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“Camp Miasma”, l’horror queer che si prende troppo sul serio

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La recensione / Tra “Psycho”, “Venerdì 13” e David Lynch, il film di Jane Schoenbrun mescola sesso, morte, identità e realtà in un delirio citazionista con Gillian Anderson
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Kris è una regista indipendente, lesbica e iper-intellettuale, che nel suo primo film “ha rifatto Psyco dal punto di vista della ragazza nella doccia”. Viene assunta da Hollywood per rivitalizzare una serie di film horror di culto degli anni ’80, Camp Miasma, dove un buffo killer con la testa di ferro chiamato Little Death (la “piccola morte”, il modo in cui in francese si definisce l’orgasmo: capita l’antifona?) ammazzava teen-agers in un camping estivo. Per entrare nel mood Kris va a stanare Billie Presley, la “diva” del primo film ritiratasi in montagna, proprio nei luoghi dove Camp Miasma era ambientato.

Occhio ai titoli di testa, che ricostruiscono la storia della saga (fittizia): se vi distraete, rischiate di non capire cosa succede nei successivi 110 minuti. Presentato a Cannes, Camp Miasma: adolescenza sesso e morte è prima di ogni altra cosa un delirio citazionista in cui Gillian Anderson (l’attrice di X-Files …

Kris è una regista indipendente, lesbica e iper-intellettuale, che nel suo primo film “ha rifatto Psyco dal punto di vista della ragazza nella doccia”. Viene assunta da Hollywood per rivitalizzare una serie di film horror di culto degli anni ’80, Camp Miasma, dove un buffo killer con la testa di ferro chiamato Little Death (la “piccola morte”, il modo in cui in francese si definisce l’orgasmo: capita l’antifona?) ammazzava teen-agers in un camping estivo. Per entrare nel mood Kris va a stanare Billie Presley, la “diva” del primo film ritiratasi in montagna, proprio nei luoghi dove Camp Miasma era ambientato.

Occhio ai titoli di testa, che ricostruiscono la storia della saga (fittizia): se vi distraete, rischiate di non capire cosa succede nei successivi 110 minuti. Presentato a Cannes, Camp Miasma: adolescenza sesso e morte è prima di ogni altra cosa un delirio citazionista in cui Gillian Anderson (l’attrice di X-Files interprete di Billie) arriva a paragonarsi a Gloria Swanson in Viale del tramonto.

Poi ci sono tutte le cose di moda oggi: la fluidità sessuale, l’intersecarsi di realtà e finzione, i corpi che diventano macchine e viceversa, la trama incomprensibile alla David Lynch. Ma per prendere tutto sul serio occorre uno sforzo che non vale la candela. Se lo si vede invece come una parodia degli horror in stile Venerdì 13, due risate si possono anche fare.

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Camp Miasma

di Jane Schoenbrun

Voto: due stelle e mezzo su cinque

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