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“Il quieto vivere”, quando la lite di famiglia diventa un film

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Il regista Gianluca Matarrese utilizza le sue parenti come attrici: due cognate in guerra trasformano un minuscolo borgo calabrese in un palcoscenico irresistibile
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Nel piccolo borgo calabrese di Contrada Viscigliette (70 abitanti, tutti imparentati) una famiglia è spaccata in due. Luisa e Imma, cognate che più diverse non si può, si odiano e ogni occasione è buona per litigare: invano zie e mariti (non tutti) tentano di metter pace.

Maria Luisa Magno (credits Isabella Marino) 

Può darsi che nessuno di loro abbia letto Tolstoj, ma incarnano perfettamente il famoso incipit di Anna Karenina: tutte le famiglie felici si assomigliano, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo. Il problema è che ciò che state vedendo sembra un film, ma è la realtà.

Imma Capalbo (credits Isabella Marino) 

Il regista Gianluca Matarrese ci mostra la sua famiglia, i “personaggi” sono persone, nessuno sta recitando… o forse sì? All’inizio il film sembra una tragedia greca e quella a …

Nel piccolo borgo calabrese di Contrada Viscigliette (70 abitanti, tutti imparentati) una famiglia è spaccata in due. Luisa e Imma, cognate che più diverse non si può, si odiano e ogni occasione è buona per litigare: invano zie e mariti (non tutti) tentano di metter pace.

Maria Luisa Magno (credits Isabella Marino) 

Può darsi che nessuno di loro abbia letto Tolstoj, ma incarnano perfettamente il famoso incipit di Anna Karenina: tutte le famiglie felici si assomigliano, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo. Il problema è che ciò che state vedendo sembra un film, ma è la realtà.

Imma Capalbo (credits Isabella Marino) 

Il regista Gianluca Matarrese ci mostra la sua famiglia, i “personaggi” sono persone, nessuno sta recitando… o forse sì? All’inizio il film sembra una tragedia greca e quella a cui assistiamo è al tempo stesso la quotidianità delle relazioni e una performance teatrale. I parenti - e soprattutto le parenti - del regista sanno che c’è una macchina da presa in funzione e quindi la domanda è lecita: fino a che punto sono se stessi, e quando cominciano a interpretare se stessi?

Le zie e la mamma di Gianluca Matarrese (credits Isabella Marino) 

Il quieto vivere (titolo beffardo, per antifrasi) è un’interessantissima riflessione sul confine sempre più labile, in tanti film, tra realtà e finzione.

Il regista Gianluca Matarrese (credits Isabella Marino) 

Ma, attenzione: è anche un film fragorosamente divertente, anche se alla fine la vere Maria Luisa Magno e Imma Capalbo sono sì due formidabili attrici involontarie, ma anche due donne attraversate dal dolore. La vita non è bella se è troppo litigarella.

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Il quieto vivere

di Gianluca Matarrese

Voto: tre stelle su cinque

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