L'horror come specchio delle paure di una generazione, il ritorno del gotico, le contaminazioni punk, le inquietudini sociali e una nuova pattuglia di registe che si affaccia a un genere storicamente dominato dagli uomini. È una delle sorprese del primo CSC – International Student Film Festival, la manifestazione organizzata dal Centro Sperimentale di Cinematografia, in Roma dal 10 al 15 novembre, che riunisce i corti realizzati dagli studenti delle scuole di cinema di tutto il mondo. Un festival nato per scoprire i talenti di domani, che già alla sua prima edizione ha raccolto 1683 opere provenienti da 101 Paesi.
Ideato dalla presidente del Centro Sperimentale Gabriella Buontempo, con la direzione artistica di Marco Bellocchio e Steve Della Casa, è il primo festival competitivo organizzato da una scuola di cinema europea. “Mi sono chiesta se esistesse uno spazio dedicato agli studenti delle scuole di cinema di tutto il mondo, dove potessero confrontarsi con esperienze e percorsi di formazione diversi – racconta Buontempo . Il cortometraggio non è soltanto una palestra, ha una sua dignità artistica e anche un valore commerciale. Condensare una storia in pochi minuti è un esercizio difficilissimo”.
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Bellocchio, impegnato sul set del suo nuovo film, Falcon, ha affidato un messaggio: “Gli anni che ho trascorso nella scuola di via Tuscolana sono stati fondamentali per il mio futuro: momenti di formazione, di scambio, di conoscenza. Esattamente lo spirito con cui nasce questo festival, che farà incontrare tra loro studenti che provengono da tutte le scuole del mondo, un momento irripetibile che può essere decisivo per una nuova generazione di cineasti”.
Steve Della Casa, condirettore artistico e conservatore della Cineteca Nazionale, ha sottolineato il carattere particolare della manifestazione, costruita anche grazie al lavoro di studenti ed ex studenti. La giuria internazionale, presieduta da Emanuele Crialese, assegnerà i premi ai migliori cortometraggi di finzione, documentari e animazione. In programma anche incontri sull'intelligenza artificiale, sulla distribuzione dei corti e sulle nuove opportunità per i giovani autori.
Ma a sorprendere gli stessi selezionatori è stata la quantità di film horror, circa 200-250 secondo la stima di Pierfranco Allegri, uno dei quattro giovani professionisti incaricati di scegliere i lavori. Tanti da convincere gli organizzatori a creare una sezione apposita, *Note in nero*, dieci cortometraggi fuori concorso che attraversano le diverse declinazioni del genere, dal gotico al folk horror, dalle suggestioni cosmiche alle nuove forme di paura contemporanea. "L'horror è il genere impertinente per eccellenza – racconta Allegri – E un giovane artista deve essere un po' impertinente, trovare un equilibrio tra l'impertinenza e la struttura che le scuole di cinema possono dare. Ma soprattutto l'horror è la perfetta cartina di tornasole delle ansie di una società. Se vogliamo capire le paure delle nuove generazioni dobbiamo guardare i loro film horror”. Tra le opere arrivate, racconta, c'era di tutto. A volte un amore per i maestri del genere che finiva per trasformarsi in imitazione, altre volte una ricerca più personale, capace di raccontare il rapporto problematico con la realtà, le nuove solitudini, le contaminazioni culturali: “Vent'anni fa quasi nessuno sapeva che cosa fosse un hikikomori. Oggi si fanno film anche su questo fenomeno”.
E soprattutto sono arrivate molte registe: “Abbiamo trovato un panorama molto variegato, con una presenza femminile importante. Le autrici affrontano le difficoltà legate al genere, ma hanno anche una mentalità punk, un'attenzione alle tradizioni folk. Nei loro lavori c'è quasi un manifesto: siamo qui, abbiamo qualcosa da raccontare”. Una presenza che gli organizzatori hanno voluto valorizzare, “in un'industria dove le registe sono ancora una minoranza, abbiamo voluto dare spazio alle donne, comprese le autrici trans e le diverse identità di genere. Non per rinunciare alla qualità, ma perché possano avere le stesse possibilità di trovare una propria voce”.
La selezione offre una piccola geografia internazionale del nuovo horror al femminile. Dalla Repubblica Ceca arriva The Raven di Michaela Furmánková, dalle Filippine Echo di Zarrina Fernandez, dalla Corea del Sud Shaman Bells di Eunji Ryu. C'è anche 50 Days Before the Beginning of a New World, firmato da Leily Malekzadeh, una produzione franco-iraniana. Quattro titoli sui dieci della sezione, accanto all'italiano Pillow Man di Romolo Gusmaroli, realizzato nell'ambito delle Officine Pasolini.
E’ consideranto incoraggiante per tutti che sia L’estranea di Paolo Strippoli, 33 anni, ex allievo del Csc, “un segnale positivo da parte delle istituzioni culturali italiane. Nonostante la nostra storia di snobismo nei confronti del genere, è come se ci dicessero: tornate a fare horror, tornate a raccontare queste storie. Perché l'horror è davvero la cartina di tornasole delle ansie di una società”.
Accanto all'horror, il festival propone un viaggio attraverso le inquietudini e le aspirazioni dei giovani cineasti di tutto il mondo. Venti i cortometraggi di finzione in concorso, provenienti tra gli altri da Iran, Libano, Indonesia, Cina, Giappone, Ucraina, Brasile, Guatemala, Germania e Italia. Storie attraversate dall'incertezza del presente, dalla guerra, dalla ricerca di legami umani, dalla memoria e dal desiderio di tenerezza. Tra i titoli italiani Studio di una metamorfosi di Filippo Da Ros. Altri dodici corti di finzione saranno presentati fuori concorso.
Sette i documentari in gara, che esplorano la memoria individuale e collettiva, i traumi della storia e il rapporto tra persone e luoghi, sperimentando linguaggi che vanno dall'archivio all'animazione, dal diario poetico al surrealismo. Arrivano da Francia, Corea del Sud, Singapore, Romania, Portogallo, Italia e Uruguay. Sette anche i cortometraggi d'animazione, tra i quali High Tide della francese Clara Jordan, Simulacra dell'egiziana Habiba Al-Ghandour e l'italiano I li(k)e to tell stories di Valentina Perrone. Lutti, ricordi, esperienze traumatiche e mondi interiori diventano materia per viaggi visivi e psichedelici, con tecniche che dialogano anche con la storia del cinema.
Una sezione speciale, Junior Jam, raccoglie invece tre lavori di giovanissimi autori che hanno inviato i loro film nonostante non avessero ancora l'età prevista dal regolamento. Non manca una vetrina dedicata alle produzioni degli studenti del Centro Sperimentale, dalle sedi di Roma, Abruzzo, Piemonte e Sicilia. La manifestazione si svolgerà tra la sede del CSC in via Tuscolana, il MAXXI e il Cinema Farnese Arthouse, con ingresso gratuito. Previsti premi ai vincitori anche da parte di Rai Channel e Netflix.