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“Rocky sono io”, al Toronto Film Festival il biopic su Sylvester Stallone

Il film uscirà a novembre in Usa a 50 anni esatti dal debutto nelle sale del primo capitolo della saga sulla riscossa del pugile
2 minuti di lettura

Un biopic non si nega a una grande star, ma la vita di Sylvester Enzio Stallone ha qualcosa di veramente cinematografico. Sarà presentato al Toronto Film Festival I play Rocky, il film di Peter Farrelly (Green book), il biopic dedicato all’attore di Rocky e Rambo e a quel momento topico della sua vita quando – 50 anni fa – un incontro di boxe tra Muhammad Alì e Chuck Wepner gli ispirò la sceneggiatura per il primo capitolo della riscossa del pugile.


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In Italia il film uscirà con il titolo Rocky sono io e racconterà la genesi del film diventato cult e l'ascesa dell'attore qui interpretato dal 26enne emergente Anthony Ippolito. Il biopic, prodotto da Amazon Mgm Studios, debutterà in prima mondiale al Toronto Film Festival, uscirà negli Usa a novembre, a 50 anni esatti dal debutto nelle sale di Rocky di John Avildsen, che poi vinse nel 1977 tre Oscar, compreso quello come miglior film.

"Rocky sono io", il biopic su Stallone e il film che gli ha cambiato la vita, trailer

Nato il 6 luglio 1946 a Hell's Kitchen, New York, Stallone è il figlio di un parrucchiere di origini pugliesi e di un'astrologa ed ex ballerina. I genitori divorziano quando lui ha nove anni e quando con la madre e il nuovo compagno di lei si trasferisce a Philadelphia le cose cominciano a ingranare per lui grazie alla passione per lo sport e alla partecipazione nella squadra di football della scuola. Comincia ad avvicinarsi alla recitazione, ma l'innamoramento vero e proprio per il cinema arriva con l'iscrizione all'Università di Miami per studiare Arte Drammatica, studi che si pagò facendo i lavori più vari dall'inserviente allo zoo, alla maschera al cinema. Nel '69 tornato a New York si mantiene con mille lavoretti ma anche grazie alla partecipazione a un softporno The Party at Kitty and Stud's, che venne poi distribuito in Italia dopo il successo di Rocky con il titolo Italian Stallion - Porno proibito dal soprannome di Sly, "Stallone italiano". "All'epoca ero stato buttato fuori di casa ed ero un senzatetto, mi pagarono 200 dollari per due giorni di lavoro" ha raccontato anni dopo. Trasferito in California cominciò a lavorare nel cinema con piccoli ruoli e contemporaneamente a scrivere perché il sogno di Stallone era non solo di essere interprete ma anche sceneggiatore.

"Rocky" compie 40 anni, Philadelphia lo celebra

Il 1976 è l'anno che cambia irreversibilmente la sua carriera. Affascinato dall'incontro di boxe tra Muhammad Alì e Chuck Wepner, Stallone scrisse la sceneggiatura completa di Rocky in soli tre giorni, la leggenda narra di venti ore di scrittura filata. Il film venne girato a basso costo e nel giro di pochissimi mesi si rivelò un successo straordinario di pubblico e critica, con tre Oscar vinti (miglior film, miglior regia e miglior montaggio) e ben sei nomination, tra cui quelle per Stallone, interpretazione e sceneggiatura, andate però tutte a vuoto. Sul palco del Beverly Hills Hotel ritirando il Golden Globe per Creed nel 2016 Stallone ha definito "Rocky Balboa il mio amico immaginario, il migliore amico che abbia mai avuto" e il pugile di origine italiana, innamorato di Adriana e forte della sua determinazione, è ancor più di Rambo, altro personaggio che gli ha dato la notorietà, quello che gli ha aperto le porte del successo. Al primo film del '76 ne sono seguiti altri cinque prima di tornare nei panni dell'anziano ex boxeur che allena il figlio illegittimo del suo vecchio rivale e amico Apollo Creed.

Nel cast, fra gli altri, anche Matt Dillon nei panni del padre dell'attore, Frank Stallone Sr; Anna Sophia Robb, nel ruolo della prima moglie di Stallone, l'attrice Sasha Czack; Kiki Seto che interpreta Talia Shire, l’attrice che era Adriana nel film; Stephan James nei panni di Carl Weathers; P.J. Byrne (il produttore Irwin Winkler); Toby Kebbell, Tracy Letts, Jay Duplass e Stephan James.

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