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Oscar, attenzione a quei formidabili rivali

Oscar, attenzione a quei formidabili rivali
Le candidature di quest’anno sono ampiamente prevedibili e condivisibili ma meglio aspettare prima di esultare

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Le statistiche da oggi in poi diranno che Sinners — I peccatori detiene il record di candidature agli Oscar (16), ma occhio ai film che entrano papi in conclave e ne escono cardinali. Dei tre precedenti detentori del primato solo Titanic fece l’en plein. Sia Eva contro Eva sia La La Land vinsero “solo” 6 Oscar su 14 candidature e La La Land, in particolare, fallì la statuetta più importante, quella per il miglior film.

(afp)

Detto questo, il risultato è eclatante e segna un altro passo sulla strada della “inclusività”: Ryan Coogler potrebbe diventare il primo afroamericano a vincere fra i registi e in fondo sarebbe anche ora, ma la gara vede in pista rivali formidabili a cominciare da Paul Thomas Anderson. L’autore di Una battaglia dopo l’altra è alla quattordicesima candidatura (tra film, regia e sceneggiatura) e non ha mai vinto e vale lo stesso discorso: sarebbe anche ora.

In generale le candidature di quest’anno sono ampiamente prevedibili e condivisibili. Dovessimo assegnare un Oscar del cuore lo daremmo a Wagner Moura fra gli attori. Il protagonista del notevole L’agente segreto, film brasiliano di Kleber Mendonça Filho che uscirà il 29 gennaio in Italia, non solo è un bravissimo attore ma è anche un attivista politico, un fiero oppositore di Bolsonaro e persino un collega: come il suo regista è laureato in giornalismo, lui a Bahia e Mendonça Filho a Pernambuco. Il pezzo sugli Oscar potremmo farlo scrivere a loro.

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