✕

Cristina Comencini: “Kinski e Wenders? I film del passato vanno rispettati”

Ascolta l'audio

La regista interviene sulla polemica nata tra l’attrice e il cineasta tedesco per le scene di nudo contenute nel film “Falso movimento”
1 minuti di lettura

Cristina Comencini, quando un film nasce in uno squilibrio di potere cosa deve prevalere: la tutela della persona o l’integrità dell’opera?

«È una questione che riguarda tutti, perché oggi le donne hanno una consapevolezza diversa di sé, di ciò che vogliono o non vogliono fare, e inevitabilmente rileggono molte esperienze del passato. Succede nel cinema come nella vita. Se mi metto nei panni di Nastassja Kinski, capisco perfettamente ciò che prova».

Ovvero?

«Quando ha girato quelle scene non pensava davvero di poterle rifiutare. Le ha fatte considerandole quasi normali e solo dopo ha capito che non le voleva fare. Lo capisce bene anche Wenders, che non è un regista insensibile a questi temi».

Wim Wenders poses during a photocall for the film "I'll Be Gone in June" presented in the category Un Certain Regard at the 79th Cannes Film Festival in Cannes, France, May 17, 2026. REUTERS/Manon Cruz (reuters)
…

Cristina Comencini, quando un film nasce in uno squilibrio di potere cosa deve prevalere: la tutela della persona o l’integrità dell’opera?

«È una questione che riguarda tutti, perché oggi le donne hanno una consapevolezza diversa di sé, di ciò che vogliono o non vogliono fare, e inevitabilmente rileggono molte esperienze del passato. Succede nel cinema come nella vita. Se mi metto nei panni di Nastassja Kinski, capisco perfettamente ciò che prova».

Ovvero?

«Quando ha girato quelle scene non pensava davvero di poterle rifiutare. Le ha fatte considerandole quasi normali e solo dopo ha capito che non le voleva fare. Lo capisce bene anche Wenders, che non è un regista insensibile a questi temi».

Wim Wenders poses during a photocall for the film "I'll Be Gone in June" presented in the category Un Certain Regard at the 79th Cannes Film Festival in Cannes, France, May 17, 2026. REUTERS/Manon Cruz (reuters)

Lui non vorrebbe toccare il film.

«Il rispetto dell’opera è importante, lo è soprattutto il fatto che quel film restituisce un preciso momento della storia del cinema, di un’epoca e di un determinato rapporto di potere. Se eliminiamo quelle immagini rischiamo di perdere anche la possibilità di interrogarci su ciò che è stato. È come se decidessimo di rimuovere i nudi femminili della pittura: molte modelle vivevano rapporti di dipendenza con gli artisti che le ritraevano. Dentro la bellezza di molte immagini esiste una vicenda che racconta la posizione subordinata delle donne. Per questo credo sia importante conservare le opere nella loro integrità: non per giustificare ciò che è accaduto, ma per capire da dove veniamo».

D’altra parte Nastassja Kinski all’epoca aveva 13 anni.

«Questo rende la cosa certamente più grave. Parliamo di una ragazzina sotto l’influenza di un regista più adulto e autorevole. Lo squilibrio di potere è evidente ed è difficile ignorare il rischio di manipolazione. È proprio questo a rendere il caso così complesso. Continuo a chiedermi una cosa...».

Cosa?

«Se sia giusto intervenire sulle tracce che il passato ci ha lasciato. Cancellare quelle tracce può impoverire la nostra comprensione del passato. Qui però c’è una bambina di tredici anni al centro della vicenda, e questo rende ogni risposta inevitabilmente più difficile».

Leggi i commenti