Dopo la presentazione alla Mostra del cinema di Venezia, dove Toni Servillo ha vinto la Coppa Volpi, il film di Paolo Sorrentino La grazia arriva a incontrare il pubblico. Dal 15 gennaio il film è in sala mentre tra Natale e Capodanno è già stato protagonista di varie mattineé incassando già circa 300.000 euro.
“In PiperFilm sono felici di come vanno i miei film. Forse non sarei in grado di gestire un successo così grande, preferisco restare nel sottotono" ha risposto Sorrentino nel corso della conferenza stampa di presentazione, a Roma, a chi gli chiedeva un paragone con il successo di Zalone. "Non so se il presidente Mattarella abbia visto La Grazia" ha aggiunto Servillo, al quale ha fatto eco Toni Servillo, "penso che abbia delle cose più importanti da fare", che nel film interpreta appunto un Presidente della Repubblica negli ultimi sei mesi del suo mandato, alle prese con due richieste di grazia e una difficile decisione sulla legge sul fine vita.
"La grazia", i dilemmi morali del presidente Toni Servillo nel film di Paolo Sorrentino - trailer
Per l’attore, la conferenza stampa del film è stata l’occasione per esprimere una preoccupazione sullo stato di salute del cinema italiano. Per il quale si parla di crisi, benché si registrino successi straordinari come quello di C'è ancora domani, Follemente, Diamanti e Buen camino. Cos’è che manca, allora: sono gli spettatori a non andare più in sala o le storie a non essere più in grado di attrarre il pubblico? "Mancano sale cinematografiche accoglienti – riflette Servillo – e imprenditori capaci di creare spazi talmente belli da invogliare il pubblico a uscire di casa per assistere alle proiezioni", "manca una legge chiara e che soprattutto sostenga chi vuole realizzare film originali, senza pensare immediatamente solo al botteghino. Questo, per sintetizzare". Sul tema Sorrentino preferisce il silenzio e con un sorriso ironico si limita a un "Non voglio rispondere".
Il regista torna invece a parlare del tema del fine vita, presente nel film, “perché è un tema importante, enorme, che ci può riguardare tutti, se uno volesse analizzarlo da un punto di vista strettamente egoistico, e quindi spero che si riporti l'attenzione su questo". Accanto a lui la figlia Dorotea (interpretata da Anna Ferzetti), giurista eccelsa che gli fa da segretaria, tutrice, infermiera, collaboratrice e assistente.
Un rapporto che riporta alla memoria quello dell'attuale presidente con la figlia Laura o altri precedenti, come quello di Scalfaro con la figlia Marianna ma come ha avuto modo più volte di dire il regista non è a un Presidente in particolare che si è ispirato. "C'è sicuramente un rapporto tra padre e figlia molto particolare in questo film – osserva l’attrice – sono due persone in qualche modo simili che hanno una modalità tutta loro di parlarsi e dirsi ti amo, parlando di legge". Infine da lei un invito ai politici ad andare a vedere La Grazia: "Spero che vadano in molti, e che riflettano".