gente in sala anche per altri film. È successo spesso. Spero che serva a riabituare il pubblico al cinema, a capire che vedere un film in sala è un’altra cosa rispetto a casa».
Anche la critica è cambiata?
«Prima c’erano solo i giornali, oggi sul web c’è confusione, tra sedicenti critici e giudizi improvvisati. Ti accorgi che una recensione l’ha visualizzata solo l’autore. E poi, se stronchi ti si nota di più».