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Festival di Cannes, nessun italiano in concorso. Ecco i film e i registi della prossima edizione

Annunciati i titoli in gara alla rassegna francese, dal 12 al 23 maggio
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Nessun italiano in concorso al Festival di Cannes e nemmeno nelle sezioni collaterali annunciate finora. E’ una notizia che colpisce, anche perché sono stati visionati 2541 titoli – quella che arriva nel corso della parigina conferenza ufficiale dell’edizione di Cannes 79. Non accadeva dal 2017.

Fino all’ultimo si è sperato che ci fosse Nanni Moretti con Succederà questa notte, ma il cartellone svelato della la rassegna in programma dal 12 al 23 maggio, certifica che il regista non ci sarà. Per ora non tutti i titoli sono stati annunciati, altri arriveranno la prossima settimana. Ma pare che il film del regista romano, molto amato alla Croisette, potrebbe non essere pronto in tempo.

Il programma punta su autori solidi, ha cinque registe in concorso e nel suo insieme poca Hollywood.

Sul fronte italiano a consolarci una schiera di attori per un film co-prodotto tra Italia e Francia, Roma elastica di Bertrand Mandico, omaggio a grandi maestri e leggende del nostro cinema. Nel cast Isabella Ferrari, Martina Scrinzi, Maurizio Lombardi, Ornella Muti, Franco Nero e Tea Falco. La sezione è quella di Mezzanotte, il film ambientato nella Roma degli anni Ottanta. Al centro una attrice che si appresta a girare il suo ultimo film nella capitale. Il film è co-prodotto dalle italiane Dugong Films e Redibis Film, in collaborazione con Rai Cinema, come L’inconnue (La sconosciuta) di Arthur Harari in concorso, Congo Boy di Rafiki Fariala nella sezione Un Certain regard, mentre in Cannes Pemiere c’è La troisieme noit di Daniel Auteil. Fatherland di Pawel Pawlikoswki, in concorso, è invece una coproduzione internazionale Mubi, anche con l’Italiana Our Films. Racconta il ritorno in Germania di Thomas Mann, dopo la seconda guerra mondiale. Erri De Luca, scrittore, è invece uno degli interpreti di uno dei film in concorso, La vie d’une Femme della francese Charline Bourgeois-Tacquet, storia di una primaria di chirurgia in crisi.

Tra i titoli annunciati nel concorso principale il ritorno del maestro spagnolo Pedro Almodovar con Amarga Navidad, personalissimo, già uscito in Spagna, Minotaur del regista Andrei Zvyagintsev, thriller politico domestico sul collasso di un manager in crisi professionale, mentre Rodrigo Sorogoyen porta con Javier Bardem il filmEl ser querido, dramma meta-cinematografico padre e figlia su un set, Ira Sachs si mette in gara con The man I love, Pawel Pawlikowski con un film su Thomas Mann, Fatherland, Laszlo Nemes consegna Moulin, con Gilles Lelouche, c’è poi l’esordio di Lea Mysius, (in tutto quest’anno sono cinque le cineaste in gara) Histoire de la nuit. Christian Mungiu firma Fjord girato in Norvegia e ispirato a un caso reale di sospetti abusi e collisioni culturali in una famiglia romeno-norvegese, il belga Emmanuelle Marre, Nostra salute sul regime di Vichy in Francia. Marie Kreutzer con il film Gentle Monster, il coreano N Hon Jin con un film d’azione, Hope, il giapponese Hirokazu Kore-eda con Ship in the box, esempio di fantascienza intima, una coppia accoglie un umanoide dopo la perdita del figlio.E poi Lukas Dhont con Coward, Ashgar Farhadi con Parallel Tales, in cui affronta il trauma degli attentati di novembre 2015, The black ball di Javier Ambrossi e Javier Calvo. Ancora A woman’s Life di Charline Bourgeos-Taquet, The dreamed adventure di Valeska Grisebach, All of a sudden Ryusuke Hamaguchi, tra malattia e curaGarancedi Jeanne Herry, Nope di Na Hong-jin

Il delegato generale Thierry Fremaux ha detto che quella svelata riguarda il 95 per cento dei film, alcuni titoli si aggiungeranno la prossima settimana. La giuria del Concorso sarà presieduta da Park Chan-wook, scelta che segnala la centralità del cinema asiatico e una possibile attenzione al genere d’autore, mentre la composizione — ancora in via di definizione — seguirà criteri di parità di genere, equilibrio geografico e pluralità di mestieri.

Le cerimonie di apertura e chiusura saranno condotte da Eye Haïdara, figura capace di rappresentare una contemporaneità meno istituzionale, mentre sono già state annunciate due Palme d’oro onorarie: a Peter Jackson, in apertura, e a Barbra Streisand, alla cerimonia finale, in un doppio omaggioa. Fuori concorso, La Vénus électrique di Pierre Salvadori aprirà il festival, mentre John Travolta sarà presente in Cannes Première con il suo esordio alla regia, Propeller One-Way Night Coach, film di un’ora tratto dal suo libro che racconta la sua passione per lìaviazione. Cannes cerca di tenere insieme autorialità, star system e operazioni a forte richiamo mediatico, sotto la guida della presidente Iris Knobloch e del delegato generale Thierry Frémaux.

Fremaux è tornato sui molti commenti già alla vigilia sull’assenza dei grandi studi hollywoodiani in questa edizione ricordando le presenze di Tom Cruise per Top Gun e Mission Impossible decisamente recenti, cita la celebrata Barbra Streisand e anticipa che ci saranno presenza sul tappeto rosso. E, guardando al presente politico, ha ricordato con nostalgia l’epoca in cui il mondo era più unito e parlando della funzione unificante del grande schermo.

Tra le proiezioni speciali John Lennon – Last interview di Steven Soderbergh.

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