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Finale Eurovision: dall’uomo gatto al re dei piacioni, promossi e bocciati

(reuters)
Le pagelle delle esibizioni degli artisti in gara, dai migliori ai peggiori
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Vienna – Grand final dell’Eurovision song contest dalla Wiener Stadhalle di Vienna, ecco le nostre pagelle.

Top 5 promossi

Satoshi (Moldavia)

(afp)

Ispira simpatia mentre canta il suo inno di indipendenza Viva Moldova! scatenato come un ballerino di hip hop, e il palco si colora, diventa una pista da skateboard. Grida: “Moldova, aloha”, “Adio, vida loca”, “Soroca, Europa”, “Saluti a tutti-Moldova is on duty”. So’ ragazzi.

7 per l’entusiasmo


Monroe (Francia)

Il costumista deve essere andato in confusione: non si sa se Monroe, di bianco vestita, indossi un abito sposa tutto incluso, compresi i pantaloni e la cravatta. Però la più giovane cantante di Eurovision, 17 anni, ha una gran voce e con gli acuti di Regarde! sveglia i distratti.

7


Akylas (Grecia)

L’uomo gatto Garfield, orecchie e doposci di peluche arancioni, fa il suo show, divertente e un po’ folle. Sfreccia anche in monopattino, finisce in un videogioco. Con Ferto (in italiano “Portamelo”), canta – spensierato - la crisi economica e la voglia di riscatto.

6


Jonas Lovv (Norvegia)

Ya Ya Ya , in salopette nera gioca a fare Freddie Mercury e con il suo rock anni 60, lascia il segno. L’Ebu aveva giudicato la sua esibizione un po’ troppo sexy, canta che “è un animale e non ha self control”. Ma ha l’aria di divertirsi un sacco, e anche il pubblico.

6 che diventa 7


Sal Da Vinci (Italia)

E poi c’è il decano. Va bene, la performance fa un po’ sceneggiata, gli amici vestono il futuro marito davanti allo specchio, la promessa sposa svela il tricolore sotto l’abito candido. Ma Sal è Sal, fiero e convinto: Per sempre sì è davvero per sempre. Viene da dire, beato lui.

10 sfacciato


Top 5 bocciati

Aidan (Malta)

(afp)

Il più piacione della comitiva, smielato con l’occhio furbetto, tutto vestito di pelle con una messa in piega discutibile, canta Bella. Potrebbe essere l’inno dei falò sulla spiaggia, perfetto come colonna sonora di Temptation island. Ma non ci caschiamo.

5


Antigoni (Cipro)

Si sente Shakira, chi siamo noi per dirle che non le somiglia? Però la capellona Antigoni con Jalla si scatena come se non ci fosse un domani, è chiaro, non vorrebbe più lasciare il palco. Fuochi ovunque, si potrà fare Eurovision senza?

5


Dara (Bulgaria)

(afp)

Shorts di pelle nera, scatenata senza un perché, con Bangaranga - che significa “tumulto” - andrebbe avanti per ore. Diventerà un tormentone, ma le orecchie invocano “pietà”. Con il suo pop trash, Dara esorta a perdere il controllo. E lei lo perde. Noi meno.

5


Alexandra Căpitănescu (Romania)

Il grido è Choke me, ovvero “soffocami”, “strangolami”. Ok, è legata ai chitarristi con cavi luminosi, si sente un’eroina metal e dialoga con il suo amato rappresentato come un fantasma. L’effetto ghostbuster strega il pubblico. Questione di gusti.

4


Lion Ceccah (Lituania)

Deve essere rimasto colpito dai Rockets, se cinquanta anni dopo si presenta tutto argentato. Canta in lituano, spagnolo e inglese, mix di lingue e anche di stili, indeciso tra epica e elettronica. Con Sólo quiero más invita a sentirsi liberi. Lui si libererà del trucco?

4

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