Emma Stone e Austin Butler: “Eddington racconta la follia dei nostri tempi senza giudicarli”

Emma Stone e Austin Butler: “Eddington racconta la follia dei nostri tempi senza giudicarli”

I divi sono protagonisti del western politico di Ari Aster, alla Festa di Roma e in sala

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Emma Stone e Austin Butler, affiatati nella vita quanto inquietanti sullo schermo. I due divi sono nel cast del film Eddington di Ari Aster. Dopo aver sondato gli incubi familiari e le derive del lutto, l’autore di Hereditary, Midsommar, Beau ha paura, affronta l’America del presente: divisa, impaurita, ossessionata dalle proprie illusioni.

Il risultato è un film ambizioso e politico, un western mentale ambientato nel pieno della pandemia, in una cittadina immaginaria del New Mexico, specchio di un Paese che non riconosce più sé stesso. Il protagonista, Joe Cross (Joaquin Phoenix), è lo sceriffo di Eddington, uomo di legge che si ribella alle restrizioni sanitarie imposte dal sindaco Ted Garcia (Pedro Pascal). A casa lo attendono la moglie Louise (Emma Stone), ferita e impenetrabile, e la madre, divorata da teorie del complotto. Nella loro vita fa irruzione Vernon Jefferson Peak, un carismatico predicatore interpretato da Austin Butler, figura ambigua a metà tra profeta e manipolatore. Il film è in sala dal 17 ottobre (con I Wonder Pictures).

Che cosa avete provato vedendo il film, in concorso allo scorso Festival di Cannes, alla Festa di Roma?

Emma Stone: “È stata un’esperienza intensa. Era la prima volta che lo vedevamo sul grande schermo e mi ha davvero travolta. Conoscevo la sceneggiatura, ma Ari riesce a trasformare la materia in qualcosa di imprevisto, anche per noi che ci abbiamo lavorato".

Austin Butler: “Io ero emozionato e quasi spaventato. È un film che tocca nervi scoperti. Ma vedere il pubblico reagire, anche in modo contrastante, è il segno che ha colpito nel segno”.

Come vi siete preparati ai vostri personaggi?

Austin Butler: “Per me si è trattato di capire cosa spinge Vernon a credere. Che cosa lo ha ferito, cosa lo porta a cercare una verità alternativa. Poi ho cercato di abbandonare la costruzione e di vivere la relazione con Emma, che è diventata il cuore del film”.

Emma Stone: "Louise parla poco, ma dentro di lei c’è un uragano. È stato affascinante interpretare qualcuno che trattiene, che vive nel silenzio. Tutto deve passare dallo sguardo o da un gesto. È stata una sfida bellissima per una chiacchierona come me”.

Il film è ambientato in un piccolo paese del New Mexico, ma sembra raccontare l’intera America.

Emma Stone: "Sì, credo che Ari abbia voluto creare una parabola. La cittadina è inventata, ma riflette un sentimento reale: quello di un Paese frammentato, dove non esiste più una verità condivisa”.

Austin Butler: “Lui conosce molto bene quei luoghi, ci è cresciuto. Ogni personaggio rappresenta un pezzo delle sue paure e delle sue speranze. È un microcosmo che parla del mondo intero".

È un film inevitabilmente politico.

Emma Stone: “Sì ma non è un film di parte. È un film che osserva la follia collettiva, senza giudicare. Oggi basta una parola per essere incasellati, ma Aster non offre risposte: pone domande”.

Austin Butler: “Sì, e lo fa con coraggio. Oggi la paura di essere fraintesi blocca molti artisti. Ma, come dice sempre Ari, non puoi smettere di dire quello che senti solo per paura del titolo di un giornale”.

Nel film si parla di fede, di bisogno di credere. Quanto vi riguarda?

Emma Stone: “Penso che la fede – religiosa o laica – sia parte dell’essere umano. È il desiderio di sperare. Mio marito cita spesso la ‘la fallacia dei costi perduti’: quando hai investito così tanto in qualcosa da non riuscire più a lasciarla andare. Credo che oggi molti vivano così, restando aggrappati a qualcosa anche quando si sgretola”.

Austin Butler: “Esatto. Vernon crede di poter salvare gli altri, ma in realtà cerca di salvare se stesso. È il paradosso della fede trasformata in fanatismo”.

Il film affronta anche la disintegrazione di una realtà condivisa. Vi riconoscete in questa idea?

Emma Stone: “Assolutamente sì. Ognuno vive nella propria versione del mondo. È come con i colori: come possiamo sapere che il mio viola è lo stesso viola che vede lei? Forse vediamo tutti cose diverse, e oggi questo è esploso su scala globale”.

Austin Butler: “Non sappiamo più distinguere il vero dal falso. E Eddington mostra proprio questo: quanto sia facile credere a ciò che ci rassicura, anche se non è reale”.

Che cosa sperate per l’America di oggi?

Emma Stone: “Spero che torni la capacità di ascoltare. È un momento spaventoso, ma credo ancora nella possibilità di ritrovarsi”.

Austin Butler: “Spero che la paura non vinca. Che l’empatia non venga vista come debolezza. Il film parla anche di questo: della necessità di rimanere umani”.

Dove tiene il suo Oscar, signora Stone?

Emma Stone: “Nell’armadio, accanto al trofeo della gara di spelling che vinsi in quarta elementare. Sono il mio doppio orgoglio”.

Austin Butler: “La miglior risposta dopo quella di Denzel Washington, che dice sempre: ‘Accanto all’altro’”.

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