Casa Vessicchio apre a Sanremo. La figlia: “Da qui ci mandava tanti messaggi. Ci mancherà”

Casa Vessicchio apre a Sanremo. La figlia: “Da qui ci mandava tanti messaggi. Ci mancherà”

Alessia Vessicchio con Andrea Rizzoli e Niccolò Petitto hanno inaugurato un punto d’incontro tra le arti per ricordare il maestro. “Cercava l’armonia, era curioso. È stato molto amato da tutti”

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SANREMO – “Il progetto è nato l’anno scorso proprio insieme al maestro. Voleva creare un salotto per incontrare gli amici del festival e i giovani: lui era sempre in cerca del talento”. Alessia Vessicchio, la figlia del maestro Peppe, ha simbolicamente tagliato il nastro, insieme a Andrea Rizzoli e Niccolò Petitto, amici storici e collaboratori del maestro scomparso lo scorso 8 novembre, di Casa Vessicchio. Uno spazio, sul lungomare di Sanremo, ai Bagni Paradiso, praticamente sulla spiaggia, pensato come un punto d’incontro e di aggregazione, di incrocio tra le arti fortemente voluto dal maestro e finalmente realizzato proprio nei giorni del festival.

Che padre era il maestro?

“Lui cercava l’armonia in tutto – racconta la figlia – anche con me in casa era sempre un divulgatore: era un uomo curioso e coltissimo, sapeva spiegare qualcosa, ma non in un modo saccente o freddo. Anche con le mie nipotine, quando le vedeva giocare con le costruzioni, riusciva a spiegare il modo modo migliore per realizzare una casetta. Era appassionato di tante cose, anche di cucina e di vini, era un bravissimo cuoco”.

Vessicchio ha lasciato il segno al festival non solo per il suo talento e la sua conoscenza musicale, ma anche per l’eleganza e la sobrietà che non sempre sono presenti in una manifestazione molto variegata.

“Era molto eclettico, ma sul palco era esattamente come a casa. Era se stesso a prescindere da chi avesse di fronte. Per lui la conoscenza era tutto, era curioso di tutto e non aveva pregiudizi. Quando era qui gli mandavo tanti messaggini per commentare le serate. Lui si divertiva tanto. C'era un gioco di scambio e di complicità su questo momento sanremese che non era quello della musica, serioso. E poi, lui che mi raccontava cosa aveva mangiato”.

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Che iniziative avete in mente per il prossimo futuro?

“In sua memoria stiamo organizzando diversi eventi - spiega Alessia insieme a Andrea Rizzoli Con tutti gli amici musicisti e artisti, dal primo all'ultimo che lo hanno incontrato, vogliamo mettere insieme una grande festa, allegra e felice, con i suoi sapori, i suoi colori, la sua musica e la sua Napoli".

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Vessicchio è stato un personaggio molto amato dal pubblico televisivo.

"Lo hanno amato tutti e quest'anno si sentirà molto la sua mancanza. Devo dire che tutto l'amore che gli hanno dato, adesso lo stiamo ricevendo io e la mia famiglia e questo ci aiuta tanto a riempire il vuoto”.

Il maestro aveva a cuore soprattutto i ragazzi.

“Lui riusciva a rendere la parte spesso più difficile, il linguaggio musicale. Andava a cercare il buono in tutto: da profondo conoscitore della materia apprezzava l’intenzione. Individuava il talento a prescindere dalla tecnica. Passava dalla musica classica a Rockin’1000. L’arte è comunicare. È sempre andato oltre il pregiudizio e le regole e la divulgazione per lui era un aspetto fondamentale”.

C’era qualcosa che lo infastidiva sul palco dell’Ariston?

“L’unica cosa che non amava erano le parolacce. Diceva che le cose si possono dire anche in un altro modo”.

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