Godzilla in formato maximum. Malgrado il titolo, Godzilla Minus Zero, il nuovo film di Takashi Yamazaki rilancia tutto: spettacolarità, distruzione, dimensioni dei kaiju, meraviglia degli effetti speciali. Tokyo devastata dalla creatura radioattiva, ha la potenza di un incubo: palazzi sbriciolati, strade inghiottite dalle macerie, l’umanità davanti a qualcosa di infinitamente più grande di lei. Il cinema popcorn raggiunge livelli vertiginosi, complice la grandiosità dell’IMAX. Eppure, tra scontri apocalittiche e l’arrivo del mostro a tre teste Ghidorah, resta spazio per un groppo in gola. Sotto le macerie ci sono persone che avevano appena cominciato a ricostruirsi un futuro.
Dopo il successo mondiale di Godzilla Minus One, 2023, Yamazaki si è imposto come il nuovo custode della saga nata nel 1954. In 72 anni ha avuto decine di incarnazioni anche hollywoodiane. Yamazaki lo ha riportato alla memoria della guerra e all’incubo atomico, restituendogli una dimensione tragica e sentimentale…
Godzilla in formato maximum. Malgrado il titolo, Godzilla Minus Zero, il nuovo film di Takashi Yamazaki rilancia tutto: spettacolarità, distruzione, dimensioni dei kaiju, meraviglia degli effetti speciali. Tokyo devastata dalla creatura radioattiva, ha la potenza di un incubo: palazzi sbriciolati, strade inghiottite dalle macerie, l’umanità davanti a qualcosa di infinitamente più grande di lei. Il cinema popcorn raggiunge livelli vertiginosi, complice la grandiosità dell’IMAX. Eppure, tra scontri apocalittiche e l’arrivo del mostro a tre teste Ghidorah, resta spazio per un groppo in gola. Sotto le macerie ci sono persone che avevano appena cominciato a ricostruirsi un futuro.
Dopo il successo mondiale di Godzilla Minus One, 2023, Yamazaki si è imposto come il nuovo custode della saga nata nel 1954. In 72 anni ha avuto decine di incarnazioni anche hollywoodiane. Yamazaki lo ha riportato alla memoria della guerra e all’incubo atomico, restituendogli una dimensione tragica e sentimentale. Una scelta vincente: costato 10 milioni, ne incassa 118 e vince un Oscar per gli effetti visivi.
Stavolta la sfida è ripetere un successo che aveva unito pubblico e cinefili. All’autoriale Festival di Tokyo il film ha appena avuto un’accoglienza clamorosa, e si è organizzato il lancio quasi simultaneo tra Giappone, Stati Uniti ed Europa — in Italia dal 12 novembre con Plaion Pictures — ne fa un evento globale. L’accoglienza critica è leggermente “minus”, ma su valori altissimi: 92 per cento su Rotten Tomatoes contro il 99 del precedente.
Minus one, recuperabile su Netflix o a noleggio su Apple Tv, era ambientato nel 1945. Koichi Shikishima, pilota kamikaze che non aveva compiuto la missione suicida, rientrava in una Tokyo distrutta, tormentato dalla vergogna di essere sopravvissuto. Tra le macerie incontrava Noriko, che aveva raccolto una bambina orfana, Akiko. Tre estranei diventavano una famiglia.
Godzilla precipitava un Giappone già ridotto a zero dalla guerra a “meno uno”. Combatterlo significava anche ribellarsi a una cultura militare che considerava morire per la patria più onorevole che sopravvivere. Il nuovo film riprende nel 1949, il paese è ancora sotto occupazione americana, ma ricostruisce città e speranze. Koichi, Noriko e Aiko hanno una casa e un futuro da difendere. Mentre il paese tenta di risalire verso lo zero, arriva Ghidorah, mostro voltante a tre teste. Si mobilita l’ingegnere Noda, affiancato da una meteorologa e uno scienziato che riporta al centro il tema del trauma nucleare e la responsabilità della scienza. E torna Godzilla, con la domanda che lo accompagna dal film di Ishiro Honda del 1954, nove anni dopo Hiroshima e Nagasaki: che accade quando l’umanità libera potenze che non può controllare? Per Yamaazaki «Godzilla rappresenta gli avvenimenti del tempo in cui viene realizzato», e quel qualcosa è ancora la guerra, con la sua dimensione nucleare.