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Tom Holland torna Spider-Man, da Itaca a New York: “Un eroe che soffre la solitudine”

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Nell’Odissea di Nolan è Telemaco, dal 29 luglio sarà al cinema anche con Brand new day
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Tom Holland, smesso il peplo di Telemaco, s’infila di nuovo la tuta rossa e blu di Spider-Man. Dal 29 luglio torna nelle sale con Spider-Man: Brand New Day, chiamato a raccogliere il testimone del grande evento cinematografico dell’estate, Odissea di Christopher Nolan, già campione d’incassi mondiale. A fare da ponte fra i due blockbuster sono gli stessi protagonisti: Holland, Zendaya, che nel kolossal omerico interpreta Atena, e Jon Bernthal, che passa dall’armatura di Menelao all’assetto di The Punisher, amatissimo dai fan.


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Il film, distribuito da Eagle Pictures, è stato presentato nel corso di una conferenza stampa internazionale su Zoom alla quale hanno partecipato Tom Holland, Zendaya, Jon Bernthal, Sadie Sink, Jacob Batalon, il regista Destin Daniel Cretton e i produttori Amy Pascal e Kevin Feige. Il nuovo capitolo riparte dalla scelta estrema compiuta da Peter Parker alla fi…

Tom Holland, smesso il peplo di Telemaco, s’infila di nuovo la tuta rossa e blu di Spider-Man. Dal 29 luglio torna nelle sale con Spider-Man: Brand New Day, chiamato a raccogliere il testimone del grande evento cinematografico dell’estate, Odissea di Christopher Nolan, già campione d’incassi mondiale. A fare da ponte fra i due blockbuster sono gli stessi protagonisti: Holland, Zendaya, che nel kolossal omerico interpreta Atena, e Jon Bernthal, che passa dall’armatura di Menelao all’assetto di The Punisher, amatissimo dai fan.


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Il film, distribuito da Eagle Pictures, è stato presentato nel corso di una conferenza stampa internazionale su Zoom alla quale hanno partecipato Tom Holland, Zendaya, Jon Bernthal, Sadie Sink, Jacob Batalon, il regista Destin Daniel Cretton e i produttori Amy Pascal e Kevin Feige. Il nuovo capitolo riparte dalla scelta estrema compiuta da Peter Parker alla fine di No Way Home: cancellarsi dalla memoria del mondo per salvare le persone che ama. Nessuno ricorda più chi sia Peter, nemmeno MJ e Ned. Lui continua a proteggere New York, ma il prezzo di quel sacrificio rischia di essere la perdita della propria identità.

“Sono orgoglioso di questo film. Credo sia il miglior Spider-Man che abbiamo realizzato”, dice Holland, che attribuisce gran parte del merito al regista, Destin Daniel Cretton. “Destin ha fatto un lavoro straordinario. Siamo stati fortunati ad averlo come capitano della nostra nave. Il film stava andando in cento direzioni diverse e lui è riuscito a riportarlo a un’unica idea. Ha raccontato la storia di un ragazzo completamente solo, un’esperienza in cui tantissime persone possono riconoscersi, senza rinunciare all’azione e allo spettacolo. Se non avessimo avuto lui, questo film non sarebbe nemmeno la metà di quello che è oggi”.

Tom Holland con il regista sul set 

Più che rilanciare sullo spettacolo, Brand New Day sceglie infatti di andare in profondità. “Peter Parker sta vivendo qualcosa di unico nel cinema dei supereroi. È il momento in cui un ragazzo trova la propria identità e diventa adulto. Ha fatto il sacrificio definitivo per proteggere MJ, Ned e il resto del mondo, ma quella scelta sta avendo un effetto catastrofico sulla sua vita personale e perfino sulla sua salute”. Per la prima volta Peter prova a vivere solo come Spider-Man, lasciando da parte la sua vita civile. È una fuga destinata a fallire. “All’inizio è determinato a mettere Peter Parker in un angolo e lasciare che Spider-Man occupi tutta la sua vita. Ma quella pressione diventa insostenibile. Non solo gli altri hanno dimenticato Peter: anche lui comincia a dimenticare chi è davvero. Ed è questa la sua paura più grande, perché Peter è il legame con MJ, con Ned e con zia May”.

"Spider-Man: Brand New Day" le prime immagini del nuovo capitolo - trailer

Secondo Holland il film racconta soprattutto i rischi della solitudine. “Incontriamo Peter nel capitolo più buio della sua vita. Quello che amo di più di questa storia è che è un monito sui pericoli di vivere senza una comunità e senza amici. Nel film precedente aveva imparato che chiedere aiuto è un atto di coraggio, ma ora sta ignorando quel consiglio”. Eppure, proprio mentre Peter tocca il fondo, Spider-Man vive il suo momento migliore. “Probabilmente vediamo la versione più autentica di ciò che Spider-Man rappresenta per New York. Da una parte c’è l’eroe che salva la città, dall’altra un ragazzo che torna nel suo appartamento malandato con il mal di testa e va a dormire. Perfino le scene in cui lo vediamo su Instagram riflettono quello che vivono oggi tanti giovani. Per questo credo che il film parlerà davvero alle nuove generazioni”.

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Il cuore del racconto, aggiunge l’attore, è la scoperta che nessuno si salva da solo, neppure un supereroe. “Il viaggio emotivo di Peter è capire che non può fare tutto da solo. Abbiamo tutti bisogno di una comunità. All’inizio pensa di poter vivere soltanto come Spider-Man, ma capisce che senza Peter Parker perderebbe sé stesso”. È un’idea condivisa anche da Zendaya, che torna nei panni di MJ: “Gran parte del film parla del fatto che è impossibile affrontare la vita completamente da soli. Tutti hanno bisogno di una rete di persone che li sostenga. È l’unico modo per andare avanti. Soprattutto se sei Spider-Man”, aggiunge sorridendo.

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Fra le novità più attese c’è proprio l’arrivo sul grande schermo di Frank Castle, alias The Punisher, interpretato dall’ex Menelao Jon Bernthal. Il loro rapporto nasce come uno scontro fra due modi opposti di intendere la giustizia e diventa uno dei fili emotivi del film. “Peter pensa di dover vivere come Frank. La differenza è che Peter quella strada la sta scegliendo, mentre Frank non ha mai avuto una scelta. Gli hanno portato via la famiglia e vive quella che lui stesso considera una condanna a morte”.

Ma Holland insiste soprattutto sul piacere di lavorare con l’amico. “Jon e io ci conosciamo da anni e credo che molta della chimica fra Spider-Man e Frank Castle nasca proprio da quel rapporto. Improvvisare con lui è sempre un piacere. Jon e Jacob sono due dei migliori improvvisatori che conosca. Ridevamo continuamente e per fortuna io avevo la maschera, perché spesso scoppiavo a ridere durante le riprese. La vera sfida era trovare un modo credibile per far entrare un personaggio vietato ai minori come il Punitore nel nostro universo senza tradirne la natura. Credo che Destin ci sia riuscito perfettamente”. Per Holland ritrovare Bernthal ha avuto anche un valore personale. Dieci anni fa i due si aiutarono a vicenda durante i provini che cambiarono le loro carriere: Bernthal gli diede la battuta per l’audizione di Spider-Man, Holland ricambiò il favore quando l’amico provò per Punisher. “È stato come chiudere un cerchio”.

L’altra grande novità è il ritorno di Bruce Banner. Peter si rivolge allo scienziato interpretato da Mark Ruffalo per capire la misteriosa trasformazione genetica che sta vivendo, ma l’incontro finirà per riportare in scena anche Hulk. “Spider-Man e Hulk sono una delle coppie più iconiche dei fumetti. È stato fantastico portarli finalmente insieme sul grande schermo”. E il ricordo del set è esilarante: “Io ero in piedi sopra una cassetta, Mark impugnava questa gigantesca mano di Hulk e fingeva di strangolarmi facendo anche la voce del personaggio. Se ci fosse stato uno specchio sul set probabilmente mi sarei messo a ridere. A un certo punto ho pensato soltanto: devo fidarmi del processo”.

Spider-Man, del resto, non esiste senza New York. “La cosa che amo di più della città sono le persone. Per Spider-Man far parte di quella comunità è qualcosa di straordinario”. Holland racconta con entusiasmo il lavoro dello scenografo Charlie Wood, che ha ricostruito quattro isolati di Manhattan ai Pinewood Studios di Londra. “Entravi sul set e ti dimenticavi completamente di essere in Inghilterra. New York è un personaggio importante quanto tutti noi”. E sorride ricordando il fratello Paddy, assunto nel reparto artistico: “Lo vedevo passare le giornate a sporcare le strisce della segnaletica, masticare gomme e renderle vissute. Il livello di autenticità era incredibile”.

L’attore, che interpreta Spider-Man ormai da quasi dieci anni, vede in questo film un nuovo inizio anche per sé: “La mia passione per questo personaggio è cresciuta ogni volta che ho rimesso il costume. Le nostre vite sono cambiate tutte nello stesso giorno e aver condiviso questo viaggio con Zendaya e Jacob è qualcosa per cui sarò sempre grato. I fan fanno parte del processo creativo tanto quanto noi. Realizziamo questi film per loro e li ascoltiamo. Essere il ragazzo che rappresenta tutto questo è un privilegio che non darò mai per scontato”.

E proprio parlando dei nuovi compagni di viaggio Holland si sofferma su Sadie Sink, la Max di Stranger Things, nel ruolo più misterioso del film. “Aveva un compito complicato, entrare in un film enorme e in una famiglia già consolidata, e invece si è integrata perfettamente. È stata professionale, ha offerto un’interpretazione meravigliosa e ha portato nel film emozione e cuore. Ha dato esattamente quello di cui questa storia aveva bisogno. È una ventata d’aria fresca, qualcosa di nuovo e unico che non avevamo mai visto prima in uno di questi film. Credo che Sadie sia un’eroina non celebrata, perché non può ancora raccontare nulla del suo personaggio. Il pubblico capirà tutto quando vedrà il film”.

Il regista Destin Daniel Crettoninsiste sul fatto che Brand New Day non è soltanto un film di supereroi, ma un racconto sul diventare adulti. Peter cerca disperatamente di opporsi al cambiamento, salvo capire che crescere significa accettare di chiudere una fase della propria vita per aprirne un’altra. È la stessa conclusione a cui arriva Holland: “Il film è più maturo, ma conserva il cuore di Spider-Man. Dire addio a un capitolo della propria vita è doloroso, ma è anche ciò che rende entusiasmante ogni nuovo mattino. Ogni giorno può davvero essere un brand new day”.

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