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Sandra Hüller dopo Zona di interesse: “Per il mio film queer combatto come un soldato”

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L’attrice è in concorso con “Rose”, storia vera di una donna misteriosa ambientata nella Germania del Seicento. La vedremo in Digger con Tom Cruise
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BERLINO – Sandra Hüller è il nome di cui più si parla in questa Berlinale affondata nel gelo.


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L’attrice tedesca, protagonista di Anatomia di una caduta e Zona di interesse offre una di quelle trasformazioni fisiche di quelle che si fanno notare in Rose, il film in concorso di Markus Schleinzer, in bianco e nero decisamente austero, mentre presto la vedremo al fianco di Tom Cruise nella commedia drammatica Digger di Alejandro G. Iñárritu e pure accanto a Ryan Gosling nel film di fantascienza Project Hail Mary di Phil Lord e Christopher Miller.

(reuters)

Rose, in concorso, è dramma in costume e una sorta di manifesto queer ambientato in qualche parte della Germania all’indomani della brutale Guerra dei Trent’anni (1618-1648) che in alcune zone ha causato la morte di oltre il cinquanta per cento del…

BERLINO – Sandra Hüller è il nome di cui più si parla in questa Berlinale affondata nel gelo.


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L’attrice tedesca, protagonista di Anatomia di una caduta e Zona di interesse offre una di quelle trasformazioni fisiche di quelle che si fanno notare in Rose, il film in concorso di Markus Schleinzer, in bianco e nero decisamente austero, mentre presto la vedremo al fianco di Tom Cruise nella commedia drammatica Digger di Alejandro G. Iñárritu e pure accanto a Ryan Gosling nel film di fantascienza Project Hail Mary di Phil Lord e Christopher Miller.

(reuters)

Rose, in concorso, è dramma in costume e una sorta di manifesto queer ambientato in qualche parte della Germania all’indomani della brutale Guerra dei Trent’anni (1618-1648) che in alcune zone ha causato la morte di oltre il cinquanta per cento della popolazione.

La storia parte dall’arrivo in un soldato taciturno e segnato da una cicatrice: è in realtà una donna che vive da tempo sotto mentite spoglie maschili. Il soldato reclama una fattoria abbandonata, presentandosi come il figlio scomparso del proprietario. Con il tempo, gli abitanti, profondamente religiosi e diffidenti, cominciano ad accettare quell’uomo laborioso e timorato di Dio, che prende addirittura in considerazione un matrimonio combinato con la figlia di un importante agricoltore locale.

(reuters)

Per costruire il personaggio, in cui Hüller è a stento riconoscibile, “sono stati fondamentali i costumi – ha spiegato la protagonista – Erano come un’armatura. Ogni mattina indossavo un busto per comprimere il petto, una protesi all’inguine e una imbottitura sul corpo per cancellare ogni forma femminile. Ho cercato poi di dare al personaggio una calma, la consapevolezza costante del pericolo, e il trauma della guerra che segna il personaggio”.

(reuters)

Ad aiutarla il fatto che il regista le ha costruito intorno un mondo: “Le case erano reali, costruite dagli scenografi. Ci si poteva muovere davvero dentro quegli spazi. I campi non dovevano sembrare raccolti, gli animali erano veri. Non voleva uno studio, voleva che fossimo lì, fisicamente. È impressionante”. Il film si basa su casi reali di donne che vivevano da uomini nel XVII secolo.

Ma la risonanza con l’attualità è evidente: “Le storie che raccontiamo su altri secoli saranno sempre collegate a noi. E credo che in questo caso sia la stessa cosa. Non ne abbiamo discusso in modo esplicito, sul set, ma era molto palpabile che fosse connesso a ciò che sta accadendo oggi: sempre più persone che erano sulla strada di una maggiore libertà, integrazione nella società, rispetto e accettazione, oggi si trovano di nuovo minacciate. Mostrare che 300 o 400 anni fa qualcuno doveva nascondersi per sopravvivere è un avvertimento. Ogni persona ha un posto nel mondo, è un diritto umano universale”.

La Berlinale ha una lunga tradizione nel mettere in luce film e registi queer, e l’edizione di quest’anno segna il 40º anniversario dei Teddy, il premio dedicato alle opere a tematica queer: "Sono una persona queer anch’io, quindi l’identità di queste storie fa ancora parte del mio lavoro”, ha raccontato Markus Schleinzer Il film offre un ritratto cupo di come, nel diciassettesimo secolo, venissero trattate le persone che trasgredivano le norme sociali e di genere.

Donald Trump, che ha più volte preso di mira le persone transgender, è stato eletto per il suo secondo mandato come presidente degli Stati Uniti nel mezzo delle riprese. “All’improvviso tutto è sembrato poter diventare di nuovo più brutto, anche nella nostra bolla occidentale”, ha detto ancora Schleinzer.

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