L’ultimo saluto a Brigitte Bardot. Il marito rivela le sue ultime parole: “Sono stufa”
dalla nostra inviata Brunella GiovaraSaint-Tropez- Cani e umani hanno pianto il loro addio a Brigitte Bardot, in un funerale spettacolo, in una chiesa piena di fiori non di lusso, come da espressa richiesta della defunta diva, ma di campo, semplici e colorati come in fondo era lei. Una cerimonia senza “chichi”, cioè no fronzoli, aveva annunciato la Fondazione che porta il suo nome, e con pochi invitati vip. Fuori, una gran folla a vederla passare per un’ultima volta, e moltissimi gli attivisti di movimenti per gli animali, e moltissimi cani soprattutto, ad abbaiare al passaggio del piccolo corteo funebre, la Mercedes bianca che trasportava la bara ecologica di BB, in vimini, coperta di fiori rossi e gialli.
Così se ne va un mito, non solo della Francia, non solo del mondo dello spettacolo, che peraltro aveva abbandonato presto per dedicarsi anima, corpo e soldi alla causa animalista. Nella chiesa di Notre-Dame de l’Assomption, in prima fila il marito Berna…
Saint-Tropez- Cani e umani hanno pianto il loro addio a Brigitte Bardot, in un funerale spettacolo, in una chiesa piena di fiori non di lusso, come da espressa richiesta della defunta diva, ma di campo, semplici e colorati come in fondo era lei. Una cerimonia senza “chichi”, cioè no fronzoli, aveva annunciato la Fondazione che porta il suo nome, e con pochi invitati vip. Fuori, una gran folla a vederla passare per un’ultima volta, e moltissimi gli attivisti di movimenti per gli animali, e moltissimi cani soprattutto, ad abbaiare al passaggio del piccolo corteo funebre, la Mercedes bianca che trasportava la bara ecologica di BB, in vimini, coperta di fiori rossi e gialli.
Così se ne va un mito, non solo della Francia, non solo del mondo dello spettacolo, che peraltro aveva abbandonato presto per dedicarsi anima, corpo e soldi alla causa animalista. Nella chiesa di Notre-Dame de l’Assomption, in prima fila il marito Bernard d’Ormale, il figlio mai troppo amato Nicolas-Jacques Charrier, e Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, a rendere personale omaggio all’amica che non ha mai nascosto — anzi — l’appartenenza politica alla destra. Assente il presidente della Repubblica Macron, che pure aveva offerto alla famiglia un qualche riconoscimento ufficiale, ma è stato snobbato e ha quindi mandato alla cerimonia Aurore Bergè, ministra con delega alle Pari opportunità e alla Lotta contro le discriminazioni.
E c’era Mireille Mathieu, che non ha mai incontrato Bardot ma è stata invitata da d’Ormale e ha cantato con voce da ventenne (e ne ha 79) l’inno sacro Panis angelicus, molto applaudita dalla gente radunata davanti ai maxischermi affacciati sul porto e nella Place des Lices. Ma all’inizio, proprio all’ingresso della bara nella chiesa, ecco esplodere la voce di Maria Callas, con la famosa interpretazione di Casta diva dalla Norma di Bellini.
Che colpo di scena, l’invocazione alla luna fatta dalla sacerdotessa pagana, anzi gallica, e in una chiesa barocca, sotto l’occhio vigile del santo Tropez, che era un romano. Più avanti nella funzione, il tenore francese Vincent Niclo ha invece cantato una versione pop dell’Ave Maria, con impatto emotivo ben diverso, più da discoteca che da funerale. Infine, all’uscita del feretro, è risuonata la voce di Bardot medesima, voce giovane e squillante che cantava Toutes les bêtes sont à aimer, con un coro di bambini. Era molti anni fa, il 1982, e lei aveva già lasciato il cinema (frase famosa: “Ho dato la mia bellezza e la mia giovinezza agli uomini, darò la mia saggezza e esperienza agli animali”, e ciao).
Accanto al feretro, una foto in posa da signora, e quella famosa di lei abbracciata a un cucciolo di foca, una delle tante battaglie che ha condotto nella sua vita. Nell’attesa della messa, i cittadini di Saint-Tropez (pochi i turisti, finite ormai le feste) hanno potuto vedere i filmati della Fondation che raccontano l’impegno della ex attrice per la difesa degli animali, i suoi interventi in televisione, le interviste, le molte immagini di lei con i suoi molti cani randagi, le papere e le oche salvate dal foie gras, le capre. Centoventimila animali, ha salvato fino al 28 dicembre, quando è morta a La Madrague, la casa scelta a fine anni Cinquanta in un posto che nessuno conosceva, un villaggio di pescatori, e pure poverissimi.
Saint-Tropez le deve molto, le deve tutta questa ricchezza, questi locali ancora alla moda, gli yacht ormeggiati qui davanti, le boutique delle grandi firme (tutte chiuse, non per lutto ma per pausa invernale). Il Gorille, il Senequier, che era un vecchio café e pasticceria, e diventò un posto “dove non si va per mangiare, ma per farsi notare”. L’Hotel Byblos, costruito apposta per BB da uno dei suoi innamorati, “un palazzo degno delle Mille e una notte” che ha ospitato la prima notte di nozze di Mick Jagger e Bianca Perez, tanto per dire, venuti qui a sposarsi. Non a Cannes, non a Nizza, ma a Saint-Tropez. Il corteo funebre ieri mattina li ha sfiorati tutti, uno dopo l’altro, questi posti magici di notti folli, di giovinezze abbronzate, spesso in topless, e splendenti, come era BB. Ora, lei lascia una grande eredità a chi proseguirà il suo lavoro e impegno, stimata sui 65 milioni. La domanda di tutti è: ma la Fondazione, che fine farà? Continuerà nell’opera, ha garantito il presidente Max Guazzini. E lascia il ricordo di una bellissima ragazza, poi donna famosa anzi leggenda, infine anzianissima, il marito ha rivelato che è morta di cancro, soffrendo molto e anche dicendo “sono stufa, voglio andarmene”. Ultime parole, un “piou piou”, da pulcino.
È stata sepolta nella tomba di famiglia assieme ai genitori e ai nonni, nel cimitero marino di Saint-Tropez, sotto una catasta di fiori, peluche, bigliettini d’amore, e davanti c’è solo il mare.