Brigitte Bardot, all’asta 19 lettere d’amore a Jacques Charrier
a cura della redazione SpettacoliOltre al mito di B.B. c’era una donna con la sua complessità, le sue fragilità. Stanno per essere battute all’asta le lettere che Brigitte Bardot ha scritto al suo secondo marito, l'attore francese Jacques Charrier. Domani da Christie’s a Parigi, con una valutazione compresa tra 100mila e 150mila euro, verranno battute 19 lettere autografe, accompagnate da un frammento, per un totale di 53 pagine risalenti al periodo intorno al 1959. I documenti, scritti con inchiostri di diversi colori e arricchiti in alcuni casi da piccoli disegni, restituiscono uno spaccato della vita sentimentale dell'attrice francese in una fase particolarmente delicata della sua esistenza.
Bardot e Charrier si erano conosciuti nel 1958 sul set del film Babette va alla guerra, diretto da Christian-Jaque. Il matrimonio era arrivato l'anno successivo e nel 1960 era nato il figlio Nicolas. Un rapporto intenso, segnato però da difficoltà personali e da lunghi periodi di lontananza. Nelle missive, l'attrice si rivolge al marito con il soprannome affettuoso Quinet, alternando dichiarazioni appassionate a momenti di profondo sconforto. "Tu sei la mia vita, il mio sangue, il mio sogno, il mio obiettivo, la mia ragione”, scrive in uno dei passaggi più significativi. Parole che testimoniano un legame molto forte, ma anche la paura di perdere la persona amata. A pesare sulla relazione era soprattutto la distanza. Charrier, impegnato nel servizio militare durante la guerra d'Algeria, era spesso lontano dalla moglie. Nelle lettere Bardot racconta la solitudine e il vuoto lasciato dalla sua assenza, descrivendo una quotidianità diventata silenziosa e difficile da affrontare.
Particolarmente delicati i passaggi dedicati alla gravidanza. La futura maternità, anziché essere vissuta serenamente, appare nelle sue parole come un periodo di sofferenza fisica e psicologica. L'attrice riferisce anche di trattamenti a base di morfina e degli effetti che, a suo dire, ne derivavano, arrivando a esprimere preoccupazione per le proprie condizioni. Alla fragilità personale si aggiungeva la pressione costante dei fotografi. La notorietà internazionale le impediva persino di svolgere semplici attività quotidiane senza essere seguita e immortalata dai paparazzi. In una delle lettere racconta di essere andata a scegliere una culla per il bambino, quando si accorge di essere fotografata con un teleobiettivo. Un episodio che le provoca rabbia e impotenza. Vorrei tanto poter vivere, uscire, camminare senza essere continuamente inseguita», confida al marito. La pressione mediatica la porta progressivamente a limitare le uscite e a trascorrere molto tempo nel proprio appartamento parigino, nel tentativo di proteggere la propria privacy. La relazione tra Bardot e Charrier si concluderà con il divorzio nel 1963, dopo quattro anni di matrimonio. Alcuni estratti della corrispondenza erano già stati pubblicati da Charrier, scomparso nel 2025, nel libro Ma réponse à Brigitte Bardot, uscito nel 1997.