Eurovision, prima semifinale: ovazione per Sal Da Vinci. Proteste per Israele

Italian singer Sal Da Vinci, representing Italy with the song 'Per Sempre Si', performs during a dress rehearsal for the first semi-final of the Eurovision Song Contest 2026 (ESC) at Wiener Stadthalle in Vienna, Austria on May 11, 2026. (Photo by Tobias SCHWARZ / AFP)
Italian singer Sal Da Vinci, representing Italy with the song 'Per Sempre Si', performs during a dress rehearsal for the first semi-final of the Eurovision Song Contest 2026 (ESC) at Wiener Stadthalle in Vienna, Austria on May 11, 2026. (Photo by Tobias SCHWARZ / AFP) 
Si apre la 70esima edizione dell’Eurovision song contest, ospitata dalla Wiener Stadthalle di Vienna. Sul palco Sal Da Vinci con “Per sempre sì”. I dieci Paesi qualificati
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La capitale austriaca dà il via alla prima delle due semifinali. L'evento, che celebra il 70esimo anniversario della manifestazione, si tiene alla Wiener Stadthalle, già teatro del concorso nel 1967 e nel 2015. La prima semifinale va in onda dalle 21 su Rai 2. Alla conduzione della versione italiana Gabriele Corsi, alla sua sesta edizione, e Elettra Lamborghini, al debutto come telecronista. Sul palco della Stadthalle i padroni di casa Victoria Swarovski - cantante e conduttrice austriaca, erede della celebre famiglia Swarovski - e Michael Ostrowski, attore e conduttore. Sal Da Vinci si esibisce fuori concorso, così come la Germania, già qualificata di diritto per la finale insieme all'Austria, Paese ospitante e campione in carica, Francia e Regno Unito che invece saranno sul palco nella seconda semifinale di giovedì 14 maggio. Tra i quindici artisti della prima serata, che si apre con la Moldavia, anche San Marino con Senhit, in coppia con Boy George sulle note di Superstar. In dieci staccheranno il pass per la finale di sabato.

I dieci Paesi che vanno in finale

I dieci Paesi che andranno in finale sabato 16 sono: Grecia, Finlandia, Belgio, Svezia, Moldavia, Israele, Serbia, Croazia, Lituania e Polonia

Il teatro gotico della Serbia

I costumi dei serbi Lavina, l’esibizione oscura e il tono gotico del loro cantato ne fanno una rappresentazione plastica dell’estetica dell’Eurovision. Ovviamente grandi applausi.

(reuters)

La Polonia in preghiera

Si intitola Pray la canzone scelta da Alicja per rappresentare la Polonia. Una performance piena di enfasi, perfettamente in linea con la manifestazione.

(reuters)

Tra gli applausi la “Superstar” di Senhit e Boy George

Senhit arriva all’Eurovision per rappresentare San Marino e ospita un big come Boy George. Superstar convince il pubblico e tutta la performance (ballerini, outfit, scenografia) risulta riuscita.

Per la Lituania vince l’oscurità

Un outfit vagamente funereo, tra Rockets e Ingmar Bergman: con Sólo Quiero Más Lion Ceccah, per la Lituania, opta per una performance solenne, quasi inquietante.

Per il Belgio è tempo di ghiacci

Ballare sul ghiaccio è da sempre metafora di relazioni instabili: la belga Essyla, in total white come i suoi ballerini, mette in scena una esibizione che rimanda al freddo con tanto di neve finta.

La Germania è tutta fuoco

Sarah Engels gareggia per Germania con Fire: la canzone è dance, piuttosto tradizionale, la performance è impreziosita da quattro ballerine e dalle immancabili fiamme.

Arriva Israele e canta l’amore

L’ossessione per una donna di nome Michelle è il tema del brano Michelle del rappresentante di Israele Noam Bettan. Con lui cinque ballerini sul palco. Sui social girano video con proteste in sala, non udibili in tv.

L’Estonia è rock, con molta epica

Dopo aver conquistato la medaglia di bronzo con Espresso Macchiato di Tommy Cash nella scorsa edizione, l’Estonia puntata tutto sulle Vanilla Ninja. Gruppo rock, tutto al femminile, molto “classic”. Tranne il look.

Montenegro al femminile

Tamara Zivkovi è la rappresentante del Montenegro che esegue Nova Zora: una performance caratterizzata dal look vagamente religioso delle artiste sul palco.

La Finlandia tra fuoco e violini

Linda Lampenius & Pete Parkkonen presentano tra le fiamme Liekinheitin, dominata dal violino di Linda. Esibizione muscolare, pubblico entusiasta. Sono tra i favoriti.

Sal Da Vinci tra applausi e ballerini

Ospite della serata (è già qualificato per la finale in quanto rappresentate di uno dei Paesi fondatori), Sal Da Vinci è accolto con un grande applauso. Un po’ emozionato, mentre alle sue spalle una coreografia con tre ballerini, una ballerina vestita da sposa dalla cui gonna spunta il tricolore. Il pubblico urla. Intervistato alla fine della serata da Elettra Lamborghini, l’artista napoletano ha raccontato: “Sono molto emozionato, sono accelerato”. E poi: “Questo mescolare culture attraverso la musica è qualcosa di fantastico”.

(afp)

Dalla Georgia un po’ di pazza gioia

Dopo aver vinto l'Eurovision Song Contest Junior nel 2008, il trio Bzikebi propone un inno alla danza con On replay. Look da cartoni animati e qualche incertezza vocale: di mestiere, le due cantanti fanno rispettivamente la dentista e la commercialista. Si sente.

Il romanticismo del Portogallo

Rappresentanti del Portogallo, i Bandidos do Cante riportano il clima alla normalità con Rosa. Un brano romantico su un palco riempito da immagini di fiori.

La Grecia si immerge in un videogioco

Akylas, rappresentante greco, non passerà inosservato con Ferto. La performance richiama la grafica dei videogame, il look peculiare rischia di diventare un cult. Qualche richiamo alla celebre Gangnam style.

La Croazia racconta la guerra

Lelek, gruppo vocale croato tutto al femminile, propone Andromeda, un brano in cui si ricorda l’orrore della guerra. La Croazia non ha mai vinto l’Eurovision.

La Svezia in versione dance

Secondo paese in gara la Svezia con Felicia, che propone My System, una miscela di dance e pop. La Svezia, a pari merito con l’Irlanda, detiene il record di vittorie, ovvero ben sette.

Apre la Moldova

Satoshi con Viva, Moldova!, apre la serata. Un mix di lingue (tra cui anche l’italiano) e di stili musicali. Sul palco anche Aliona Moon, rappresentante del 2013 a Malmö. La nazione non ha mai conquistato la vittoria. Una esibizione ginnica, tanti salti e tante coreografie.

La carrellata sui vecchi vincitori

La serata si apre con una carrellata di alcuni dei vincitori delle precedenti edizioni. Tra gli artisti presentati anche gli Abba, storici vincitori con Waterloo. Vicky Léandros, rappresentante di Lussemburgo con L'amour est bleu nel 1967, apre ufficialmente la 70esima edizione del contest. Poi la presentazione dei due presentatori della serata, con la spiegazione del regolamento.

La scaletta della prima semifinale

La scaletta della prima semifinale di Eurovision

Ecco, in ordine di uscita, le nazioni, gli artisti che le rappresentano e i titoli delle canzoni che ascolteremo nella prima semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026.

1. Moldavia, Satoshi, Viva, Moldova!

2. Svezia, Felicia, My system

3. Croazia, Lelek, Andromeda

4. Grecia, Akylas, Ferto

5. Portogallo, Bandidos do cante, Rosa

6. Georgia, Bzikebi, In replay

7. Italia, Sal Da Vinci, Per sempre sì

8. Finlandia, Linda Lampenius x Pete Parkkonen, Liekinheitin

9. Montenegro, Tamara Zivkovic, Nova zara

10. Estonia, Vanilla Ninja, Too epic to be true

11. Israele, Noam Bettan, Michelle

12. Germania, Sarah Engels, Fire

13. Belgio, Essyla, Dancing on the ice

14. Lituania, Lion Ceccah, Solo quiero mas

15. San Marino, Senhit, Superstar

16. Polonia, Alicja, Pray

17. Serbia, Lavinia, Kraj mene

Prima semifinale, i favoriti per la qualificazione

I favoriti per la qualificazione sono Finlandia, Grecia, Israele, Svezia e Croazia. In particolare, i finlandesi Linda Lampenius e Pete Parkkonen vengono dati in pole position per la vittoria del contest con la loro Liekinheitin, ovvero “lanciafiamme”. "Siamo così presi dalla musica e da ciò che facciamo nei brani, che è proprio questo che cerchiamo sempre: l'emozione. Deve venire da qui: dal cuore", ha dichiarato la violinista Lampenius.

Il fenomeno Sal Da Vinci

La diffusione virale di un video delle prove di Sal Da Vinci sul palco della Wiener Stadthalle ha scatenato un entusiasmo senza precedenti, trasformando l'artista italiano nel fenomeno mediatico più discusso della kermesse e proiettandolo verso le vette delle classifiche dei bookmaker. L'attenzione è catalizzata dalla performance dell'Italia. La vocalità dell'artista e l'impatto scenico della performance hanno conquistato non solo il pubblico italiano, ma anche la nutrita schiera di fan internazionali, rendendo il contenuto il vero "caso" digitale del contest.

L’inchiesta del New York Times

Un’inchiesta del New York Times spiega come Israele abbia sfruttato la gara canora europea come strumento di propaganda e consenso internazionale, provocando polemiche, boicottaggi e tensioni interne al concorso.

Sabato il corteo

Al grido di "Nessun palco per il genocidio", i manifestanti si preparano anche a una protesta in musica venerdì e a un corteo sabato 16 maggio, giorno della finale del contest.

Le polemiche, i Paesi usciti dalla gara

Ben cinque Paesi - Spagna, Irlanda, Slovenia, Paesi Bassi e Islanda - si sono ritirati dalla gara in segno di dissenso contro le operazioni militari nella Striscia di Gaza e contro la disparità di trattamento rispetto alla Russia, esclusa dall'Esc dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022. Le defezioni sarebbero state ancora più ampie se Bulgaria, Romania e Moldavia non avessero deciso di rientrare. Alle polemiche si è aggiunta la campagna No Music for Genocide: oltre 1.100 artisti, tra cui Macklemore, Peter Gabriel e i Massive Attack, hanno firmato una lettera aperta contro la partecipazione di Israele.

Le piccole bare della protesta Pro Pal

Una deposizione simbolica di piccole bare nella centralissima Schwedenplatz: in una Vienna blindata da un massiccio dispositivo di sicurezza, è la protesta scelta dagli attivisti Pro Pal nel giorno della prima semifinale della 70esima edizione dell'Eurovision Song Contest, che vede sul palco della Wiener Stadhalle anche Israele, al centro del più vasto boicottaggio politico nella storia del concorso. Durante il presidio i manifestanti hanno deposto simbolicamente piccole bare con fotografie di bambini morti nella guerra di Gaza seguita all'attacco di Hamas contro Israele. "A dispetto di diverse sentenze e dei pareri di Amnesty International, Onu e Medici Senza Frontiere, Israele continua il genocidio e l'occupazione illegale della Palestina con una brutalità ininterrotta", hanno dichiarato gli organizzatori della protesta. Gli attivisti hanno inoltre criticato il fatto che "Israele, nonostante i suoi crimini, abbia la possibilità di presentarsi questa settimana a Vienna come una nazione democratica, pacifica e arcobaleno".

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