"Bella stronza”, Fedez e Masini: quel testo inopportuno non è una bella idea
di Paolo Di PaoloROMA – Nel fermento pre-sanremese il listone della serata dei duetti offre dettagli assai ghiotti: scelte, accostamenti, sodalizi, rivisitazioni. In un paese di milioni di allenatori di calcio, anche il festival ha i suoi innumerevoli tecnici o direttori artistici in pectore. E va bene così. Ma fra chi finora si è concentrato sul duetto Fedez/Marco Masini – la canzone scelta è Bella stronza – ha prevalso chi si domanda se la dedica implicita o esplicita sarà per Chiara Ferragni. Qualcuno l’ha chiesto direttamente a Carlo Conti, e lui ha risposto che non lo sa e non gli interessa. Si narra che lo stesso Masini fosse, sulle prime, un po’ perplesso e abbia avuto qualche esitazione. Poi, evidentemente, superata.
È passata in secondo piano, almeno finora – ed è…
ROMA – Nel fermento pre-sanremese il listone della serata dei duetti offre dettagli assai ghiotti: scelte, accostamenti, sodalizi, rivisitazioni. In un paese di milioni di allenatori di calcio, anche il festival ha i suoi innumerevoli tecnici o direttori artistici in pectore. E va bene così. Ma fra chi finora si è concentrato sul duetto Fedez/Marco Masini – la canzone scelta è Bella stronza – ha prevalso chi si domanda se la dedica implicita o esplicita sarà per Chiara Ferragni. Qualcuno l’ha chiesto direttamente a Carlo Conti, e lui ha risposto che non lo sa e non gli interessa. Si narra che lo stesso Masini fosse, sulle prime, un po’ perplesso e abbia avuto qualche esitazione. Poi, evidentemente, superata.
È passata in secondo piano, almeno finora – ed è quantomeno curioso, nell’era dell’ipersuscettibilità e del tutti contro Tony Effe – la posta in gioco offerta dalla canzone in sé. Quella canzone. Anno 1995: compie trent’anni proprio in questo mese di gennaio. Prima traccia del disco Il cielo della vergine, firmata con Giancarlo Bigazzi. Videoclip reso quasi cringe dal tempo e parole forti che già all’epoca destarono qualche polemica. Parolacce? Sì, ma d’amore, si schermiva allora Masini. Il cantautore che aveva già osato con Vaffanculo nel ’93, legittimamente, non si scomponeva.
Il fatto è che, per quanto discutibili, le lenti del presente applicate al testo di Bella stronza lo rendono, al netto della dedica all’ex moglie di Fedez, piuttosto imbarazzante. Voglio dire: ci si è accaniti sui testi misogini di Tony Effe (che sul palco dell’Ariston pare porterà invece una ballata tenue, malinconica e inoffensiva) e passa liscio e indenne sotto i nostri nasi un giro di versi che dice “Mi verrebbe di strapparti / quei vestiti da puttana / e tenerti a gambe aperte / finché viene domattina”? Non si tratta di crocifiggere Masini/Bigazzi o processarli a posteriori, però temo faccia un effetto vagamente surreale sentire pronunciare il prossimo 14 febbraio – per coincidenza, giorno melenso di San Valentino – parole che dicono: “Ma se Dio ti ha fatto bella / più del sole e della luna / esci dai tuoi pantaloni, mi accontento / come un cane degli avanzi”. C’è di peggio: “Bella stronza / che hai chiamato la volante quella notte / e volevi farmi mettere in manette / solo perché avevo perso la pazienza”. Aiuto! Confesso che non ricordavo.
Nei giorni delle polemiche su Tony Effe al concerto di capodanno romano, parecchi colleghi e altrettante colleghe si schierarono in difesa del rapper. Riassunto rozzo: assoluzione per non aver commesso che un gesto di natura artistica. Non si giudicano le canzoni (i libri, i film…); la realtà è una cosa l’arte un’altra, eccetera. Giusto. Ma esiste un criterio di opportunità che può apparire ipocrita e magari in parte lo è. E che avrebbe potuto suggerire – per evitare tempeste evitabili – a Rai e direzione artistica, se non alla saggezza di Fedez e di Masini, quanto fosse sconveniente riesumare quella canzone su quel palco. “Volevi farmi mettere in manette / solo perché avevo perso la pazienza”. “Mi verrebbe di strapparti / quei vestiti da puttana / e tenerti a gambe aperte / finché viene domattina”. Siamo sicuri che sia stata una bella idea?