Nel piccolo borgo calabrese di Contrada Viscigliette (70 abitanti, tutti imparentati) una famiglia è spaccata in due. Luisa e Imma, cognate che più diverse non si può, si odiano e ogni occasione è buona per litigare: invano zie e mariti (non tutti) tentano di metter pace.
Può darsi che nessuno di loro abbia letto Tolstoj, ma incarnano perfettamente il famoso incipit di Anna Karenina: tutte le famiglie felici si assomigliano, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo. Il problema è che ciò che state vedendo sembra un film, ma è la realtà.
Il regista Gianluca Matarrese ci mostra la sua famiglia, i “personaggi” sono persone, nessuno sta recitando… o forse sì? All’inizio il film sembra una tragedia greca e quella a …
Nel piccolo borgo calabrese di Contrada Viscigliette (70 abitanti, tutti imparentati) una famiglia è spaccata in due. Luisa e Imma, cognate che più diverse non si può, si odiano e ogni occasione è buona per litigare: invano zie e mariti (non tutti) tentano di metter pace.
Può darsi che nessuno di loro abbia letto Tolstoj, ma incarnano perfettamente il famoso incipit di Anna Karenina: tutte le famiglie felici si assomigliano, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo. Il problema è che ciò che state vedendo sembra un film, ma è la realtà.
Il regista Gianluca Matarrese ci mostra la sua famiglia, i “personaggi” sono persone, nessuno sta recitando… o forse sì? All’inizio il film sembra una tragedia greca e quella a cui assistiamo è al tempo stesso la quotidianità delle relazioni e una performance teatrale. I parenti - e soprattutto le parenti - del regista sanno che c’è una macchina da presa in funzione e quindi la domanda è lecita: fino a che punto sono se stessi, e quando cominciano a interpretare se stessi?
Il quieto vivere (titolo beffardo, per antifrasi) è un’interessantissima riflessione sul confine sempre più labile, in tanti film, tra realtà e finzione.
Ma, attenzione: è anche un film fragorosamente divertente, anche se alla fine la vere Maria Luisa Magno e Imma Capalbo sono sì due formidabili attrici involontarie, ma anche due donne attraversate dal dolore. La vita non è bella se è troppo litigarella.
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Il quieto vivere
di Gianluca Matarrese
Voto: tre stelle su cinque