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David, da Sossai a Quattrocchi ecco perché gli outsider hanno sbancato

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Il commento. Trionfo per “Le città di pianura” del regista veneto. E nessuna “lesa maestà” nei confronti di autori come Virzi e Sorrentino che continuano a regalare film alti e tragicamente attuali
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Sarebbe stato meglio boicottarli? Forse, visto come è andata, no. Non ci riferiamo all’estenuante diretta tv, che sarà stata seguita fino alla fine solo dai parenti stretti dei premiandi: il problema è irrisolvibile e nasce da un substrato squisitamente italiano, l’assoluta incompatibilità fra il mondo del cinema e il linguaggio della tv, due media che dovrebbero essere ‘fratelli” e invece si guardano da sempre in cagnesco.

No, ci riferiamo ad alcuni giusti discorsi sulla situazione del nostro cinema (quello di Matilda De Angelis in primis) e ai premi vinti da Le città di pianura di Francesco Sossai che a nostro personalissimo parere sono una boccata d’aria fresca (e non a caso sui social, sentina del mondo, vengono qua e là stigmatizzati nel nome della lesa maestà a colleghi ben più illustri…). Che diavolo ha combinato Sossai? Apparentemente nulla di grave: ha girato un piccolo film in Veneto, terra che ben conosce, senza i soliti attori famosi; è andato l’anno scorso a Cannes, sezio…

Sarebbe stato meglio boicottarli? Forse, visto come è andata, no. Non ci riferiamo all’estenuante diretta tv, che sarà stata seguita fino alla fine solo dai parenti stretti dei premiandi: il problema è irrisolvibile e nasce da un substrato squisitamente italiano, l’assoluta incompatibilità fra il mondo del cinema e il linguaggio della tv, due media che dovrebbero essere ‘fratelli” e invece si guardano da sempre in cagnesco.

No, ci riferiamo ad alcuni giusti discorsi sulla situazione del nostro cinema (quello di Matilda De Angelis in primis) e ai premi vinti da Le città di pianura di Francesco Sossai che a nostro personalissimo parere sono una boccata d’aria fresca (e non a caso sui social, sentina del mondo, vengono qua e là stigmatizzati nel nome della lesa maestà a colleghi ben più illustri…). Che diavolo ha combinato Sossai? Apparentemente nulla di grave: ha girato un piccolo film in Veneto, terra che ben conosce, senza i soliti attori famosi; è andato l’anno scorso a Cannes, sezione Un certain regard, impresa quest’anno riuscita a nessun italiano; ha totalizzato incassi buoni, forse ottimi per un film del genere (quasi 1.800.000 euro); poi si è presentato ai David e ha fatto piazza pulita, tra l’altro portando un attore bravissimo come Sergio Romano, fin qui poco valorizzato dal cinema, al premio per la migliore interpretazione.

Beh, si potrà dirlo? Noi siamo contenti. Siamo contenti che abbia vinto un outsider, un regista che per il momento lavora lontano da Roma e che per altro (pochi lo sanno) vanta un curriculum da assistente alla regia in produzioni internazionali da fare invidia a chiunque (ha lavorato sul set di Mission Impossible - Dead Reckoning, tanto per citarne uno). Così come è una outsider la splendida veterana Aurora Quattrocchi, premiata come migliore attrice protagonista per Gioia mia. Al tempo stesso, dispiace per La grazia di Sorrentino: il film è tornato involontariamente e tragicamente d’attualità per motivi del tutto extra cinematografici, ma sicuramente il “caso Minetti” non ha influito sulle votazioni, né avrebbe dovuto. La grazia è un film dal tono alto e i riferimenti alla cronaca politica sono il sottotesto di una riflessione etica tutt’altro che contingente. Avrebbe meritato, magari, il premio per la sceneggiatura. Ma è andata così e Sorrentino si consolerà dando una veloce occhiata alla bacheca, dove i numerosi David vinti siedono in compagnia di un Oscar.

Paolo Sorrentino al Quirinale durante la cerimonia di presentazione dei candidati ai Premi ''David di Donatello'', Roma, 5 Maggio 2026. ANSA/GIUSEPPE LAMI (ansa)

Vanno segnalati almeno altri tre premi. Matilda De Angelis e Lino Musella - due attori di straordinario talento - hanno vinto come non protagonisti, rispettivamente per Fuori e per Nonostante. Hanno ringraziato pronunciando due discorsi nobili, politicamente forti e condivisibili. Onore a loro. È molto bello il David Giovani a Le assaggiatrici. Questo premio viene assegnato dal 2004 da una giuria composta da studenti di scuole superiori e università. Che sia andato a un film sul nazismo, diretto da Silvio Soldini e tratto da un romanzo di Rosella Postorino, è un bellissimo segnale. In parte saranno gli stessi ragazzi che hanno ben votato al recente referendum. C’è vita sotto i 25 anni, sarebbe ora che gli adulti - si parli di cinema, di politica o di qualunque altra cosa - se ne accorgessero.

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