Rose Villain: “Sono femminista e a Sanremo mi sento libera di essere sensuale”
di Silvia FumarolaRoma – Sorriso da bambina, il corpo da Jessica Rabbit. “Sul palco sono sempre a mio agio, nella vita, specie quando ero ragazzina, molto meno. Ma vado al Festival rilassata, ora so come funziona”. Rose Villain, all’anagrafe Rosa Luini, milanese, 36 anni, da Salmo a Gué ha avuto collaborazioni importanti: il rap al femminile ha trovato la sua voce. Dopo Click boom! torna in gara a Sanremo con Fuorilegge. “Devo tutto ad Amadeus, l’ho incontrato in aereo e gliel’ho detto: ‘Tu mi hai cambiato la vita e ti sarò eternamente grata’. Spero che questo Festival sarà il sequel dell’altro, la vendetta. Amo da morire la canzone che porto, posso arrivare 24esima ma ho già vinto”.
“Click boom” raccontava una relazione tossica, si è piazzata al 23esimo posto, tre volte disco di platino, è stato un successo. “Fuorilegge” di cosa parla? “Del desiderio, del momento logorante della passione che speri possa durare e tenere vivo l’amore. Esplorare le emozioni è estenuante. L’attesa, prima che tutto ac…
Roma – Sorriso da bambina, il corpo da Jessica Rabbit. “Sul palco sono sempre a mio agio, nella vita, specie quando ero ragazzina, molto meno. Ma vado al Festival rilassata, ora so come funziona”. Rose Villain, all’anagrafe Rosa Luini, milanese, 36 anni, da Salmo a Gué ha avuto collaborazioni importanti: il rap al femminile ha trovato la sua voce. Dopo Click boom! torna in gara a Sanremo con Fuorilegge. “Devo tutto ad Amadeus, l’ho incontrato in aereo e gliel’ho detto: ‘Tu mi hai cambiato la vita e ti sarò eternamente grata’. Spero che questo Festival sarà il sequel dell’altro, la vendetta. Amo da morire la canzone che porto, posso arrivare 24esima ma ho già vinto”.
“Click boom” raccontava una relazione tossica, si è piazzata al 23esimo posto, tre volte disco di platino, è stato un successo. “Fuorilegge” di cosa parla? “Del desiderio, del momento logorante della passione che speri possa durare e tenere vivo l’amore. Esplorare le emozioni è estenuante. L’attesa, prima che tutto accada, è sempre bellissima ma ti consuma. Ti fa fare cose folli per cui esci fuori di testa e dalle righe. Una sensazione magica, che ci fa sentire vivi”.
La citazione di “Almeno tu nell’universo”? “Sono fan di Mia Martini, anzi di più. È una mia grande icona. Magari è uno stimolo per i più giovani ad andarla a scoprire e amarla”.
Parlando d’amore: ha più inseguito o e più stata corteggiata?
(Ride) “Sono una gran ‘sottona’. Da ragazzina ero tanto timida. Avevo paura di non essere filata, sono stata molto più inseguita, mica avevo il coraggio di rivelarmi”.
Nella serata delle cover duetterà con Chiello sulle note di “Fiori rosa, fiori di pesco” di Lucio Battisti.
“Chiello è uno dei miei artisti preferiti, un artista con la A maiuscola. L’anno scorso ho portato una leggenda del passato (Gianna Nannini) e del presente; lui sarà una leggenda del futuro. Spero che l’Italia si renda conto dell’artista che ha, perché è meraviglioso. Canteremo Fiori rosa, fiori di pesco, sono una grande amante di Battisti, e ho scoperto che lo è anche lui. Ce lo siamo quasi detto insieme: Fiori rosa, fiori di pesco”.
Cosa le dà la musica?
“Sono banale, ma è l’aria che respiro, la cosa che ogni giorno mi fa alzare felice e mi mette l’adrenalina addosso”.
Sul palco sfileranno donne forti, diverse, tra cui Giorgia, Francesca Michielin, Elodie. Lei che femminilità pensa di esprimere?
“Ho un lato ho un po’ maschiaccio a cui voglio bene, ma col passare del tempo mi sento molto donna, sicura di me. Non mi sono mai sentita così bene come adesso: potente e combattente”.
Si presenta come una cattiva ragazza ma suo padre è imprenditore; suo nonno partigiano, Biagio Melloni, è una figura importante. Ha studiato a Los Angeles, vissuto a New York, è cittadina del mondo. Quanto ha contato la sua famiglia?
"Tantissimo. Sono fortunata perché ho una famiglia di persone speciali. Nonno, comandante partigiano, ha fondato la catena di librerie Remainders. Andavo sempre con lui in quella di Milano, era bellissimo. Ho vissuto in mezzo ai libri tutta la vita. L’altra nonna era insegnante di Lettere, latino e greco. Oggi scrivo le mie canzoni, ma ho sempre scritto. Sono figlia della parola”. Suo padre cosa sognava per lei? “Non ha mai provato a indicarmi la via, perché ce l’avevo chiara fin da subito. È pacato, dolce, non mi ha mai sgridato per un voto cattivo. Ha seguito la mia passione silenziosamente. Un grande papà”.
Viene ai suoi concerti?
“Sì, assolutamente. Non conosce nemmeno una mia canzone e ogni tanto mi dice: ‘Perché non fai una bella cover di Lucio Dalla?’. Anche io adoro il cantautorato italiano, sono innamorata di quegli artisti lì. Vivo di musica ma sono un po’ imprenditrice. Ho lanciato la mia linea di bellezza green, Good Villain. Beauty gentile con un’etica dietro, un’attenzione agli ingredienti vegani, tutto made in Italy, 100% riciclabili. Avendo vissuto tanto a New York, sognavo di fare la mia linea, ci ho messo due anni. Un lavoro faticosissimo”.
Il 23 settembre la aspetta il Forum di Assago. Sente il peso delle aspettative?
“Vado dritta per la mia strada. Il Forum non mi fa paura perché sono pronta; potrei sedermi adesso a un tavolo e scrivere una canzone”.
La creatività è libertà?
“Sono le ali ma è anche la gabbia”.
Che impressione le fa essere diventata un simbolo per le giovanissime?
“Non mi sento un punto di riferimento. Ma credo che quando hai una voce e la gente ti ascolta, sia giusto dire qualcosa di buono, informarsi, puntare sulle cose positive”.
Che pensa delle polemiche su Tony Effe?
“Le polemiche sul rap, sulla violenza, ci sono sempre state. Sono contenta che il rap arrivi a Sanremo. Con Tony siamo amici, è un bravissimo ragazzo. Quando si scrive è cinema e lo è anche la musica. Non mi sono mai sentita attaccata da testi così. Allora non si possono guardare i film di Tarantino? Sono certa che le ragazze che vanno a vedere Kill Bill poi non girano con la katana. Secondo me bisogna preoccuparci di più quando tagliano i fondi per i centri anti-violenza”.
Si è definita femminista, è stata criticata per i look audaci. Sul corpo delle donne si combattono battaglie. Le piace sedurre?
“Sì. Sul palco mi piace sedurre e sentirmi donna, non sopporto quando sminuiscono il mio talento perché sono una bella ragazza, mi fa veramente incazzare. Quello per me è sessualizzare. Poi le parole sono sempre travisate, arrivano le critiche per come mi vesto con la solita aggiunta finale: ‘E poi fa la femminista’. Quello è il punto: lo sono e posso fare quello che mi pare. Che vuol dire parlare di tutto e dire sempre quello che penso. Da donna sono libera di sentirmi sensuale quando voglio e questo non mi deve sminuire. Lotterò sempre per questo: le donne devono avere il potere di scegliere”.
Cosa pensa di Giorgia Meloni?
“Penso che le donne in una posizione di comando in politica possano fare molto, figuriamoci. Ma credo che potevano esserci tanti uomini che avrebbero lottato per le donne e i diritti umani molto più di lei. No, non è il mio modello”.
A New York ha conosciuto suo marito, il produttore Sixpm, Andrea Ferrara. Legame artistico fortissimo, vi capita di litigare?
“Litighiamo solo in sala di registrazione, fuori siamo affiatatissimi. In studio sappiamo dove l’altro può spingersi, non accettiamo che uno dei due sia sottotono. Ogni tanto ci scorniamo. Poi quando finisce la sessione, lui mi viene vicino: ‘Amore, allora che facciamo?’, e si torna come prima”.
È una ragazza in carriera, pensa alla maternità?
“Sto vivendo qui e ora ma mi piacerebbe in futuro avere una famiglia. Ci penso”.
Spopola il video di “Oh mamma mia” con Guè, girato a Napoli, ai Quartieri Spagnoli, in cui sfoggia una pellicciona fucsia. Ironico e nostalgico, con l’omaggio a Pino Daniele. Com’è andata?
“Sono cresciuta ascoltando Pino. Anche in quello c’è la mano di Sixpm, quando ho ascoltato la registrazione con la voce a cappella di Pino, e si sentiva la sua risata, mi sono emozionata. La pelliccia, ci tengo a dirlo, è sintetica, puro peluche. È stato bellissimo girare a Napoli, mi sono sentita una scugnizza”.