Prima serata di semifinali all’Eurovision Song Contest, che quest’anno è ospitata dalla St. Jakobshalle di Basilea. Tra i più attesi Lucio Corsi, che rappresenta l’Italia dopo la rinuncia del vincitore di Sanremo Olly, accolto nella città svizzera da un gran numero di fan. In scena anche Gabry Ponte, in rappresentanza di San Marino.
Per i bookmaker i grandi favoriti sono gli svedesi Kaj, stasera sul palco con il loro brano Bara Bada Bastu. Subito dietro Austria, Francia, Israele e Belgio. Corsi nella prima semifinale si esibisce fuori gara dal momento che, come rappresentante di uno dei paesi fondatori (Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna e ovviamente Italia), accederà direttamente alla finale. Passano in finale i primi dieci classificati.
Eurovision, le pagelle della prima semifinale
Væb - Róa (Islanda)
Look spaziale, canzone non esattamente all’avanguardia. Ritmata, ballabile, con loro che ricordano un po’ le boy band anni 90.
Voto: 6
Justyna Steczkowska - Gaja (Polonia)
La performance, animata dai ballerini, mette un po’ di timore. C’è un che di esoterico in questa canzone di grande potenza, di difficile collocazione: coreografia articolata, originalità poca.
Voto: 5
Klemen - How much time do we have left? (Slovenia)
La sua “normalità” è quasi commovente: in un contesto pieno di euforiche estrosità, Klemen propone una canzone d’amore, piena di emotività, oltretutto cantata in inglese. Quasi incredibile.
Voto: 6.5
Tommy Cash - Espresso macchiato (Estonia)
Furbo, furbissimo, quasi ai limiti del consentito. La canzone è virale da mesi anche in Italia (il motivo non è chiarissimo, ma tant’è): lui svicola da spiegazioni approfondite sui riferimenti all’Italia, simula una finta invasione di palco e riesce comunque a far parlare di sé. Trash che diventa glamour.
Voto: 6
Melody - Esa Diva (Spagna)
Preceduta da una polemica su una parolaccia nel testo, l’esibizione di Melody fa sperare la Spagna di rompere un tabùsulla vittoria finale che dura da 56. Facilmente arriveranno a 57.
Voto: 4.5
Ziferblat - Bird of Pray (Ucraina)
Progressive, Queen, mondo fiabesco, grande enfasi, con momenti da Signore degli Anelli. Il look del batterista, che indossa una mantello con lunghissimo strascico, meriterebbe un pezzo a parte. La musica è difficilmente inquadrabile.
Voto: 5.5
Kaj – Bara Bada Bastu (Svezia)
Favoritissimi. Si parla di sauna, l’andamento è un pop-folk vagamente demenziale. La ritmica finisce per catturare e, contestualizzando la proposta, il ruolo di favoriti non stupisce nemmeno.
Voto: 6
Napa - Deslocado (Portogallo)
Un brano pop delicato, talmente tanto da sfiorare l’inconsistenza. Il look è assolutamente unico: difficile dire se nel bene o nel male. Vengono da Madeira, come Cristiano Ronaldo, ma il dato geografico non li aiuta.
Voto: 4
Kyle Alessandro - Lighter (Norvegia)
Una scenografia fiammeggiante, costumi un po’ alla Star Wars, pop elettronico stile “europeo” (diciamo così), Divertenti per una serata molto spensierata.
Voto: 5.5
Red Sebastian - Strobe Lights (Belgio)
Anche lui vola altissimo nelle classifiche dei bookmaker. Elettronica un po’ cupa, anche se il messaggio è molto positivo. Il finale, tutto in rosso sparato, è quasi da rave.
Voto: 6.5
Lucio Corsi – Volevo essere un duro (Italia)
Era sembrato un marziano illuminato dalla grazia a Sanremo, figuriamoci qui. Forza il protocollo suonando l’armonica, dimostra di essere un musicista eccellente e ispirato. Non solo eccentrico, ma profondamente talentuoso.
Voto: 8
Mamagama - Run with U (Azerbaigian)
Non senza timore di profanazione, la sensazione è quella di un progetto artistico nato dalle suggestioni create da Michael Jackson. Poco originali ma non sgradevoli.
Voto: 6+
Gabry Ponte – Tutta l’Italia (San Marino)
La folk dance che ha segnato l’ultimo Sanremo sembra perfetta per questo contesto. Tormentone ricantabile all’infinito, ballabile in ogni occasione. Stupisce la bassa considerazione dei bookmaker.
Voto: 6.5
Shkodra Elektronike - Zjerm(Albania)
Un sound apocalittico per i due artisti che vivono in Italia. Molta elettronica, una presenza scenica non comune. Il loro passaggio è tra i meno banali visti stasera.
Voto: 6.5
Claude - C'est la viè (Paesi Bassi)
Un’esibizione (e una canzone) senza grandi strappi. Claude ha una bella voce, la performance dignitosa. Ricordarsi di lui è un altro paio di maniche.
Voto: 5.5
MarkoBošnjak - Poison Cake(Croazia)
Il grande boh di questa edizione. Indecifrabili e per niente piacevoli.
Voto: 3
Zoë Më - Voyage (Svizzera)
La padrona di casa opta per un brano d’atmosfera, diverso dal clima forsennato scelto dalla maggior parte dei partecipanti. Quantomeno si fa ricordare con più facilòità.
Voto: 6-
Theo Evan - Shh (Cipro)
Un’esibizione geometrica, estremamente acrobatica. L’artista canta un po’ in affanno, la canzone vive di una base elettronica in linea con quelle del contest. Anche qui, non memorabile.
Voto: 5