Cannes, la “Mission” di Tom Cruise: “Non accetto no, sono imperfetto ma sfido ancora la vita”

Il divo si presenta alla masterclass del regista Christopher McQuarrie: “Sono qui per sostenere il cinema, con lo streaming rischia l’estinzione”

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CANNES – Oggi è il giorno del divo impossibile. Tre anni dopo Top Gun: Maverick Tom Cruise torna al Festival di Cannes per l’ultima, spettacolare, lunghissima missione: Mission: Impossible - Final Reckoning. Accolto dalle urla dei numerosi fan che riecheggiano sulla Croisette, l’attore, di prugna vestito, si è presentato all’incontro con i fotografi e poi ha fatto un’incursione all’incontro con la stampa dedicato Christopher McQuarrie, che firma il più grande film di Hollywood a sbarcare a Cannes quest’anno.


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Malgrado ufficialmente questo dovrebbe essere l’ultimo capitolo del franchise miliardario, Cruise non ha escluso del tutto ulteriori sviluppi, quando gli è stato chiesto del futuro di Mission: Impossible: “Preferisco che il pubblico lo veda e lo apprezzi. Ci siamo divertiti moltissimo a realizzarlo, è stato un vero spasso, e voglio solo che ve lo godiate”, ha insistito. “Godetevelo, e sappiate che tutto questo è il momento culmine di un percorso che ci ha portati fino a questo momento".

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La sua prima apparizione nella rassegna francese è stata nel 1992 è stata per la première di Cuori Ribelli di Ron Howard, al fianco di Nicole Kidman.Tre decenni dopo, nel 2022, l’attore è tornato con Top Gun: Maverick, dove non solo ha presentato il film ma ha anche ricevuto una Palma d’oro onoraria, sottolineando il suo impatto duraturo sul cinema. La première di Top Gun: Maverick ha incluso il sorvolo di aerei straordinariamente veloci, una parata che ha generato qualche protesta. Chissà se il 62enne Cruise avrà qualche spettacolare asso nella manica questa volta. Domenica scorsa è salito sul tetto del British Film Institute di Londra. Nelle sale italiane il film esce il 22 maggio.

Cruise è di certo l’attore più atteso sul tappeto rosso insieme a un cast stellare (Hayley Atwell, Ving Rhames, Simon Pegg), anche perché sarà l’unica apparizione del divo. Che, protagonista tre anni fa di un incontro con i cinefili, stavolta aveva annunciato che non avrebbe fatto alcun tipo di incontro, suscitando le proteste dei giornalisti internazionali che ne hanno chiesto conto al delegato generale Thierry Frémaux. La risposta è stata che a parlare della saga ci sarebbe stato il regista che ha firmato gli ultimi film, Christopher McQuarrie, protagonista di una lunga masterclass a cui si è presentato a sorpresa proprio Tom Cruise.

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“Questo nuovo film è un’impresa colossale”, ha dichiarato Cruise. “È la somma di tutto – e intendo davvero tutto – quello che io e McQ (Christopher McQuarrie, che ha diretto gli ultimi quattro capitoli) abbiamo imparato sulla narrazione realizzando questi film: The Final Reckoning è molto elegante, stratificato e incredibilmente epico. E siamo riusciti a ottenere ciò che abbiamo ottenuto solo grazie a tutto quello che abbiamo fatto nella serie fino ad ora”.

Dopo la scalata del Burj Khalifa in Protocollo Fantasma, il film in cui Cruise ha coinvolto McQuarrie come sceneggiatore per la prima volta, nel 2011 , a quando Cruise si aggrappa all’esterno di un aereo in volo in Rogue Nation, il primo Mission diretto da McQuarrie, fino al lancio da un aereo a 7.600 metri d’altezza in Fallout, hanno creato una successione di momenti cinematografici che non si vedevano dai tempi in cui Buster Keaton correva sul davanti di un treno in corsa in Come vinsi la guerra. E quello era il 1926. in Dead Reckoning Cruise si è lanciato da una scogliera in moto, diventa sempre più difficile superare sé stesso.

McQuarrie, cresciuto guardando film degli anni ’70 e pellicole ancora più antiche, ha raccontato di come Cruise non accetti mai un “no” come risposta, soprattutto quando si tratta di acrobazie spettacolari che verranno mostrate nel film. "Tom ha detto: “Voglio essere in assenza di gravità tra le ali dell’aereo”, ha raccontato McQuarrie, mentre Cruise rideva accanto a lui. “E le persone che fanno questo di mestiere, parte di una tradizione decennale, hanno risposto: “No, non puoi farlo”. E Tom ha detto: “Grazie per il vostro tempo”. E siamo andati da qualcun altro».

Cruise ha ammesso di non sopportare la parola “no”.”Non devi chiedere il permesso. Fallo. Non aspettare che tutto sia perfetto, perché non lo sarà mai. I film non sono perfetti. Le persone non lo sono. La vita non lo è”, ha detto. “Ma se vuoi provarci, è meglio farlo e basta”.

Dead Reckoning si era concluso all’apice della suspence: appena sopravvissuti al deragliamento di un enorme treno precipitato da un ponte, Ethan e i membri della squadra IMF – Luther (Ving Rhames), Benji (Simon Pegg), e Grace (Hayley Atwell), una nuova recluta convertita alla causa – si trovano davanti a un futuro incerto. Braccati dagli agenti Briggs e Degas (Shea Whigham e Greg Tarzan Davis), in lotta contro Gabriel (Esai Morales) e costretti a chiedere l’aiuto di un’ex nemica, Paris (Pom Klementieff), Ethan e la sua squadra si giocano il tutto per tutto per recuperare l’unica arma in grado di sconfiggere The Entity: nascosta sotto la calotta polare, sul fondo del Mare di Bering, nel relitto di un sottomarino russo affondato, il Sevastopol.

La vera missione di Tom Cruise e anche il motivo per cui sta girando il mondo in lungo e in largo – è stato in Giappone, Corea e Londra, (a proposito, il suo è uno dei film “accusati” da Trump in quanto girati in ogni angolo del mondo, sottraendo risorse sul suolo americano) è la partita con il boxoffice. “Non sono qui per sostenere lo streaming, perché sono un convinto sostenitore dell’esperienza sul grande schermo” ha detto Cruise."Credo che ciò che rende speciale il cinema sia il fatto che centinaia di sconosciuti si ritrovino insieme in una sala per guardare qualcosa e vivere un’esperienza comune. Lo streaming rischia di portare tutto questo all’estinzione”.

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