Sanremo 2025, abbiamo ascoltato le canzoni in anteprima: le nostre pagelle
di Andrea SilenziTanto amore, spesso raccontato nella fase post con tutto le conseguenze del caso: rimpianto, immagini, confessioni. E poi, in ordine molto sparso, temi più “adulti” come la paternità, la difficoltà di diventare genitori dei proprio genitori, un pizzico di satira politica e sociale, qualche grido di dolore sociale. Le canzoni di Sanremo 2025 non regalano particolari sorprese: anche i protagonisti più controversi difficilmente faranno scandalo con i loro testi. In molti hanno scelto di restare nella loro comfort zone, mentre colpisce (come ammesso anche dal direttore artistico Carlo Conti) la quasi totale assenza di rap e di rock.
Francesco Gabbani
Viva la vita
Voto: 6
Stavolta l’uomo della scimmia nuda procede senza gli azzardi ritmici e verbali a cui ci aveva abituato. Un pezzo clas…
Tanto amore, spesso raccontato nella fase post con tutto le conseguenze del caso: rimpianto, immagini, confessioni. E poi, in ordine molto sparso, temi più “adulti” come la paternità, la difficoltà di diventare genitori dei proprio genitori, un pizzico di satira politica e sociale, qualche grido di dolore sociale. Le canzoni di Sanremo 2025 non regalano particolari sorprese: anche i protagonisti più controversi difficilmente faranno scandalo con i loro testi. In molti hanno scelto di restare nella loro comfort zone, mentre colpisce (come ammesso anche dal direttore artistico Carlo Conti) la quasi totale assenza di rap e di rock.
Francesco Gabbani
Viva la vita
Voto: 6
Stavolta l’uomo della scimmia nuda procede senza gli azzardi ritmici e verbali a cui ci aveva abituato. Un pezzo classico, melodico, una riflessione al grido di “La vita è solo un attimo”. Esistenziale.
Clara
Febbre
Voto: 6.5
Lo stile è decisamente urban, declinato a ritmi alti, a metà strada tra Annalisa e Madame: “Tutti fanno bling bling io nemmeno mi piaccio”. Riflessivo.
Willie Peyote
Grazie ma no grazie
Voto: 7.5
Sudamerica, molta ironia e pizzicate politiche. Le parole partono a raffica, come in un rap Brazil style che potrebbe piacere a Daniele Silvestri. Coraggioso.
Noemi
Se t’innamori muori
Voto: 7
La presenza di Mahmood tra gli autori regala un punto di originalità a una canzone perfetta per l’artista romana. Tormento e pathos, con una melodia spinta che commuove. Sentimentale.
Lucio Corsi
Volevo essere un duro
Voto: 7
Il cantautore (per fortuna) fuori dal tempo racconta lo smarrimento di un trentenne in un mondo spietato. La canzone gira in modo tradizionale, ma il mondo di Corsi finisce sempre in un altrove. Originale.
Rkomi
Il ritmo delle cose
Voto: 6
Il paradigma dei sentimenti nel mondo 3.0. Tra droga, porno, soldi, il racconto dello smarrimento dell’oggi declinato con il pop dei nostri giorni. Attuale.
The Kolors
Tu con chi fai l’amore
Voto: 6.5
Una filastrocca a mille all’ora, un po’ anni 80. Tra gli autori ( e anche in voce) c’è Calcutta, ma il brano è un perfetto tormentone estivo: la citazione di Mykonos nel testo sembra un indizio. Solare.
Rocco Hunt
Mille vote ancora
Voto: 7.5
La faccia più solare di Geolier. Si trattano temi molto seri a tempo di rap: rap sì, ma a ritmi mediterranei e il racconto in dialetto di città sempre più dure. “Siamo anime buone in un mondo cattivo”. Realista.
Rose Villain
Fuorilegge
Voto: 6.5
La struttura del pezzo è simile a quella dello scorso anno: due canzoni in una con la melodia accompagnata dall’elettronica. “Partiamo domani Bonnie e Clyde coi sogni rubati”. Banditesca.
Brunori Sas
L’albero delle noci
Voto: 7
Il rappresentante primo della quota cantautorale si stacca dal suo stile classico modernizzandolo con un brano che cresce man mano. Meno amarezza rispetto al passato, uno sguardo su padri e figli e sui sentimenti della vita adulta. Maturo.
Serena Brancale
Anema e core
Voto: 6
Una sorta di cumbia molto mediterranea che sul palco dell’Ariston promette spettacolo. Un brano molto ritmato, probabilmente scenografico, in cui lo show potrebbe svolgere un ruolo decisivo. Coreografico.
Irama
Lentamente
Voto: 6
Si sente la mano di Blanco, qui in veste di autore. Un pezzo “alla Irama”, drammatico, con una voce parecchio effettata, con molto pathos e poca ritmica. Contemporaneo.
Marcella Bella
Pelle diamante
Voto: 5.5
Una rivendicazione di indipendenza, l’unico brano che parla di empowerment femminile. La ritmica è potente, il brano è moderno ma non particolarmente accattivante. Impegnata.
Achille Lauro
Incoscienti giovani
Voto: 7.5
Amore disperato parte seconda. Un sentimento pieno di malinconia, una storia da rimpiangere, con lo stile mai banale del cantante romano e un sax a sorpresa che porta lontano. Talentuoso.
Elodie
Dimenticarsi alle 7
Voto: 7
La travolgente artista romana si adegua al clima dell’Ariston con una canzone d’amore orchestratissima che accarezza lo stile urban. Un amore che finisce, con una vaga eco battistiana nel finale. Elegante.
Tony Effe
Damme ‘na mano
Voto: 6
La bomba che si trasforma in petardo (piccolo). Un racconto d’amore ambientato in una Roma sparita tra Califano, la mamma, la Roma e l’immagine di un uomo d’altri tempi. Zero trap e un po’ d’elettronica: il gangsta che diventa gentiluomo. Normalizzato.
Massimo Ranieri
Tra le mani un cuore
Voto: 6.5
Tra gli autori del brano ci sono Tiziano Ferro e Nek e il brano risulta molto moderno, con un sax a sparigliare l’andamento classico di questo festival. Una certezza sentimentale. Evergreen.
Sarah Toscano
Amarcord
Voto: 5
18 anni e non sentirli. La canzone è in stile Amici (viene da lì) con un ritmo incalzante. La voce tiene, il resto arriverà. Esordiente.
Coma_Cose
Cuoricini
Voto: 6.5
La ritmica pompa senza sosta, il riferimento è Donatella Rettore, tema: amori complicati, alienazione e soprattutto un ritornello assassino che rischia di martellarci la testa. Frase chiave: “Un divano e due telefoni è la tomba dell’amore”. Pulsanti.
Giorgia
La cura per me
Voto: 6.5
L’orchestra ama già la canzone, molto in linea con il Sanremo classic. La somma melodia + archi a profusione + la voce da fuoriclasse danno come risultato una possibile vittoria. Favorita.
Olly
Balorda nostalgia
Voto: 6.5
La nostalgia dell’amore raccontata da una voce inconfondibile e piena di pathos. Un pezzo sanremese ma con un colore molto personale. Piacerà a mamme e figli. Da tenere d’occhio per il podio. Sorpresa?
Olly a Repubblica, il duetto con Angelina e un tour sold out. "Salgo sul palco senza paura, ma a 23 anni sento quant'è difficile comunicare"
Simone Cristicchi
Quando sarai piccola
Voto: 8
Il tema è delicatissimo e doloroso: i figli che diventano genitori dei genitori. L’arrangiamento è leggero ma va in crescendo, l’artista romano commuove senza retorica: è il racconto dell’amore diverso ma davvero universale. Struggente.
Emis Killa
Demoni
Voto: 5
Altro presunto cattivo in versione più buona. Lo stile è contemporaneo, prima piano e poi forte, con una massiccia dose di autotune. L’amore nel 2025 secondo Emis Killa, con i baci che sanno di Fentanyl: “E sono fuori di me ma ancora fatto di te”. Chimico.
Fedez
Battito
Voto: 6
Una confessione a cuore aperta, quasi un grido di dolore a base di medicine, disagi e ammissioni di infelicità e di intervalli rap e un po’ di autotune. Personale.
Joan Thiele
Ecco
Voto: 7.5
Un inizio con una chitarra alla Tarantino, poi una canzone modernissima diversa da tutto. Una ballata rock che entra dentro con un incedere lento, implacabile. Ispirata.
Modà
Non ti dimentico
Voto: 6
Cronaca di un amore al tramonto raccontata in perfetto stile Modà. Cioè con l’enfasi di sempre ma con una citazione di Kandinskij che apre a una fantasia inedita, colorata. Classici.
Gaia
Chiamo io chiami tu
Voto: 5.5
Il post Sesso e samba. Su quella scia l’arrangiamento è decisamente esotico, ballabile e un po’ frenetico: “Per esempio a me piace la musica, stare nuda e nessuno che giudica”. Estiva.
Bresh
La tana del granchio
Voto: 6.5
Una canzone con una sua originalità: si parla ancora di amori complicati ma in modo riconoscibile. E c’è pure un omaggio alla sua Genova: “Se il mare è salato è perché un marinaio ci ha pianto sopra”. Sentimentale.
Francesca Michielin
Fango in paradiso
Voto: 6.5
C’è una melodia irregolare ad accompagnare un tema battuto come quello dell’amore distrutto. Si parla di rimpianto e quotidianità immalinconita, ma la costruzione del tutto ha una sua peculiarità. Originale.
Shablo feat. Guè, Joshua e Tormento
La mia parola
Voto: 6
Da un piccolo gotha del rap è nato un brano ballabile ma non troppo spinto, con il rap che scivola su un arrangiamento da street song. Nessuna provocazione, e questa è già una notizia. Collettivo.