La capitale austriaca dà il via alla prima delle due semifinali. L'evento, che celebra il 70esimo anniversario della manifestazione, si tiene alla Wiener Stadthalle, già teatro del concorso nel 1967 e nel 2015. La prima semifinale va in onda dalle 21 su Rai 2. Alla conduzione della versione italiana Gabriele Corsi, alla sua sesta edizione, e Elettra Lamborghini, al debutto come telecronista. Sul palco della Stadthalle i padroni di casa Victoria Swarovski - cantante e conduttrice austriaca, erede della celebre famiglia Swarovski - e Michael Ostrowski, attore e conduttore. Sal Da Vinci si esibisce fuori concorso, così come la Germania, già qualificata di diritto per la finale insieme all'Austria, Paese ospitante e campione in carica, Francia e Regno Unito che invece saranno sul palco nella seconda semifinale di giovedì 14 maggio. Tra i quindici artisti della prima serata, che si apre con la Moldavia, anche San Marino con Senhit, in coppia con Boy George sulle note di Superstar. In dieci staccheranno il pass per la finale di sabato.
I dieci Paesi che vanno in finale
I dieci Paesi che andranno in finale sabato 16 sono: Grecia, Finlandia, Belgio, Svezia, Moldavia, Israele, Serbia, Croazia, Lituania e Polonia
Il teatro gotico della Serbia
I costumi dei serbi Lavina, l’esibizione oscura e il tono gotico del loro cantato ne fanno una rappresentazione plastica dell’estetica dell’Eurovision. Ovviamente grandi applausi.
La Polonia in preghiera
Si intitola Pray la canzone scelta da Alicja per rappresentare la Polonia. Una performance piena di enfasi, perfettamente in linea con la manifestazione.
Tra gli applausi la “Superstar” di Senhit e Boy George
Senhit arriva all’Eurovision per rappresentare San Marino e ospita un big come Boy George. Superstar convince il pubblico e tutta la performance (ballerini, outfit, scenografia) risulta riuscita.
Per la Lituania vince l’oscurità
Un outfit vagamente funereo, tra Rockets e Ingmar Bergman: con Sólo Quiero Más Lion Ceccah, per la Lituania, opta per una performance solenne, quasi inquietante.
Per il Belgio è tempo di ghiacci
Ballare sul ghiaccio è da sempre metafora di relazioni instabili: la belga Essyla, in total white come i suoi ballerini, mette in scena una esibizione che rimanda al freddo con tanto di neve finta.
La Germania è tutta fuoco
Sarah Engels gareggia per Germania con Fire: la canzone è dance, piuttosto tradizionale, la performance è impreziosita da quattro ballerine e dalle immancabili fiamme.
Arriva Israele e canta l’amore
L’ossessione per una donna di nome Michelle è il tema del brano Michelle del rappresentante di Israele Noam Bettan. Con lui cinque ballerini sul palco. Sui social girano video con proteste in sala, non udibili in tv.
L’Estonia è rock, con molta epica
Dopo aver conquistato la medaglia di bronzo con Espresso Macchiato di Tommy Cash nella scorsa edizione, l’Estonia puntata tutto sulle Vanilla Ninja. Gruppo rock, tutto al femminile, molto “classic”. Tranne il look.
Montenegro al femminile
Tamara Zivkovi è la rappresentante del Montenegro che esegue Nova Zora: una performance caratterizzata dal look vagamente religioso delle artiste sul palco.
La Finlandia tra fuoco e violini
Linda Lampenius & Pete Parkkonen presentano tra le fiamme Liekinheitin, dominata dal violino di Linda. Esibizione muscolare, pubblico entusiasta. Sono tra i favoriti.
Sal Da Vinci tra applausi e ballerini
Ospite della serata (è già qualificato per la finale in quanto rappresentate di uno dei Paesi fondatori), Sal Da Vinci è accolto con un grande applauso. Un po’ emozionato, mentre alle sue spalle una coreografia con tre ballerini, una ballerina vestita da sposa dalla cui gonna spunta il tricolore. Il pubblico urla. Intervistato alla fine della serata da Elettra Lamborghini, l’artista napoletano ha raccontato: “Sono molto emozionato, sono accelerato”. E poi: “Questo mescolare culture attraverso la musica è qualcosa di fantastico”.
Dalla Georgia un po’ di pazza gioia
Dopo aver vinto l'Eurovision Song Contest Junior nel 2008, il trio Bzikebi propone un inno alla danza con On replay. Look da cartoni animati e qualche incertezza vocale: di mestiere, le due cantanti fanno rispettivamente la dentista e la commercialista. Si sente.
Il romanticismo del Portogallo
Rappresentanti del Portogallo, i Bandidos do Cante riportano il clima alla normalità con Rosa. Un brano romantico su un palco riempito da immagini di fiori.
La Grecia si immerge in un videogioco
Akylas, rappresentante greco, non passerà inosservato con Ferto. La performance richiama la grafica dei videogame, il look peculiare rischia di diventare un cult. Qualche richiamo alla celebre Gangnam style.
La Croazia racconta la guerra
Lelek, gruppo vocale croato tutto al femminile, propone Andromeda, un brano in cui si ricorda l’orrore della guerra. La Croazia non ha mai vinto l’Eurovision.
La Svezia in versione dance
Secondo paese in gara la Svezia con Felicia, che propone My System, una miscela di dance e pop. La Svezia, a pari merito con l’Irlanda, detiene il record di vittorie, ovvero ben sette.
Apre la Moldova
Satoshi con Viva, Moldova!, apre la serata. Un mix di lingue (tra cui anche l’italiano) e di stili musicali. Sul palco anche Aliona Moon, rappresentante del 2013 a Malmö. La nazione non ha mai conquistato la vittoria. Una esibizione ginnica, tanti salti e tante coreografie.
La carrellata sui vecchi vincitori
La serata si apre con una carrellata di alcuni dei vincitori delle precedenti edizioni. Tra gli artisti presentati anche gli Abba, storici vincitori con Waterloo. Vicky Léandros, rappresentante di Lussemburgo con L'amour est bleu nel 1967, apre ufficialmente la 70esima edizione del contest. Poi la presentazione dei due presentatori della serata, con la spiegazione del regolamento.
La scaletta della prima semifinale
La scaletta della prima semifinale di Eurovision
Ecco, in ordine di uscita, le nazioni, gli artisti che le rappresentano e i titoli delle canzoni che ascolteremo nella prima semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026.
1. Moldavia, Satoshi, Viva, Moldova!
2. Svezia, Felicia, My system
3. Croazia, Lelek, Andromeda
4. Grecia, Akylas, Ferto
5. Portogallo, Bandidos do cante, Rosa
6. Georgia, Bzikebi, In replay
7. Italia, Sal Da Vinci, Per sempre sì
8. Finlandia, Linda Lampenius x Pete Parkkonen, Liekinheitin
9. Montenegro, Tamara Zivkovic, Nova zara
10. Estonia, Vanilla Ninja, Too epic to be true
11. Israele, Noam Bettan, Michelle
12. Germania, Sarah Engels, Fire
13. Belgio, Essyla, Dancing on the ice
14. Lituania, Lion Ceccah, Solo quiero mas
15. San Marino, Senhit, Superstar
16. Polonia, Alicja, Pray
17. Serbia, Lavinia, Kraj mene
Prima semifinale, i favoriti per la qualificazione
I favoriti per la qualificazione sono Finlandia, Grecia, Israele, Svezia e Croazia. In particolare, i finlandesi Linda Lampenius e Pete Parkkonen vengono dati in pole position per la vittoria del contest con la loro Liekinheitin, ovvero “lanciafiamme”. "Siamo così presi dalla musica e da ciò che facciamo nei brani, che è proprio questo che cerchiamo sempre: l'emozione. Deve venire da qui: dal cuore", ha dichiarato la violinista Lampenius.
Il fenomeno Sal Da Vinci
La diffusione virale di un video delle prove di Sal Da Vinci sul palco della Wiener Stadthalle ha scatenato un entusiasmo senza precedenti, trasformando l'artista italiano nel fenomeno mediatico più discusso della kermesse e proiettandolo verso le vette delle classifiche dei bookmaker. L'attenzione è catalizzata dalla performance dell'Italia. La vocalità dell'artista e l'impatto scenico della performance hanno conquistato non solo il pubblico italiano, ma anche la nutrita schiera di fan internazionali, rendendo il contenuto il vero "caso" digitale del contest.
L’inchiesta del New York Times
Un’inchiesta del New York Times spiega come Israele abbia sfruttato la gara canora europea come strumento di propaganda e consenso internazionale, provocando polemiche, boicottaggi e tensioni interne al concorso.
Sabato il corteo
Al grido di "Nessun palco per il genocidio", i manifestanti si preparano anche a una protesta in musica venerdì e a un corteo sabato 16 maggio, giorno della finale del contest.
Le polemiche, i Paesi usciti dalla gara
Ben cinque Paesi - Spagna, Irlanda, Slovenia, Paesi Bassi e Islanda - si sono ritirati dalla gara in segno di dissenso contro le operazioni militari nella Striscia di Gaza e contro la disparità di trattamento rispetto alla Russia, esclusa dall'Esc dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022. Le defezioni sarebbero state ancora più ampie se Bulgaria, Romania e Moldavia non avessero deciso di rientrare. Alle polemiche si è aggiunta la campagna No Music for Genocide: oltre 1.100 artisti, tra cui Macklemore, Peter Gabriel e i Massive Attack, hanno firmato una lettera aperta contro la partecipazione di Israele.
Le piccole bare della protesta Pro Pal
Una deposizione simbolica di piccole bare nella centralissima Schwedenplatz: in una Vienna blindata da un massiccio dispositivo di sicurezza, è la protesta scelta dagli attivisti Pro Pal nel giorno della prima semifinale della 70esima edizione dell'Eurovision Song Contest, che vede sul palco della Wiener Stadhalle anche Israele, al centro del più vasto boicottaggio politico nella storia del concorso. Durante il presidio i manifestanti hanno deposto simbolicamente piccole bare con fotografie di bambini morti nella guerra di Gaza seguita all'attacco di Hamas contro Israele. "A dispetto di diverse sentenze e dei pareri di Amnesty International, Onu e Medici Senza Frontiere, Israele continua il genocidio e l'occupazione illegale della Palestina con una brutalità ininterrotta", hanno dichiarato gli organizzatori della protesta. Gli attivisti hanno inoltre criticato il fatto che "Israele, nonostante i suoi crimini, abbia la possibilità di presentarsi questa settimana a Vienna come una nazione democratica, pacifica e arcobaleno".