Look stravaganti, effetti speciali: le prove dell’Eurovision. Lo scivolone della sposa di Da Vinci
dalla nostra inviata Silvia FumarolaVIENNA – Controlli come per imbarcarsi in aeroporto, metal detector, niente zaini e borse alle prove: la Wiener Stadthalle che ospita l’Eurovision song contest è un fortino blindato. Il timore delle proteste anti Israele hanno il loro peso. Islanda, Irlanda, Olanda, Slovenia e Spagna hanno deciso di boicottare l'evento. A una finestra, proprio di fronte al grande palazzo che a Vienna ospita eventi e concerti, è esposta una bandiera palestinese.
Ma qui la gigantesca macchina dell’Ebu lavora da mesi, e si va in scena. Stasera c’è la prima semifinale, in onda su Rai 2, conduzione italiana di Gabriele Corsi (che tiene il video diario From Vienna with Song and Love, in cui raccoglie pillole quotidiane e curiosità, disponibile sugli account Rai corporate, @raiufficiale), con Elettra Lamborghini. …
VIENNA – Controlli come per imbarcarsi in aeroporto, metal detector, niente zaini e borse alle prove: la Wiener Stadthalle che ospita l’Eurovision song contest è un fortino blindato. Il timore delle proteste anti Israele hanno il loro peso. Islanda, Irlanda, Olanda, Slovenia e Spagna hanno deciso di boicottare l'evento. A una finestra, proprio di fronte al grande palazzo che a Vienna ospita eventi e concerti, è esposta una bandiera palestinese.
Ma qui la gigantesca macchina dell’Ebu lavora da mesi, e si va in scena. Stasera c’è la prima semifinale, in onda su Rai 2, conduzione italiana di Gabriele Corsi (che tiene il video diario From Vienna with Song and Love, in cui raccoglie pillole quotidiane e curiosità, disponibile sugli account Rai corporate, @raiufficiale), con Elettra Lamborghini. L’altra semifinale sarà giovedì 14 e la finale sabato 16 maggio su Rai1.
Edizione numero 70, il kolossal vedrà protagonista, per l’Italia, il vincitore del Festival di Sanremo Sal Da Vinci con Per sempre sì. E’ l’uomo del giorno, adottato dagli altri artisti, osannato. Cantano tutti la sua canzone. Alle prove è accolto dagli applausi, grande sorpresa per la sottogonna dell’abito da sposa della ballerina Francesca Tocca, che lo accompagna. Nel momento clou scivola. Ma l’entusiasmo è alle stelle, perché nel quadro, il pavimento diventa mare, Sal è lì che canta, di bianco vestito, l’amore eterno, mentre il ballerino sposo entra in scena a petto nudo, danza e viene agghindato davanti allo specchio.
Tra lingue di fuoco, confessionali che bruciano, abiti che neanche un sarto ubriaco potrebbe immaginare, Eurovision si conferma lo show musicale più folle, kitsch, divertente ma anche pieno di nostalgia. La serata si apre con il racconto costruito intorno alla vita di Toni, protagonista dagli anni Cinquanta a oggi. Sorpresa, nelle immagini in bianco e nero, che celebrano i cantanti – vincitori e non - ci sono anche Domenico Modugno (che nel 1958 si classificò terzo con Nel blu dipinto di blu) e Gigliola Cinquetti (vincitrice di Eurovision nel 1964 con Non ho l’età). Maneskin non pervenuti.
Eurovision, Sal Da Vinci apre la festa sul tappeto turchese di Vienna
E poi si parte, i conduttori sono Victoria Swarovski, ereditiera popstar dei cristalli, scintillante sirena in abito rosso, e Michael Ostrowski. Lei, 32 anni, cantante, conduttrice (Let’s dance), imprenditrice, si regalò un matrimonio da principessa delle favole a Trieste, nella cattedrale di San Giusto, con l’immobiliarista Werner Mürz. Disse sì portando con disinvoltura un abito da un milione di dollari, una scultura di pizzo che pesava, pare, più di quaranta chili, interamente tempestato di pietre luccicanti. Era il 2017, ma neanche la mise da Barbie sposa assicura l’happy end: si sono separati nel 2023.
Palco super tecnologico e tradizione, di effetto, ispirati ai caffè viennesi, i salottini sullo sfondo che ospiteranno le delegazioni durante il voto. Il mega show si apre con settanta coristi (uno per ogni anno dell’evento), vestiti con tutte le nuance dell’azzurro e del blu, non a caso cantano L'amour est bleu, brano simbolo dell'edizione 1967, ospitata a Vienna. Sul palco torna Vicky Leandros, che si classificò quarta con quella canzone 59 anni fa, e poi vinse nel 1972 con Après toi. L’inizio è sobrio, ma apre le danze la Moldavia con Satoshi e il brano Viva, Moldova!. Si salvi chi può, un delirio divertente che fa il verso ai gruppi hip hop. Quando è il turno di Israele, con Noam Bettan che canta Michelle in francese, gli agenti del Mossad con l’auricolare lo seguono passo passo intorno al palco, quando incede sulla passerella fino al termine dell’esibizione.
La Grecia è ultrapop: Akylas, vestito (forse) da tigre, con orecchie e stivali arancioni, sale pure sul monopattino mentre sul maxischermo è protagonista di un videogioco. C’è l’ironia e c’è chi va dritto al punto: la Germania scommette sul sexy con Sarah Engels e le sue ballerine che, tra un taglio e l’altro, in tutto avranno trenta centimetri di stoffa a coprirle. I danzatori che accompagnano Alicja per la Polonia, agili come gatti, sembrano felici di rischiare l’osso del collo su un piano inclinato (dimenticate la sfida di Stasera tutto è possibile).
Qui lo famo strano, stranissimo, tra sabba, dense nuvole di fumo, pertiche, fiamme minacciose e regine delle nevi. Si rifiata con il Portogallo: i Bandidos do cante sono un quintetto romanticone che indossa innocui giubbotti beige da gita al parco, e propone, senza nessun effetto speciale, una canzone d’amore, Rosa. “Questo è il giardino delle mie rose, tu sei la più bella cresciuta qui”. Sì, si va sul classico, che è una garanzia, come il nero. Dona a tutte e sfina.