CANNES – Gong Li e Jane Fonda, l’oriente e l’occidente, danno il via alla settantanovesima edizione del festival di Cannes, che prosegue fino al 23 maggio. Nella serata inaugurale, condotta dalla comica francese Eye Haïdara, è stata assegnata la Palma d’oro alla carriera al regista del Signore degli anelli Peter Jackson dalle mani del suo Frodo Eljiah Wood.
Il film dell’inaugurazione è la commedia francese Venus electrique, la Venere elettrica, storia d’amore, di equivoci e di inganni nella Francia degli anni Venti tra pittori, freaks e galleristi. Nel film di Pierre Salvadori: Gilles Lellouche e Anaïs Demoustier. Nel primo giorno di festival i temi internazionali, il genocidio a Gaza, e la minaccia dell’intelligenza artificiale, hanno fatto capolino nell’incontro con la stampa della giuria. Lo sceneggiatore scozzese Paul Laverty, sodale per dieci film di Ken Loach, si è scagliato contro Hollywood per aver messo in una lista nera Susan Sarandon, Javier Bardem e Mark Ruffalo.
Gong Li e Jane Fonda inaugurano la settantanovesima edizione del festival in cinese e francese
Gong Li e Jane Fonda aprono insieme la settantanovesima edizione del festival. “Jane viene dall’occidente e io vengo dell’oriente e siamo qui insieme nella magia del festival. Sono sempre stata onorata di rappresentare il cinema cinese, il cinema parla di quello che condividiamo: le emozioni. Il cinema ci permette di creare legami”. “Questo potere ci unisce stasera – prosegue Jane Fonda – Io credo in questo potere. il potere delle persone nella strada, soprattutto oggi. Il cinema è un atto di resistenza attraverso le storie che offre, dà empatia a chi è marginalizzato e ci fa credere che un altro futuro è possibile. Questo festival conta perché ha il coraggio di celebrare l’audacia dell’atto della creazione”. Poi Gong Li dice in cinese: “Dichiaro il festival di Cannes aperto” e Jane Fonda lo ripete in francese. Il festival di Cannes è partito.
Standing ovation per Peter Jackson: “Cannes conta molto per me”. E sul palco si canta “Get Back”
Peter Jackson nel ricevere il premio: “Grazie al festival di Cannes per questo premio inaspettato e miracoloso. Sono venuto solo due volte qui al festival, ma sono sempre state occasioni importanti, volte per la mia carriera. Quando ho fatto il mio primo film, Bad taste e l’ho portato al Marché, è stato uno choc culturale e poi sono venuto per mostrare 23 minuti de il Signore degli anelli 25 anni fa. Era un periodo strano, stavamo in un castello qui vicino, mostrare qui il film ha cambiato la percezione del film. Cannes per me è legato a bei ricordi, grazie a tutti”. Alla premiazione, con tanto di standing ovation, è seguito un momento musicale con Get back suonata dal vivo da un duo femminile, chitarra e voce,con Jackson che canticchia con loro: “Get back”. Peter Jackson è tornato.
Elijah Wood: “Peter mi ha cambiato la vita. E ha cambiato la cultura del cinema”
Elijah Wood premia l'amico e collega Peter Jackson. “Quando ho incontrato Peter un progetto ambizioso qualche lavoro fatto con gli amici nei boschi più tardi mi hanno detto che sarei andato a recitare Frodo e ho capito che nella mia vita ci sarebbe stato un prima e un dopo. Cresciuto in un paese dove non esisteva una industria produzione ma con la sua macchina da presa faceva cinema nella cucina della mamma con questo tocco artigianale ha proseguito una incredibile carriera. Il mondo lo ha scoperto e ha cominciato a vederlo, un regista che nello stesso piano sapeva catturare la tenerezza e l'orrore. Ricordo l'ambiente elettrico che c'era in sala quando si mostravano le prime proiezioni del Signore degli anelli. Ha preso decisioni impossibili tutti i giorni con grande calma, con in testa l'architettura di quei tre film. La tecnologia non significava niente se non c'era umanità, Peter ne era certo. Quello che Peter ha contribuito a fare aiutato una nuova cultura cinematografica dall'altra parte del mondo, non era qualcosa di impossibile”.
Eye Haïdara tra ironia e impegno: “A quelli che cercano di resistere”
L’attrice e comica francese Eye Haïdara comincia cantando e poi si rivolge "a tutti quelli che cercano di resistere, qui e altrove, buona sera! Pare che nell'angoscia si prenda coscienza della propria libertà. Ho una miscela di paura e gioia in questo luogo che ci continua a unire è questo il cinema che rompe il muro dell'indifferenza”. Poi prosegue con una violinista che in scena sottolinea i momenti drammatici del suo racconto. Cita Godard “non si fa un film per essere prudenti, ma vorrei rendere omaggio a chi filma quello che altri ignorano e ricordano che la vita è preziosa. Ridere è una forma di coraggio che si sottovaluta troppo spesso. Al cinema ho visto mia madre piangere e ridere fino alle lacrime. Poi evoca Fellini "Marcello come here", e Taxi driver: "Are you talking to me?". Canta col pubblico e infine: “Non c'è niente di meglio che due ore di nero per guardare noi e gli altri nell'oscurità del cinema”. Il suo intervento si chiude con un omaggio a Nathalie Baye.
Ecco la giuria: da Demi Moore a Stellan Skarsgard
La giuria guidata dal regista sudcoreano Park Chan Wook ha fatto il suo ingresso: Demi Moore, Chloé Zhao e Stellan Skarsgard. Oltre a loro a scegliere il Palmares l'attrice irlandese-etiope Ruth Negga, la regista e sceneggiatrice belga Laura Wandel, il regista e sceneggiatore cileno Diego Céspedes, l'attore ivoriano-statunitense Isaach De Bankolé e lo sceneggiatore scozzese.
La prima Montée des marches con Joan Collins e Jane Fonda
La prima Montée des marches ospita i talenti della serata ma anche gli ospiti tra mise discutibili per lasciare il segno e abiti di grande eleganza. Ci sono due divi traghettate dalla tv anni Settanta e Ottanta, come Joan Collins e Jane Fonda.
Guillermo Del Toro: “Oggi anche una fottuta app può fare un film. Opponiamoci a ciò”
Non possiamo "cambiare la storia. Ma possiamo cambiare un po’ le cose. Purtroppo viviamo in tempi che rendono questo film più attuale che mai, perché ci dicono che è inutile resistere, che l'arte si può fare con una fottuta app e che ci troviamo di fronte a cose formidabili. Ma io la penso come Ofelia, la protagonista della storia: dovremmo riuscire a lasciare un segno, contrapponendo quello in cui crediamo noi a quello in cui credono loro, la nostra forza alla loro forza". Ha detto il regista due volte premio Oscar Guillermo del Toro, accolto in un sala Debussy piena da ripetute ovazioni alla prima proiezione ufficiale della 79/a edizione del Festival di Cannes (12 - 23 maggio), per l'apertura di Cannes Classics, con la versione restaurata in 4k de Il labirinto del fauno, presentato sulla Croisette 20 anni fa, dove ottenne la standing ovation più lunga mai registrata al festival, 23 minuti di applausi. "C'è ancora speranza: possiamo decidere di arrenderci all'amore o la paura mai mai cedere alla paura" ha sottolineato il regista messicano.
Paul Laverty (sceneggiatore di Ken Loach): “Sarandon, Bardem e Ruffalo nella lista nera di Hollywood per il loro impegno su Gaza”
Paul Laverty, lo storico sceneggiatore di Ken Loach qui due volte premiato con la Palma d’oro per Terra e libertà e Il vento che accarezza l'erba, alla fine della conferenza della giuria ha voluto prendere qualche minuto per ricordare: “Susan Sarandon, Javier Bardem e Mark Ruffalo che sono stati messi in una lista nera per aver espresso il loro dissenso contro l'uccisione di donne e bambini a
Gaza. Vergogna a chi, a Hollywood, contribuisce a questo clima. La mia totale solidarietà va a loro: sono i migliori tra noi". Lo sceneggiatore scozzese all’inizio dell’incontro aveva anche espresso la sua gioia di essere al festival “in questi tempi cupi che stiamo vivendo. Shakespeare nell’Amleto parla di violenza sistematica ed è quello che sta accadendo con il genocidio di Gaza. Partecipare a un festival – che è una celebrazione della diversità, dell'immaginazione, della tenerezza – quando c'è una violenza così volgare, crudele e sistematica? Dove ci saranno contraddizioni, sfumature, bellezza e ispirazione, mi ha colpito profondamente”. Laverty, quando si è parlato dell’intelligenza artificiale, aveva anche detto parole forti nei confronti dei signori delle grandi multinazionali “cui non interessa l’essere umano, sono convinti che tutti li seguiranno ma non possiamo permettere a questi miliardari di decidere delle nostre vite, dei nostri figli, del nostro lavoro”.
La Palma d’oro alla carriera a Peter Jackson dalle mani del suo Frodo, Elijah Wood
La Palma d’oro alla carriera per la regia quest’anno è assegnata a Peter Jackson che qui a Cannes vide il debutto della sua saga da 17 Oscar, Il signore degli anelli. Il regista neozelandese verrà premiato dalle mani del suo Frodo, Elijah Wood. Dopo aver firmato cinque anni fa il bel documentario sui Beatles Get Back ora Jackson è impegnato nella produzione di The Hunt for Gollum, tratto dalle opere di J.R.R. Tolkien. Alla regia Andy Serkis, che tornerà anche a incarnare Gollum.