Regista, produttore, sceneggiatore e attore, uno dei pochi artisti ad aver vinto i quattro più importanti premi del mondo dello spettacolo (Emmy, Grammy, Oscar e Tony), Mel Brooks è arrivato a quota 100 anni. È nato infatti a Brooklyn il 28 giugno 1926. Figlio di genitori ebrei di origine tedesca e russa, Melvin Kaminsky (questo il suo vero nome) ha attraversato un secolo di spettacolo con una sola regola e un solo mantra: “Ridere allunga la vita”. E lui è il testimonial del suo stesso motto.
Mel Brooks e gli auguri del Cinema ritrovato per i 100 anni
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Ragazzino mingherlino che per difendersi da compagni più grandi e aggressivi sfrutta la chiave della comicità. Una passione per lo spettacolo e il cinema che matura da giovanissimo, appena riusciva a mettere da parte poc…
Regista, produttore, sceneggiatore e attore, uno dei pochi artisti ad aver vinto i quattro più importanti premi del mondo dello spettacolo (Emmy, Grammy, Oscar e Tony), Mel Brooks è arrivato a quota 100 anni. È nato infatti a Brooklyn il 28 giugno 1926. Figlio di genitori ebrei di origine tedesca e russa, Melvin Kaminsky (questo il suo vero nome) ha attraversato un secolo di spettacolo con una sola regola e un solo mantra: “Ridere allunga la vita”. E lui è il testimonial del suo stesso motto.
Mel Brooks e gli auguri del Cinema ritrovato per i 100 anni
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Ragazzino mingherlino che per difendersi da compagni più grandi e aggressivi sfrutta la chiave della comicità. Una passione per lo spettacolo e il cinema che matura da giovanissimo, appena riusciva a mettere da parte pochi risparmi li spendeva per andare al cinema il sabato mattina. Per Mel la risata è una missione fin da ragazzo. "Ho saputo di essere nato per fare il comico all'età di una settimana, quando tutti si affacciavano sulla mia culla e scoppiavano a ridere" raccontava Brooks con ironia "Quando ero un ragazzino osservavo mia madre piangere e ridere, non sapevo perché piangeva o perché rideva ma ero felice se lei rideva e molto infelice se lei piangeva. Così ho cominciato a far ridere mia madre per farla stare bene e poi dopo di lei tutto il resto del mondo".
Se la casa è il primo palcoscenico e la madre il primo spettatore, il secondo teatro per Mel Brooks diventa l'esercito. Neppure ventenne, durante la seconda guerra mondiale, intrattiene commilitoni con imitazioni e parodie e diventa caporale di fanteria, al ritorno a New York alla fine del conflitto inizia la gavetta. Sono anni duri. Dopo un lungo periodo passato nei club notturni di fronte ad un pubblico esigente e poco educato, Brooks arriva in televisione, sono gli anni del boom, scrive per vari show televisivi e format, la sua strada si incrocia anche con quella del collega Woody Allen. In quegli anni lavora al varietà televisivo Your Show of Shows, scrive la serie tv Get Smart (1965), insieme a Carl Reiner crea gli sketch dell'Uomo di 2.000 anni con cui vince il Grammy Award. Con il successo arriva la chiamata da Hollywood. "Non esiste una vera ricetta per il successo, se hai talento il successo arriverà - dice Brooks - Sono pochi quelli che hanno talento, che osservano la vita e sanno trasformarla in commedia: Ernest Lubitsch, Billy Wilder, Woody Allen e Mel Brooks. Il talento è necessario ma non basta, occorre ispirazione e duro lavoro perché il sogno si avveri".
Con il trasferimento a Hollywood Mel Brooks incontra anche la donna della sua vita. Archiviato il matrimonio con Florence Baum da cui ha avuto tre figli: Stephanie (1956), Nicky (1957) e Eddie (1959), il comico conosce Anne Bancroft, premio Oscar per Anna dei miracoli (1962) di Arthur Penn e protagonista di un film come Il laureato (1967). Si sposano il 5 agosto 1964. Dalla loro unione nascerà il quarto figlio Max, autore televisivo di successo, vincitore di un Emmy Awards per la collaborazione al Saturday Night Live.
Le idee "buone e pazze” di Mel Brooks diventano una serie di spettacoli e film di successo. Dopo l'Oscar per la sceneggiatura di Per favore non toccate le vecchiette, scrive e dirige Il mistero delle dodici sedie (1970), con cui il regista americano va alla riscoperta delle proprie radici ebraiche adattando un romanzo di Lja Ilf e Eugenij Petrov, ma il vero successo arriva quattro anni dopo, con Mezzogiorno e mezzo di fuoco (1974) e Frankenstein junior (1974), che danno il via ad una lunga serie di parodie cinematografiche.
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Nel 1976, esce L'ultima follia di Mel Brooks, un film muto (il titolo originale è proprio Silent Movie) interpretato dal regista con Marty Feldman e Dom DeLuise, seguito da Alta tensione (1977), ispirato al cinema di Alfred Hitchcock, e da La pazza storia del mondo (1981). Nel 1983, Mel Brooks e Anne Bancroft sono protagonisti di Essere o non essere, remake del film di Ernst Lubitsch Vogliamo vivere, diretto da Alan Johnson. Dopo Balle spaziali (1987), parodia di Guerre stellari e di tutta la fantascienza, Mel Brooks ha diretto Che vita da cani! (1991), quasi un omaggio alle commedie di Frank Capra, Robin Hood - Un uomo in calzamaglia (1993) e Dracula morto e contento (1995), con Leslie Nielsen. Ad alcuni titoli di grandissimo successo si sono alternati altri con meno fortuna. D'altronde Brooks lo dice: "L'America è ossessionata dal business, è l'unica parola che conta. Per questo il successo è così importante, è tutto un "su e giù" come in borsa, mentre bisognerebbe utilizzarlo solo in camera da letto. Il successo a cui sono più affezionato? È come con i figli, il primo è sempre il più miracoloso e il più eccitante quindi sicuramente Per favore non toccate le vecchiette".
Con la sua casa di produzione, Brooksfilms, ha prodotto film acclamati dalla critica come The Elephant Man, Frances, La mosca, L'ospite d'onore, 84 Charing Cross Road. "Esistono due tipi di produttori: un tipo solo interessato ai soldi, che farebbe qualunque cosa purché sia popolare e un altro (ma sono pochi) veramente interessati all'arte – ha detto in passato Mel Brooks – Naturalmente io appartengo al primo gruppo... scherzo io con il mio lavoro cerco sempre di fare qualcosa di pazzo e bello, sperando di farne dei soldi". E diverse volte ci è riuscito.
Nel 2009 ha ricevuto il premio Kennedy per il suo contributo alla cultura americana. Nel 2013 è stato premiato dall'American Film Institute con il Life Achievement Award. Nel 2016 il presidente americana Barack Obama lo ha insignito della National Medal of Arts. Nel gennaio 2024 ha ricevuto l'Oscar alla carriera. "Giuro su Dio, questa volta non la venderò", ha detto in quell'occasione con la consueta ironia Brooks stringendo la statuetta, una battuta che ha suscitato le risate del pubblico e che ha lasciato intendere che non era più in possesso del premio ricevuto per il travolgente esordio alla regia e ottenuto per la sceneggiatura originale della commedia musicale divenuta un cult del genere.