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La missione di Ryan Gosling: “Faccio un maestro che salva il pianeta, ma io non mi sono diplomato”

Ryan Gosling stars as Ryland Grace in PROJECT HAIL MARY, from Amazon MGM Studios. Photo credit: Jonathan Olley © 2026 Amazon Content Services LLC. All Rights Reserved. 

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L’attore è il cuore di “L’ultima missione”, una storia d’amicizia spaziale che fa sorridere e commuove
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“Tra Interstellar ed E.T.-L’Estraterrestre”. Non gioca la carta della modestial Ryan Gosling per definire L’ultima missione – Project Hail Mary, film fantascientifico umanistico accolto in sala con entusiasmo dal pubblico e benedetto da ottime recensioni.

Ryan Gosling stars as Ryland Grace in PROJECT HAIL MARY, from Amazon MGM Studios. Photo credit: Jonathan Olley  

Tratto dal romanzo di Andy Weir, già autore di The Martian, e diretto da Phil Lord e Chris Miller, il film poggia sull’irresistibile empatia del divo canadese, in un racconto d’amicizia e sopravvivenza tra risate e commozione.

“Era chiaro che Andy aveva catturato un fulmine in bottiglia…

“Tra Interstellar ed E.T.-L’Estraterrestre”. Non gioca la carta della modestial Ryan Gosling per definire L’ultima missione – Project Hail Mary, film fantascientifico umanistico accolto in sala con entusiasmo dal pubblico e benedetto da ottime recensioni.

Ryan Gosling stars as Ryland Grace in PROJECT HAIL MARY, from Amazon MGM Studios. Photo credit: Jonathan Olley  

Tratto dal romanzo di Andy Weir, già autore di The Martian, e diretto da Phil Lord e Chris Miller, il film poggia sull’irresistibile empatia del divo canadese, in un racconto d’amicizia e sopravvivenza tra risate e commozione.

“Era chiaro che Andy aveva catturato un fulmine in bottiglia e scritto qualcosa di davvero speciale. – ha detto Gosling, che ha creduto talmente nel progetto da farsene produttore. Quando ho letto il copione era un momento in cui le sale stavano chiudendo e anche le produzioni si fermavano. E invece qui c’era questa opportunità incredibilmente commovente e ottimista di guardare al futuro non come a qualcosa da temere, ma da capire. Mi sembrava un approccio quasi radicale”.

Il film segue Ryland Grace, insegnante elementare e scienziato che si risveglia solo nello spazio con il compito di salvare la Terra, solo che non ricorda come è arrivato lì e lo scoprirà insieme al pubblico in una serie di flashback: “Rispetto ai film che amiamo tutti ricordiamo dove eravamo e cosa significavano in quel momento della vita. Questo aveva tutte le potenzialità per diventare uno di quei film. Io dovevo solo non rovinarlo. Avevo bisogno della migliore squadra possibile. Ho avuto un dreamteam”.

A partire dei registi: “Uno dei superpoteri di Chris e Phil è che riescono a farti provare quella combinazione preziosa di risata e pianto. Prima ti fanno ridere. Poi ti fanno piangere. Poi ridi. Poi piangi. Poi ridi e piangi e ridi e piangi. Alla fine pensi soltanto: faccio entrambe le cose nello stesso momento”. Il cuore del film è una amicizia profonda tra due esseri completamente diversi e incredibilmente vicini che imparano a comunicare: “Rocky (così è ribattezzato l’alieno nel film ndr ) è un po’ una diva. È molto esigente. Sarebbe stato più facile fare tutto solo con effetti visivi. Ma il rapporto tra questi personaggi è difficile: stare nella stessa stanza è difficile, comunicare è difficile. Una parte della magia del film nasce dal fatto che anche noi stavamo vivendo qualcosa di simile. Cercavamo un modo per connetterci”.

"L'ultima missione: project Hail Mary" l'impresa di Ryan Gosling nello spazio - trailer

Gosling nel film è un bravissimo insegnante di scienze per bambini, del resto nella vita è cresciuto troppo in fretta nella fucina Disney e poi diventato una star capace di attraversare generi e registri, conserva qualcosa di quell’infanzia mai del tutto abbandonata, oggi filtrata anche dallo sguardo di padre. “Com’ero scuola? Non mi sono diplomato al liceo, quindi forse questo risponde già alla domanda. Non ero bravo in quelle materie. Facevo fatica a scuola”. Eppure proprio da lì nasce il legame con il personaggio: “Ero entusiasta di interpretare il tipo di insegnante che io avrei voluto avere”. Ricorda la sua insegnante preferita: “Aveva lanciato una sfida: chi leggeva più libri poteva fare un giro sulla sua Jeep. Il secondo classificato vinceva un CD dei New Kids on the Block. Non ho vinto il giro in Jeep, ma ho vinto il CD”. Poi il gesto, ingenuo e assoluto: “Quando se ne andò alla fine dell’anno mi alzai sul banco e dissi: “O capitano, mio capitano”. Una citazione che nessuno dei miei compagni capì. Non sono neanche sicuro che l’abbia capita lei. Ma ha avuto davvero un grande impatto sulla mia vita. Conosco il potere di un bravo insegnante. È stato un onore fare un film in cui gli insegnanti sono gli eroi”.

È anche da qui che passa il senso più profondo del film: “Quella di Andy è una voce importante oggi, nel suo modo unico di guardare al futuro: ti dice vai in un’altra galassia, ti fai un migliore amico alieno e salvi il mondo. Non male per un venerdì sera. È l’avventura di una vita. Ma non è un film escapista. È un promemoria di ciò che siamo capaci di fare come esseri umani”. La scena più iconica è una di karaoke e non si svolge nello spazio, la racconta Gosling: “Stavamo girando su una portaerei e ho sentito la voce di un angelo arrivare dal corridoio. Era come se il cielo mi stesse versando miele nelle orecchie. Era Sandra Hüller che cantava. Le ho detto: “Tu sai cantare così?’ e le ho chiesto: ‘Per favore, vuoi cantare in questo film?”. Ha scelto una canzone di Harry Styles. È diventata il cuore della nostra campagna. Ha incarnato lo spirito, l’energia e l’anima del film. È forse la scena migliore del film”. Un’idea che continua anche fuori dallo schermo: Gosling è salito sul palco del Saturday Night Live e ha cantato proprio quel brano davanti allo stesso Harry Styles, trasformando tutto in una gag esilarante — tra leggerezza e stupore, proprio come il film.

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