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Come ti rubo il film. Da Pasolini a Tarantino, ora Nicolas Cage: quando il giallo esce dallo schermo

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Il thriller storico “Fortitude” di Simon West è stato sottratto dagli uffici Netflix. ma non è il primo caso. Dalla sceneggiatura di “The Hateful Eight” alle pizze di “Salò”, i precedenti
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Gli “heist movie”, i film del colpo grosso da I soliti ignoti a Oceans’ e tutti i numeri che vi vengono in mente, sono un genere ben codificato al cinema. Ma cosa succede quando nella vita reale sono i film a essere rubati? Ha fatto molto scalpore il caso di Fortitude, il thriller storico di Simon West con Nicolas Cage che è stato rubato dagli uffici Netflix. Come riportano i media americani il disco rigido presumibilmente rubato conteneva una copia inedita del film. Lo sceneggiatore e produttore del film, Simon Afram, ha fatto causa alla piattaforma streaming chiedendo danni per almeno 105 milioni di dollari (il film è costato 45 milioni) sostenendo che una copia master dell'opera non è stata custodita adeguatamente.


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Accuse e contro accuse tra produzione e Netflix

A questa accusa replica la piattaforma dicendo che il materiale è stato consegnato senza le misure di sicurezza normal…

Gli “heist movie”, i film del colpo grosso da I soliti ignoti a Oceans’ e tutti i numeri che vi vengono in mente, sono un genere ben codificato al cinema. Ma cosa succede quando nella vita reale sono i film a essere rubati? Ha fatto molto scalpore il caso di Fortitude, il thriller storico di Simon West con Nicolas Cage che è stato rubato dagli uffici Netflix. Come riportano i media americani il disco rigido presumibilmente rubato conteneva una copia inedita del film. Lo sceneggiatore e produttore del film, Simon Afram, ha fatto causa alla piattaforma streaming chiedendo danni per almeno 105 milioni di dollari (il film è costato 45 milioni) sostenendo che una copia master dell'opera non è stata custodita adeguatamente.


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Accuse e contro accuse tra produzione e Netflix

A questa accusa replica la piattaforma dicendo che il materiale è stato consegnato senza le misure di sicurezza normalmente adottate dall'industria cinematografica. Il film racconta una storia realmente accaduta durante la Seconda guerra mondiale di un gruppo di agenti dell'intelligence britannica impegnati a contrastare i comandanti nazisti attraverso operazioni non convenzionali.

Nell'azione legale si legge che uno dei produttori ha consegnato personalmente il film negli uffici Netflix il 15 giugno, precisando che i file non erano criptati e chiedendo espressamente che fossero cancellati una volta terminata la visione. Lo streamer è anche accusato di non aver rivelato se è stata sporta denuncia per il furto oltre ad aver negato una richiesta dei produttori del film di coinvolgere la polizia di Los Angeles.

Tarantino, il suo "Hateful Eight" è in 70 mm.

La sceneggiatura di Tarantino di mano in mano a Hollywood

Questa storia ne ricorda un’altra, avvenuta una decina di anni fa a Hollywood. Quando Quentin Tarantino, celebre per essere particolarmente geloso e attento alle sue sceneggiature, aveva dato di matto quando aveva scoperto che il copione del suo prossimo film, il western The Hateful Eight, era passato di mano in mano fra vari agenti e attori, che lo hanno poi contattato per convincerlo ad avere una parte nel film. Il regista aveva minacciato di non fare più il film, ma poi con un colpo di teatro la notte di Pasqua del 2014 in una sala del United Artists Theatre di Los Angeles aveva organizzato una lettura pubblica della versione “rubata” con tanto di 1200 spettatori paganti e protagonisti “recitanti” ai quali il regista si è prestato in veste di presentatore e di voce narrante. Poi, come è noto, il film è stato girato con una sceneggiatura diversa da quella sottratta ed è stato un successo.

Pasolini torna al cinema: ecco il suo "Salò" restaurato

Le pizze di Salò e il delitto di Pasolini

Andando ancora più indietro nel tempo, nell’estate del 1975 c’è un caso ben più misterioso e ben più tragico che riguarda Pier Paolo Pasolini e le pizze di Salò e le 120 giornate di Sodoma. Salò è considerato il testamento cinematografico di Pasolini, e non solo perché è il suo ultimo film. Potente atto d'accusa diretto al potere politico ma anche a quello religioso, economico e giudiziario, Salò è un altro tassello del mosaico che l'autore stava componendo negli ultimi anni della sua vita. Nella sequenza di eventi che hanno portato alla morte di Pasolini, un passaggio chiave riguarda proprio il suo ultimo film, una teoria sostenuta da più voci e in particolare da quella di David Grieco, giornalista, scrittore e amico di Pasolini, che a questa teoria ha dedicato un libro (La macchi-nazione, Rizzoli) e poi un film con Massimo Ranieri nei panni dello scrittore. Ma cosa era successo alle copie del film?

"A fine agosto furono rubate dalla Technicolor le pizze di Salò - racconta Grieco - e venne chiesto un riscatto di due miliardi, caso unico nella storia del cinema. Pasolini si rifiutò di pagare: disse al produttore che avrebbe ricavato un negativo da un positivo e che avrebbe fatto a meno degli originali. Poco tempo dopo però un esponente della banda della Magliana si presentò al collaboratore e amico di Pasolini, Sergio Citti e disse che avrebbero restituito le pizze anche gratis se avesse organizzato un incontro con il regista. Sulle prime Pasolini, spaventato, disse che non ci sarebbe andato perché l'invito arrivava da persone che maneggiavano un sacco di droga e che uccidevano su commissione. Quando in un secondo momento ci ripensò, fu solo perché convinto da Pino Pelosi, che il regista aveva conosciuto da qualche tempo e che, consapevolmente o no, aveva finito per fare da esca per i suoi carnefici".

Se poi il furto delle pizze fu veramente collegato all’omicidio di Pasolini, avvenuto la notte tra il primo e il 2 novembre dello stesso anno, ancora oggi a distanza di più di cinquant’anni non è dato con certezza.

Se è il ladro a essere svaligiato com’è successo a Lupin

Fa invece un po’ sorridere il caso del furto sul set della serie tv Lupin. Che se non fosse un fatto di cronaca sembrerebbe una trovata pubblicitaria. E invece nel 2022 una ventina di persone a volto coperto, e con fuochi d'artificio, hanno fatto irruzione mentre si giravano i nuovi episodi della serie con Omar Sy a Nanterre. Secondo il rapporto, è stato rubato materiale del valore stimato di 300mila euro, ma "non ci sono stati feriti nel cast" ha assicurato Netflix a Variety tanto che poche ore dopo Omar Sy era sul palco dei César per celebrare i dieci anni dal premio per Quasi amici. Per la piattaforma si trattava del secondo furto durante le riprese dopo quello avvenuto sul set di The Crown di alcune settimane prima dove erano stati rubati oggetti di scena del valore di 200mila dollari.

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