“Il cinema forse non cambia la storia, ma di certo la influenza” è il motto di Quentin Tarantino. Che dal 2019 non fa un film alla ricerca del suo decimo e probabilmente ultimo lungometraggio. Nell’attesa ha scritto un libro, sta preparando uno spettacolo teatrale per il West End, ha scritto la sceneggiatura dello spinoff di Cliff Booth che gira David Fincher e interpreta Brad Pitt. E continua a scrivere per Sight & Sound, la rivista del British Institute che questo mese ha pubblicato un suo articolo nel quale rivela come ultimamente ci sia ben poco prodotto da Hollywood che il regista di Le Iene e C’era una volta… a Hollywood apprezzi veramente.
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"Difetti, inverosimiglianze, accondiscendenza verso il pubblico, attori non adatti al ruolo o semplicemente stupidaggini affossano di solito ogni nuovo film che esce da quella insipida fabbrica di salsicce che un tempo si faceva chiamare Hollywood ha scritto il regista, famoso per dire le cose esattamente come le pensa – Oggigiorno, l'intero concetto di film mi suscita più disprezzo che apprezzamento. Il che è comprensibile, perché a confronto i film degli ultimi sei anni fanno sembrare gli anni 80 gli anni 30”.
Il regista – che dedicato tutta la sua vita da spettatore, da commesso di videoteca, da sceneggiatore, da regista ovviamente ma anche da cinefilo e scrittore, alla settima arte – spiega: “Ho visto film che mi sono piaciuti: West Side Story (2021); Horizon: An American Saga Capitolo 1 e 2 (entrambi del 2024), e qualche altro, ma niente che mi abbia davvero catturato e trasportato in quel magico mondo di piacere che visitavo regolarmente e che era il motivo per cui amavo il cinema più di ogni altra forma d'arte. Oggi preferisco leggere un libro”. C’è un’eccezione però nella produzione recente degli studios che Tarantino ha lodato molto nell’articolo e quello che stupisce è che non è un film da grande schermo.
La scelta di Tarantino infatti è caduta su The Rip - Soldi sporchi, il thriller poliziesco con protagonisti Matt Damon e Ben Affleck. Diretto da Joe Carnahan, il film è uscito sulla piattaforma di streaming Netflix il 16 gennaio 2026, rivelandosi uno dei più grandi successi in termini di visualizzazioni della storia della piattaforma. Nell’articolo – dall’affascinante titolo Reservoir Cops, gioco di parole con Reservoir Dogs (titolo originale de Le Iene) – Tarantino scrive: “Un film avvincente che mi ha catturato e tenuto incollato allo schermo per tutta la sua durata. È un thriller poliziesco emozionante con una premessa originale che riesce a essere efficace in modo davvero intelligente. Tutto ha funzionato alla perfezione: la regia di Carnahan, lo splendido cast, l'estetica del film (grazie al direttore della fotografia Juan Miguel Azpiroz), ma il vero punto di forza di questa splendida pellicola è la sensazionale sceneggiatura di Carnahan e Michael McGrale".
"Kill Bill: The Whole Bloody Affair", in sala 280 minuti di purissimo Tarantino
Nel frattempo il pubblico continua ad apprezzare il suo di cinema. È notizia di questi giorni che la versione integrale di Kill Bill: The Whole Bloody Affair, uscita al cinema lo scorso 28 maggio come evento di una settimana, ha totalizzato nei primi 6 giorni quasi 860.000 euro e circa 82.000 spettatori, risultato non scontato vista la durata del film di 281 minuti e il conseguente numero limitato di programmazioni giornaliere. Inizialmente previsto al cinema come evento speciale di soli 7 giorni e distribuito da Plaion Pictures e Midnight Factory, Kill Bill: The Whole Bloody Affair (che unisce i due capitoli del film del 2003 e 2004) continuerà invece la sua programmazione in ben 60 sale, tra proseguimenti e nuovi cinema che hanno deciso di proiettare la versione integrale di Kill Bill come era stata concepita dal suo visionario regista sin dall'inizio.