«Sono persone che fuggono dal terrore, spaventate per la propria vita… le più povere e vulnerabili che possiamo immaginare». Clara si apre con questa frase di Ken Loach: parla dei migranti, dei disperati che tentano di entrare in Europa in fuga da guerre, povertà e violenza. Quando Loach ha detto quelle parole non parlava del film, ma del fatto di cronaca al quale si ispira: nel 2018 la polizia belga ha inseguito un furgone sospetto che trasportava una trentina di persone; un poliziotto ha sparato, mirando alle gomme, ma ha colpito una bambina che nella realtà si chiamava Mawda. Marta Bergman, la regista di Clara, ha un cognome impegnativo ma non è svedese, né belga: è nata a Bucarest nel 1962 e da anni racconta, come giornalista e documentarista, i flussi migratori che percorrono l’Europa e le tragedie ad essi legate.
Clara è un film di finzione fortemente radicato nel reale: nell’arco di 90 minuti costruisce una storia corale in cui Sara e Redouane, i genitori di Clara provenienti …
«Sono persone che fuggono dal terrore, spaventate per la propria vita… le più povere e vulnerabili che possiamo immaginare». Clara si apre con questa frase di Ken Loach: parla dei migranti, dei disperati che tentano di entrare in Europa in fuga da guerre, povertà e violenza. Quando Loach ha detto quelle parole non parlava del film, ma del fatto di cronaca al quale si ispira: nel 2018 la polizia belga ha inseguito un furgone sospetto che trasportava una trentina di persone; un poliziotto ha sparato, mirando alle gomme, ma ha colpito una bambina che nella realtà si chiamava Mawda. Marta Bergman, la regista di Clara, ha un cognome impegnativo ma non è svedese, né belga: è nata a Bucarest nel 1962 e da anni racconta, come giornalista e documentarista, i flussi migratori che percorrono l’Europa e le tragedie ad essi legate.
Clara è un film di finzione fortemente radicato nel reale: nell’arco di 90 minuti costruisce una storia corale in cui Sara e Redouane, i genitori di Clara provenienti dalla Siria, hanno lo stesso spessore drammaturgico dei trafficanti di esseri umani che li sfruttano e dei poliziotti che contro questo traffico lottano, con i loro errori e con il loro duro lavoro. Un film che dovunque trasuda calore umano, tranne — e certo non è un caso — la scena finale in cui Sara e Redouane incontrano la premier belga (di fantasia) vivendo di persona tutto il gelo burocratico delle istituzioni.
Il film
Clara Regia di Marta Bergman Voto 3 stelle su 5