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Oscar 2027, parte la grande corsa. Da Odissea a Digger, ecco i favoriti

Oscar 2027, parte la grande corsa. Da Odissea a Digger, ecco i favoriti

Il 15 dicembre le shortlist, il 21 gennaio le nomination, la cerimonia il 14 marzo. È dal 2024 che l’Italia non va in cinquina e dal 2014 che non vince una statuetta

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Mancano poco meno di sei mesi alla notte degli Oscar eppure l’Oscar “buzz”, il brusio che si fa di settimana in settimana più forte, comincia a bisbigliare dei titoli. I grandi festival – Cannes, Venezia, ora Toronto – hanno fornito il loro verdetto, la stagione estiva, fondamentale per il mercato statunitense, ha decretato un vincitore: il film di Christopher Nolan Odissea che ha incassato globalmente 1,72 miliardi di dollari, secondo solo allo Spider-man con cui condivide mezzo cast. Ecco quindi sulle testate specializzate internazionali farsi strada le prime previsioni su quello che accadrà da qui alla fine dell’anno. Il calendario è fissato: il 15 dicembre ci saranno le shortlist, il 21 gennaio le nomination, la cerimonia il 14 marzo.

Zendaya è Atena in Odissea
Zendaya è Atena in Odissea 


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Ma chi sono i film che con grande probabilità ritroveremo al Dolby Theater la notte delle stelle? Sicuramente ci sarà il film di Nolan, ed è di questi giorni la notizia che Anne Hathaway che interpreta Penelope correrà come attrice non protagonista, con buone probabilità contro la collega Samantha Morton che nel film è la maga Circe. Mentre di tutto il numeroso cast solo Matt Damon figurerà come attore protagonista e le probabilità che lui sia in cinquina sono molto alte. Se la dovrà vedere quasi sicuramente con Tom Cruise, ingrassato e invecchiato per il premio Oscar Alejandro González Iñárritu nella commedia grottesca Digger (sarà il nuovo Una battaglia dopo l’altra?).

"Digger", Tom Cruise (con il riporto) invecchia per Iñárritu - trailer

È uno dei film più attesi dell’anno, insieme a Elsinore con Andrew Scott (e Olivia Colman) che interpreta Ian Charleson, l’attore scozzese diventato celebre al cinema con Momenti di Gloria. Il film, che ricostruisce gli ultimi mesi della sua vita prima della morte per Aids e una delle pagine più memorabili della sua carriera, presentato al festival di Toronto. Tra i favoriti per l’Oscar 2027 c’è anche The Debut, nuova prova da regista di Jesse Eisenberg, con una strepitosa Julianne Moore (già data per favorita nella cinquina per la migliore attrice protagonista) nei panni di Mona, una casalinga in New Jersey che entra nel cast di un musical allestito da una compagnia amatoriale. A completare la cinquina degli attori protagonisti non potrà certamente mancare John Malkovich, fresco di Coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia per il suo ruolo di agente della Cia, malato e profondamente invischiato in tutti i fatti neri dell’agenzia, nel film di Martin McDonagh Wild horse nine. Grande attesa e curiosità ovviamente anche per Artificial di Luca Guadagnino su Sam Altman e The Social: Il prezzo della verità di Aaron Sorkin, considerato il seguito ideale del celebre The Social Network.

Da Toronto è uscito vincitore il dramma queer spagnolo dei Javis La bola negra, il film di Javier Calvo e Javier Ambrossi, già premiato a Cannes, che si ispira a un racconto incompiuto di Federico García Lorca. Il film – che è già stato scelto dalla Spagna come titolo internazionale – ha vinto il People’s Choice Award, il riconoscimento assegnato direttamente dal pubblico della manifestazione.

Da quest’anno l’Oscar per il miglior film internazionale vede una grande novità. Oltre alla lunga lista di film segnalati dal paese di origine entrano automaticamente nell’elenco anche i titoli che hanno vinto uno dei sei grandi festival internazionali riconosciuti dall’Academy: Cannes, Berlino, Sundance, Toronto, Busan e Venezia. Un’occasione che però non è stata colta per esempio dalla Romania che ha scelto il bellissimo Fjord di Cristian Mungiu – Palma d’oro a Cannes – quindi di fatto già selezionato dall’Academy. Le altre nazioni che hanno già indicato il proprio titolo sono la Francia, che però ha scelto Minotaur del regista russo dissidente Andrej Zvyagintsev, la Germania che ha scelto Eveytime della regista austriaca Sandra Wollner, l’Ungheria Silent friend della regista Ildikó Enyedi.

La Germania si trova così ad avere ben tre produzioni in gara per entrare nella short list perché oltre al film di Wollner sono già automaticamente presi in considerazione Shame and Money di Visar Morina, che ha vinto il Sundance, e Yellow Letters di İlker Çatak. Entrambi i film sono coproduzioni con la Germania dove i registi sono rispettivamente di origine kosovara e turca.

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