Riccione – L’estate dei cartoni: il successo di Toy Story 5 e l’arrivo dei Minions sostengono questa prima parte dell’estate, in attesa dell’Odissea di Nolan. Ed è proprio la convention Disney ad aprire le Giornate professionali degli esercenti a Riccione, mentre a chiudere sarà Universal, storica major delle creature gialle. In Minions & Monsters, in sala da oggi, s’affaccia un nuovo personaggio, Max, eccentrico regista europeo chiamato a dirigere la caotica compagine. Ha la voce di Maccio Capatonda (appena visto in sala anche in Smart working) il cui umorismo surreale si sposa alla perfezione con la saga. «In originale lo doppia Christoph Waltz, è un onore. Ha tante sfaccettature, s’accende come un cerino, è tenero e pignolo, mi somiglia. Abbiamo capito che una leggera inflessione tedesca lo rendeva buffo, non caricaturale».
Il primo film che ha amato?
«A 7 anni ho visto Ritorno al futuro. Mi ha cambiato la vita. …
Riccione – L’estate dei cartoni: il successo di Toy Story 5 e l’arrivo dei Minions sostengono questa prima parte dell’estate, in attesa dell’Odissea di Nolan. Ed è proprio la convention Disney ad aprire le Giornate professionali degli esercenti a Riccione, mentre a chiudere sarà Universal, storica major delle creature gialle. In Minions & Monsters, in sala da oggi, s’affaccia un nuovo personaggio, Max, eccentrico regista europeo chiamato a dirigere la caotica compagine. Ha la voce di Maccio Capatonda (appena visto in sala anche in Smart working) il cui umorismo surreale si sposa alla perfezione con la saga. «In originale lo doppia Christoph Waltz, è un onore. Ha tante sfaccettature, s’accende come un cerino, è tenero e pignolo, mi somiglia. Abbiamo capito che una leggera inflessione tedesca lo rendeva buffo, non caricaturale».
Il primo film che ha amato?
«A 7 anni ho visto Ritorno al futuro. Mi ha cambiato la vita. Ho iniziato a immaginare storie. Più tardi, in vacanza in Corsica, giravo sketch, parodie e piccoli horror con una telecamera insieme al mio amico storico Luca Rossetti. Sapevo che quello sarebbe stato il mio lavoro».
Perché “Ritorno al futuro”?
«L’ho capito dopo un po’ di tempo: Marty riesce a far innamorare davvero i suoi genitori. Io venivo da una famiglia burrascosa, credo di essermi identificato in quel desiderio. Sono convinto di aver scelto questo mestiere, magari in modo inconscio, per ricomporre qualcosa attraverso le storie».
Negli stessi anni il trauma della perdita dei capelli.
«Le prime stempiature sono comparse a 14 anni. È stato un processo lungo, proprio negli anni in cui si costruiscono carattere e autostima. L’ho superato, esorcizzato, anche grazie a Maccio e alla sua “Capatonda”».
Da ragazzo alternava già horror e comicità.
«Hanno tanto in comune. Molti horror hanno una componente ironica e tanti comici sono diventati ottimi registi horror. Mi annoio facilmente, cambiare genere serve a rimettermi in discussione».
Il nuovo film sarà un horror?
«Sì, realistico, non soprannaturale. Mi spaventa di più quello che potrebbe accadere davvero. Una storia psicologica, credibile».
È una persona razionale che crea personaggi fuori controllo. Come convivono le due anime?
«Si compensano. Nella vita sono preciso, pignolo e tendo al controllo totale. Il lavoro mi permette di mollare tutto e liberare l’improvvisazione. È il mio modo per sfogare ciò che nella vita quotidiana tengo a bada».
Quanto conta l’improvvisazione?
«Parto da un canovaccio e lascio sempre spazio alla libertà. È lì che nascono i personaggi migliori».
Per cosa la fermano per strada?
«Per i primi trailer e per personaggi come il finto sacerdote Padre Maronno, il cantautore Mariottide e il cinico Oscar Carogna. Mi dicono anche che la realtà ha superato le mie peggiori fantasie».
A cosa lavora oggi?
«Alla sfida più importante degli ultimi anni. Debutterò sul palco con Spettacolo teatrale. Ho bisogno di confrontarmi con il pubblico dal vivo. Mi spaventa, quindi è il momento giusto».