Niente rap, niente rock, pochi azzardi. Il Sanremo 2025 sembra all’insegna della canzone sentimentale, anche se declinata in una versione più contemporanea. Tanti amori finiti, tanti rimpianti, molti artisti giurano di non aver pensato i loro brani per il palco dell’Ariston, ma l’effetto finale è comunque quello di una gara improntata su un tema universale e che non passa mai di moda come l’amore. A spezzare questa liturgia, alcune eccezioni. Cristicchi parla di un tema delicatissimo come la malattia dei genitori e l’inversione dei ruoli con i figli, Brunori Sas ragiona sulla paternità, Willie Peyote sparge battute riferite alla politica e alla cronaca, Marcella Bella canta (unica) un testo sull’empowerment femminile. Tutto il resto è amore, felice o disperato.
Elodie
Dimenticarsi alle 7
La travolgente artista romana si adegua al clima dell’Ariston con una canzone d’amore orchestratissima che accarezza lo stile urban. Un amore che finisce, con una vaga eco battistiana nel finale. Elegante. Voto: 7
Tony Effe
Damme ‘na mano
La bomba che si trasforma in petardo (piccolo). Un racconto d’amore ambientato in una Roma sparita tra Califano, la mamma, la Roma e l’immagine di un uomo d’altri tempi. Zero trap e un po’ d’elettronica: il gangsta che diventa gentiluomo. Normalizzato. Voto: 6
Massimo Ranieri
Tra le mani un cuore
Tra gli autori del brano ci sono Tiziano Ferro e Nek e il brano risulta molto moderno, con un sax a sparigliare l’andamento classico di questo festival. Una certezza sentimentale. Evergreen. Voto: 6.5
Sarah Toscano
Amarcord
18 anni e non sentirli. La canzone è in stile Amici (viene da lì) con un ritmo incalzante. La voce tiene, il resto arriverà. Esordiente. Voto: 5
Coma_Cose
Cuoricini
La ritmica pompa senza sosta, il riferimento è Donatella Rettore, tema: amori complicati, alienazione e soprattutto un ritornello assassino che rischia di martellarci la testa. Frase chiave: “Un divano e due telefoni è la tomba dell’amore”. Pulsanti. Voto: 6.5
Giorgia
La cura per me
L’orchestra ama già la canzone, molto in linea con il Sanremo classic. La somma melodia + archi a profusione + la voce da fuoriclasse danno come risultato una possibile vittoria. Favorita. Voto: 6.5
Olly
Balorda nostalgia
La nostalgia dell’amore raccontata da una voce inconfondibile e piena di pathos. Un pezzo sanremese ma con un colore molto personale. Piacerà a mamme e figli. Da tenere d’occhio per il podio. Sorpresa? Voto: 6.5
Simone Cristicchi
Quando sarai piccola
Il tema è delicatissimo e doloroso: i figli che diventano genitori dei genitori. L’arrangiamento è leggero ma va in crescendo, l’artista romano commuove senza retorica: è il racconto dell’amore diverso ma davvero universale. Struggente. Voto: 8
Fedez
Battito
Una confessione a cuore aperta, quasi un grido di dolore a base di medicine, disagi e ammissioni di infelicità e di intervalli rap e un po’ di autotune. Personale. Voto: 6
Joan Thiele
Ecco
Un inizio con una chitarra alla Tarantino, poi una canzone modernissima diversa da tutto. Una ballata rock che entra dentro con un incedere lento, implacabile. Ispirata. Voto: 7.5
Modà
Non ti dimentico
Cronaca di un amore al tramonto raccontata in perfetto stile Modà. Cioè con l’enfasi di sempre ma con una citazione di Kandinskij che apre a una fantasia inedita, colorata. Classici. Voto: 6
Gaia
Chiamo io chiami tu
Il post Sesso e samba. Su quella scia l’arrangiamento è decisamente esotico, ballabile e un po’ frenetico: “Per esempio a me piace la musica, stare nuda e nessuno che giudica”. Estiva. Voto: 5.5
Bresh
La tana del granchio
Una canzone con una sua originalità: si parla ancora di amori complicati ma in modo riconoscibile. E c’è pure un omaggio alla sua Genova: “Se il mare è salato è perché un marinaio ci ha pianto sopra”. Sentimentale. Voto: 6.5
Francesca Michielin
Fango in paradiso
C’è una melodia irregolare ad accompagnare un tema battuto come quello dell’amore distrutto. Si parla di rimpianto e quotidianità immalinconita, ma la costruzione del tutto ha una sua peculiarità. Originale. Voto: 6.5
Shablo feat. Guè, Joshua e Tormento
La mia parola
Da un piccolo gotha del rap è nato un brano ballabile ma non troppo spinto, con il rap che scivola su un arrangiamento da street song. Nessuna provocazione, e questa è già una notizia. Collettivo. Voto: 6
Francesco Gabbani
Viva la vita
Stavolta l’uomo della scimmia nuda procede senza gli azzardi ritmici e verbali a cui ci aveva abituato. Un pezzo classico, melodico, una riflessione al grido di “La vita è solo un attimo”. Esistenziale. Voto: 6
Clara
Febbre
Lo stile è decisamente urban, declinato a ritmi alti, a metà strada tra Annalisa e Madame: “Tutti fanno bling bling io nemmeno mi piaccio”. Riflessivo. Voto: 6.5
Willie Peyote
Grazie ma no grazie
Sudamerica, molta ironia e pizzicate politiche. Le parole partono a raffica, come in un rap Brazil style che potrebbe piacere a Daniele Silvestri. Coraggioso. Voto: 7.5
Noemi
Se t’innamori muori
La presenza di Mahmood tra gli autori regala un punto di originalità a una canzone perfetta per l’artista romana. Tormento e pathos, con una melodia spinta che commuove. Sentimentale. Voto: 7
Lucio Corsi
Volevo essere un duro
Il cantautore (per fortuna) fuori dal tempo racconta lo smarrimento di un trentenne in un mondo spietato. La canzone gira in modo tradizionale, ma il mondo di Corsi finisce sempre in un altrove. Originale. Voto: 7
Rkomi
Il ritmo delle cose
Il paradigma dei sentimenti nel mondo 3.0. Tra droga, porno, soldi, il racconto dello smarrimento dell’oggi declinato con il pop dei nostri giorni. Attuale. Voto: 6
The Kolors
Tu con chi fai l’amore
Una filastrocca a mille all’ora, un po’ anni 80. Tra gli autori ( e anche in voce) c’è Calcutta, ma il brano è un perfetto tormentone estivo: la citazione di Mykonos nel testo sembra un indizio. Solare. Voto: 6.5
Rocco Hunt
Mille vote ancora
La faccia più solare di Geolier. Si trattano temi molto seri a tempo di rap: rap sì, ma a ritmi mediterranei e il racconto in dialetto di città sempre più dure. “Siamo anime buone in un mondo cattivo”. Realista. Voto: 7.5
Rose Villain
Fuorilegge
La struttura del pezzo è simile a quella dello scorso anno: due canzoni in una con la melodia accompagnata dall’elettronica. “Partiamo domani Bonnie e Clyde coi sogni rubati”. Banditesca. Voto: 6.5
Brunori Sas
L’albero delle noci
Il rappresentante primo della quota cantautorale si stacca dal suo stile classico modernizzandolo con un brano che cresce man mano. Meno amarezza rispetto al passato, uno sguardo su padri e figli e sui sentimenti della vita adulta. Maturo. Voto: 7
Serena Brancale
Anema e core
Una sorta di cumbia molto mediterranea che sul palco dell’Ariston promette spettacolo. Un brano molto ritmato, probabilmente scenografico, in cui lo show potrebbe svolgere un ruolo decisivo. Coreografico. Voto: 6
Irama
Lentamente
Si sente la mano di Blanco, qui in veste di autore. Un pezzo “alla Irama”, drammatico, con una voce parecchio effettata, con molto pathos e poca ritmica. Contemporaneo. Voto: 6
Marcella Bella
Pelle diamante
Una rivendicazione di indipendenza, l’unico brano che parla di empowerment femminile. La ritmica è potente, il brano è moderno ma non particolarmente accattivante. Impegnata. Voto: 5.5
Achille Lauro
Incoscienti giovani
Amore disperato parte seconda. Un sentimento pieno di malinconia, una storia da rimpiangere, con lo stile mai banale del cantante romano e un sax a sorpresa che porta lontano. Talentuoso. Voto: 7.5