La parola mineur, in francese, significa sia “minore” (anche nel senso di “minorenne”) sia “minatore”. Da questa coincidenza linguistica nasce un film che in questi giorni rivive al cinema dopo vent’anni.Mineurs è stato realizzato da Fulvio Wetzl e Valeria Vaiano (lui regista, lei attrice, entrambi sceneggiatori) nel 2007. Racconta le storie degli emigrati italiani in Belgio negli anni 50, con particolare attenzione a coloro che provenivano dalla Basilicata. Oggi che si parla tanto di improbabili “remigrazioni”, per molti italiani sarebbe istruttivo ricordare che nel 1946 l’Italia fece un curioso affare con il Belgio: ci avrebbero venduto a buon prezzo 2500 tonnellate di carbone all’anno per ogni 1000 minatori inviati nelle zone carbonifere del “paese piatto”, come cantava Jacques Brel.
Wetzl e Vaiano partivano da alcuni bambini lucani che raggiungono i propri parenti da poco emigrati. L’originalità del ritorno al cinema consiste nel fatto che Wetzl ha ritrovato a distanza di vent’anni alcuni degli interpreti sia italiani sia belgi allora minorenni, appunto, e ha girato con loro delle scene aggiuntive che fanno di Mineurs, oggi, un film a tutti gli effetti nuovo. Rivederlo - o vederlo - è quindi un affascinante viaggio nel tempo, nonché un’operazione cinematografica affascinante non lontana da ciò che ha fatto Richard Linklater in Boyhood. Nel film appaiono anche bravi attori “adulti” come Franco Nero, Antonino Iuorio e Ulderico Pesce.
Il film
Mineurs
Regia di Fulvio Wetzl
Voto: tre stelle e mezza su 5