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Da “Manina” a “Piace a troppi”, i 10 film imperdibili di Brigitte Bardot

Alcuni ritratti di Brigitte Bardot, scomparsa a 91 anni 
Dieci titoli per raccontare B.B. sul grande schermo: dai primi ruoli timidi e provocanti ai capolavori di Vadim, Clouzot, Malle, Godard
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Dalla giovane modella parigina al simbolo internazionale della sensualità, pochi volti del cinema hanno lasciato un'impronta come quello di Brigitte Bardot, scomparsa il 28 dicembre a 91 anni. Attrice, icona di stile e musa dei più grandi registi francesi degli anni 50 e 60, la sua carriera è stata scandita da film che hanno trasformato il suo nome in leggenda. Dieci titoli, in particolare, raccontano l'evoluzione di B.B. sul grande schermo: dai primi ruoli timidi e provocanti fino ai capolavori di registi come Roger Vadim, Henri-Georges Clouzot, Louis Malle, Jean-Luc Godard. Dieci film che non solo segnano la carriera artistica dell’attrice, ma raccontano anche l'ascesa di un'icona globale, capace di ridefinire la sensualità, influenzare la moda e entrare nell'immaginario collettivo del XX secolo con il semplice potere della sua immagine e personalità.

Brigitte Bardot nelle scene dei film che l'hanno resa famosa

1. Le trou normand

Il film di Jean Boyer (1952) è l’inizio della sua carriera. Una commedia leggera che mostra una Bardot acerba ma già magnetica, nella storia di Célestin, zio di Hippolyte Lemoine, che alla morte lascia in eredità al nipote la sua fortuna e la sua locanda, chiamata appunto "Le trou normand", a condizione che riesca ad ottenere il certificato di studi entro un anno dalla sua morte.

2. Manina, ragazza senza veli

In Manina, la fille sans violes (1952) di Willy Rozier la giovane attrice interpreta una modella parigina, dando prova di un fascino audace che diventerà il suo marchio di fabbrica. Uno studente di Parigi cerca il tesoro contenuto in una nave fenicia affondata nel VI secolo avanti Cristo nei pressi di Tangeri. La trova, ma un losco individuo glielo ruba. Per un incidente l'oro torna in fondo al mare. Lo studente resta con un palmo di naso, ma sposerà Manina, la figlia del guardiano del faro.

3. Piace a troppi / E Dio creò la donna

Il vero trampolino di lancio arriva nel 1956 con Et Dieu… créa la femme di Roger Vadim. Bardot è Juliette, una ragazza di Saint-Tropez dal carattere libero e sensuale, capace di sconvolgere uomini e convenzioni sociali. Il film che consacra Bardot come simbolo di una femminilità nuova e anticonformista.

Il mambo febbrile di Brigitte Bardot che l'ha consacrata in "E Dio creò la donna"

4. La ragazza del peccato

Nel 1958 recita per Claude Autant-Lara in En cas de malheur. Un celebre avvocato parigino di mezza età viene interpellato da una ragazza che gli si offre in cambio della sua difesa in un processo per rapina. L'uomo s'innamora perdutamente e vorrebbe addirittura abbandonare la moglie, una donna intelligente e comprensiva, per andare a vivere con la giovane che, oltre tutto, è rimasta incinta di lui. La ragazza però viene uccisa da un ex amante e l'avvocato rientra nei ranghi.

(ansa)

5. La verità

Regia di Henri-Georges Clouzot, La vérité (1960) è un film giudiziario in cui il celebre broncio diventa strumento narrativo: si celebra un processo contro una ragazza, dalla vita molto libera, che ha ucciso l'amante dopo aver scoperto che stava per sposare la morigerata sorella. La corte e il pubblico sono prevenuti contro l'accusata per motivi moralistici e la poverina, non sopportando il linciaggio, si suicida prima del verdetto.

6. Vita privata

Il cinema d'autore la accoglie con Louis Malle in Vie privée (1962), nel cast Marcello Mastroianni, ritratto di una diva in crisi alla ricerca di normalità. Una ragazza ginevrina sfonda a Parigi nel mondo del cinema. Dopo una lite con una cameriera, che le grida in faccia il suo disprezzo, si ritira però in casa, rifiutando di tornare davanti alla cinepresa. Poi, incontrato un regista, ne diviene l'amante, seguendolo a Spoleto dove lui sta allestendo uno spettacolo. La sera della prima salirà sui tetti di un palazzo per assistere allo spettacolo e, accecata dai flash di un fotografo, cadrà nel vuoto.

7. Il disprezzo

In Le mépris (1963) di Jean-Luc Godard il suo corpo e la sua immagine vengono sublimati e ironicamente smitizzati tra i paesaggi di Capri. Lo scrittore Paul Javal vive a Roma con la moglie Camille. Gli viene chiesto dal produttore americano Jerry Prokosch di riscrivere la sceneggiatura di un film ispirato all'Odissea la cui regia è stata affidata a Fritz Lang che Prokosch ritiene troppo intellettuale. Il produttore è attratto da Camille e Paul lascia che i due, nonostante la contrarietà di lei, possano rimanere da soli. Da questa situazione prende forma il disprezzo che Camille inizierà a provare per il marito.

8. Viva Maria!

Nel 1965 Louis Malle la dirige in un'avventura comica e rivoluzionaria. Maria, figlia di un terrorista irlandese, finisce in un paese dell'America centrale, fra un gruppo di artisti ambulanti che hanno per soubrette un'altra ragazza di nome Maria. La giovane irlandese si aggrega al gruppo, diventando presto famosa assieme all'altra Maria e avendo modo di sfogare la sua esuberanza con numerosi corteggiatori. I componenti della carovana vengono poi coinvolti nella sollevazione dei contadini contro un malvagio oppressore. Le due Marie si mettono a capo della sommossa e, dopo una serie di pericolose avventure, riescono a portare i ribelli alla vittoria.

(afp)

9. Tre passi nel delirio

Roger Vadim, Louis Malle e Federico Fellini per questo Histoires extraordinaires (1968), tre trasposizioni da Edgar Allan Poe ad opera di altrettanti prestigiosi registi. Nell'episodio Metzengerstein, una lussuriosa castellana s'accende per un uomo che la rifiuta. Conseguenze tragiche. In William Wilson, un ufficialetto austriaco, cinico e sadico, è affrontato da un nemico che gli somiglia e ucciso. In Toby Dammit, un attore di cinema, a Roma per un western, ha continuamente un incubo. Il sogno s'avvera quando la sua testa, dopo una corsa folle in un'auto scoperta, viene tranciata di netto da un fil di ferro.

10. Una donna come me

La chiusura cinematografica arriva con Don Juan ou si Don Juan était une femme... (1973) di Roger Vadim: Bardot, nei panni di un Don Giovanni al femminile, conferma il suo fascino irresistibile e la capacità di sfidare le convenzioni di genere.

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