Gianmarco Tognazzi commenta la morte del produttore Fulvio Lucisano con trasporto. “È una notizia molto triste. Fulvio è stato uno degli ultimi grandi produttori di un certo cinema che non c’è più. Incarnava quel modo di produrre a cui io sono molto legato che viene dalla tradizione di film italiani importanti anche per la società. È una grande perdita”.
Che produttore era?
“Era un uomo molto acuto, molto divertente. Con Fulvio c’era un rapporto personale, umano, al di là di quello professionale e questo per me vale più di ogni altra cosa in questo momento storico”.
Nonostante l’età era molto presente.
“Sì, continuava a seguire tutti i progetti, ci siamo visti anche in occasione della presentazione di Notte prima degli esami 3.0 e di L’amore sta bene su tutto di Giampaolo Morelli pochi mesi fa. Abbiamo fatto tante cose in questi anni assieme, tanti progetti. Lucisano amava investire anche sui giovani registi come l’ulti…
Gianmarco Tognazzi commenta la morte del produttore Fulvio Lucisano con trasporto. “È una notizia molto triste. Fulvio è stato uno degli ultimi grandi produttori di un certo cinema che non c’è più. Incarnava quel modo di produrre a cui io sono molto legato che viene dalla tradizione di film italiani importanti anche per la società. È una grande perdita”.
Che produttore era?
“Era un uomo molto acuto, molto divertente. Con Fulvio c’era un rapporto personale, umano, al di là di quello professionale e questo per me vale più di ogni altra cosa in questo momento storico”.
Nonostante l’età era molto presente.
“Sì, continuava a seguire tutti i progetti, ci siamo visti anche in occasione della presentazione di Notte prima degli esami 3.0 e di L’amore sta bene su tutto di Giampaolo Morelli pochi mesi fa. Abbiamo fatto tante cose in questi anni assieme, tanti progetti. Lucisano amava investire anche sui giovani registi come l’ultimo Notte prima degli esami di Tommaso Renzoni per il quale Fulvio ci ha fatto molti complimenti”.
Nel 2019 aveva creduto in "Non ci resta che il crimine” che poi si è trasformato in un progetto ambizioso.
“Era un produttore che ascoltava le esigenze dei registi, che è qualcosa di non scontato. Perché oggi le scelte produttive sono condizionate anche da altri fattori, lui si metteva a disposizione del progetto, dell’idea del regista. In un cast in cui c’era già Marco Giallini e Alessandro Gassmann, il regista Massimiliano Bruno ha fatto il mio nome e non c’è stata alcuna resistenza. Uno dei primi film che abbiamo fatto insieme era Ex di Fausto Brizzi e da allora ne abbiamo fatti molti. La trilogia del crimine e poi la serie sono stati progetti importanti. Sono pezzi di un certo tipo di cinema che se ne vanno ma che per fortuna rimangono con la società che ha creato”.
Le figlie Paola e Federica hanno raccolto il testimone
“Sì, loro proseguono in quella tradizione nonostante le logiche del mercato siano molto cambiate. La IIf è la società di produzione dalla quale ho ricevuto più considerazione sotto il profilo artistico ma anche umano. Sono molto riconoscente a Fulvio, ma anche a Federica e Paola, per come abbiamo lavorato assieme in questi anni. Il rapporto negli anni si è saldato molto. Le figlie hanno preso in mano la produzione esecutiva ma Fulvio continuava ad avere la supervisione su tutti i progetti. Federica e Paola portano avanti il modo di lavorare del padre nonostante il sistema sia profondamente cambiato”.