Jodie Foster ha raccontato di essere riuscita a sfuggire alle violenze sessuali nel mondo del cinema grazie al potere e al successo ottenuto sin da giovanissima. Intervistata nel programma Fresh Air in onda sull'emittente radiofonica Npr, l’attrice e regista statunitense ha spiegato che la sua nomination all'Oscar del 1977 per Taxi Driver, all'età di 14 anni, le ha probabilmente "salvato la vita" dai predatori dell'industria cinematografica. Sottolineando quindi: "Il successo precoce mi ha protetta dagli abusi a Hollywood".
Foster ha poi raccontato: “Ho dovuto riflettere a lungo su come sono stata salvata. Ci sono state piccole aggressioni, certo. Chiunque lavori ha subito micro aggressioni misogine. Ma ciò che mi ha protetta da esperienze terribili è stato il fatto che, già a 12 anni, avevo un certo potere. Quando arrivò la mia prima nomination all'Oscar, ero in una categoria diversa di persone con potere: ero troppo pericolosa da toccare. Potevo rovinare le carriere o denunciare, quindi non ero alla mercé di nessuno".
Jodie Foster ha aggiunto che la sua personalità "diretta" l'ha ulteriormente aiutata a difendersi da comportamenti inaccettabili. "È molto difficile manipolarmi emotivamente perché non opero con le emozioni in superficie. I predatori usano ciò che possono per manipolare, e questo è più facile quando la persona è giovane, più debole o priva di potere", ha spiegato. Dopo la nomination per Taxi Driver, Foster ha conquistato due Oscar: nel 1989 per Sotto accusa e nel 1992 per Il silenzio degli innocenti. "Credo che il mio mestiere mi abbia resa resiliente e mi abbia permesso di controllare le emozioni per affrontare i ruoli", ha concluso l'attrice.