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The social, un film che invita a vigilare

The social, un film che invita a vigilare
È un ideale seguito del film diretto da David Fincher nel 2010. Per chiunque frequenti i social media o per chi è preoccupato per i loro effetti sui propri figli è un’opera indispensabile
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Aaron Sorkin, il grande sceneggiatore di West wing e The social network, ritorna a occuparsi di Facebook: The social è un ideale seguito del film diretto da David Fincher nel 2010, e stavolta Sorkin è anche regista. Per chiunque frequenti i social media o per chi è preoccupato per i loro effetti sui propri figli è un film indispensabile — e al tempo stesso è un monito che arriva in ritardo, quando ormai molti buoi sono scappati dalla stalla. Racconta la storia dei Facebook Files, la famosa inchiesta del Wall Street Journal per la quale il giornalista Jeff Horwitz ha vinto il Pulitzer nel 2021; ed è giustamente imperniato sul personaggio di Frances Haugen, che a Facebook lavorava e che rivelò fuori informazioni scottanti su come il social, su ovvio input del fondatore Mark Zuckerberg, pubblicasse contenuti politici senza verificarli, “spingesse” i post della destra estrema e manipolasse violentemente l’opinione pubblica.

Il film è teso come una corda di violino, i tre attori principali (Mikey Madison/Haugen, Jeremy Allen White/Horwitz, Jeremy Strong/Zuckerberg) sono eccezionali. A film finito verrebbe però voglia di vedere subito un ulteriore seguito in cui si analizzi l’orrenda liaison fra Zuckerberg (che nel film viene rappresentato come un oligarca autistico e privo di scrupoli) e il mondo MAGA di Donald Trump. Da utenti dei social, sempre meglio vigilare.


The Social - Il prezzo della verità

Regia di Aaron Sorkin

Voto: 3 stelle e mezzo su 5

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