Francesco Gabbani: “A Sanremo canto un’idea della vita. Dare senso alle cose, senza stupire”

Francesco Gabbani: “A Sanremo canto un’idea della vita. Dare senso alle cose, senza stupire”

Nel 2017 la vittoria con “Occidentali’s Karma”, oggi il ritorno in gara con una canzone “volutamente classica”. “Siamo troppo distratti dai luccichii, dimentichiamo di essere grati, di essere parte del tutto”

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Dopo la vittoria nel 2017 con Occidentali’s Karma (edizione condotta, peraltro, da Carlo Conti), Francesco Gabbani è considerato ormai un veterano del festival di Sanremo. Quest’anno arriva all’Ariston con Viva la vita, un brano piuttosto lontano dalla fantasiosa rappresentazione della canzone con cui trionfò otto anni fa, anche se il significato resta comunque profondo. Per la serata delle cover ha scelto di duettare con Francesco Tricarico sul brano più rappresentativo del suo collega e amico, Io sono Francesco.

La canzone sanremese è molto classica. È quasi spiazzante, visto che un autore come lei ci ha abituato alle sorprese.

“Il dato sorprendente è che volutamente classica. È venuta così, non l’ho studiata per Sanremo. Sono convinto che abbia il suo senso di esistere proprio in questa forma. Rispecchia la mia idea della vita. Nel vestito che le abbiamo dato c’è il senso stesso: non c’era la necessità di stupire, un significato profondo può essere veicolato anche in forma classica. Forse è il segno che sto invecchiando”.

Il testo è un invito a vivere meglio che si può, anche a costo di dire qualche bugia…

“Ho preso spunto da Un altro giro di giostra di Tiziano Terzani, scritto quando ha scoperto di essere a fine vita: in quella occasione andò a semplificare tutto. Il significato delle canzoni appartiene a chi la ascolta: questo brano propone un approccio di accettazione e di senso di gratitudine verso la vita, ma è anche una provocazione. Davanti alle domande supreme, la natura non dà risposte dirette, e l’umanità da secoli continua a cercare il senso. Oggi la ricerca è volta all’arrivismo sociale, all’avere, al materialismo, sovrastrutture che non danno risposte. “Sono vivo perché sono parte del tutto”: noi siamo distratti dai luccichii e ce lo dimentichiamo”.

Che aspettative ha da questo Sanremo?

"Vivermi un bel momento. La speranza è che questa canzone possa essere compresa anche nei suoi significati più profondi, e che la performance sia buona. Spero che arrivi tutta, che si capisca che dietro c’è una riflessione e non un qualunquista “fregatene”. D’altra parte Sanremo l’ho già vinto, non ho aspettative competitive”.

Come mai ha pensato a Tricarico per la serata delle cover?

“Stimo molto Francesco, lo conosco da tempo. Mi piace molto l’idea di far risentire Io sono Francesco in una dimensione come l’Ariston. Ospiterò un cantautore che non è a Sanremo, con una canzone sua che trovo di una profondità disarmante. Un’occasione per rivalutarla, perché credo abbia avuto un percorso simile per certi versi a Occidentali’s karma: quando è uscita, il significato vero non è stato colto in pieno, al di là di quel “puttana la maestra” che divenne quasi uno slogan”.

Che pensa di tutte le polemiche legate alla presenza dei rapper e del ritiro di Emis Killa?

"Credo che Emis abbia fatto un gesto di grande rispetto nei confronti del festival: non giudico le vicende giudiziarie, sarà chi di dovere a decidere, ma il ritiro è stato fatto probabilmente per evitare le polemiche. Si sarebbe parlato inevitabilmente più di queste vicende che non della sua musica, quindi ho grande rispetto per la sua decisione”.

Sembra esserci una spaccatura tra chi segue la musica più contemporanea e chi la rifiuta in blocco, soprattutto per certi testi.

“Detto che l’espressione artistica deve essere sempre e comunque libera, allo stesso tempo anche la musica è espressione del tempo in cui. Questa divisione è una dato di fatto sociale: i giovani hanno valori, espressi anche a parole, molto lontani da quelli, per dire, della mia generazione. Mi sento distante anche io, ma non giudico. I trapper, per esempio, si esprimono con un linguaggio che il loro pubblico ha già metabolizzato. Alla fine, ognuno ha i suoi gusti”.

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