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“Nessun dolore”, la fiaba metropolitana di Gianni Amelio

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Nel nuovo film del regista Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea
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Una raccomandazione: andate a vedere Nessun dolore, il nuovo film di Gianni Amelio, ma non prendetelo come un film realistico, come una di quelle opere “a tema” che vi ricattano millantando di essere ispirate a una storia vera, o verosimile. Altrimenti potreste inalberarvi vedendo la casa di Davide, il protagonista (un emozionante Alessandro Borghi) invasa da decine di immigrati che non parlano una parola di italiano e si accampano nell’appartamento cucinando, suonando, guardando la tv senza che lui pensi nemmeno per un attimo di chiamare le guardie.

Amelio: "35 anni dopo Lamerica sono cambiate tante cose. E non in meglio. L'Europa non segua Trump"

Nessun dolore è una fiaba di ambientazione metropolitana, quasi tutta girata in un angolo di Roma all’ombra del Vaticano, e quei migranti sono forse creature della coscienza turbata di Davide, che a inizio film viene seguito d…

Una raccomandazione: andate a vedere Nessun dolore, il nuovo film di Gianni Amelio, ma non prendetelo come un film realistico, come una di quelle opere “a tema” che vi ricattano millantando di essere ispirate a una storia vera, o verosimile. Altrimenti potreste inalberarvi vedendo la casa di Davide, il protagonista (un emozionante Alessandro Borghi) invasa da decine di immigrati che non parlano una parola di italiano e si accampano nell’appartamento cucinando, suonando, guardando la tv senza che lui pensi nemmeno per un attimo di chiamare le guardie.

Amelio: "35 anni dopo Lamerica sono cambiate tante cose. E non in meglio. L'Europa non segua Trump"

Nessun dolore è una fiaba di ambientazione metropolitana, quasi tutta girata in un angolo di Roma all’ombra del Vaticano, e quei migranti sono forse creature della coscienza turbata di Davide, che a inizio film viene seguito da un bambino arabo che non chiede l’elemosina e non vuole nulla da lui, solo stargli vicino, solo “essere visto”. Poi succede una cosa terribile, una colpa che Davide tenterà di espiare incontrando altre anime sensibili come lui (le interpretano Valeria Golino e Valerio Mastandrea).

Nessun dolore racconta molto dolore, ma si sa che nelle fiabe le cose, a volte, si aggiustano. Dura 96 minuti (una rarità, oggi giorno) ed è uno dei migliori film di un grande regista. Il primo quarto d’ora, in particolare, è un pezzo di cinema formidabile, forse la cosa più bella che Amelio abbia girato in vita sua.

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